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Egon von Kaltenbach ha scritto:Io credo che la prassi più corretta sia quella praticata dall'annuario francese Bottin Mondain, a sua volta espressione della Association d'entraide de la noblesse française (ANF), la quale ha un rigido criterio di associazione, che non prevede eccezioni al criterio tradizionale di accettazione delle famiglie storiche.


Alessio Bruno Bedini ha scritto:Egon von Kaltenbach ha scritto:Io credo che la prassi più corretta sia quella praticata dall'annuario francese Bottin Mondain, a sua volta espressione della Association d'entraide de la noblesse française (ANF), la quale ha un rigido criterio di associazione, che non prevede eccezioni al criterio tradizionale di accettazione delle famiglie storiche.
Ad esempio che fare con figli nati da un secondo matrimonio o fuori dal matrimonio? Stando ai criteri della consulta araldica non potrebbero nemmeno portare il cognome del padre...
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Alessio Bruno Bedini ha scritto:Artt. 180 e 195 del C.C. 1865
Messanensis ha scritto:Alessio Bruno Bedini ha scritto:Artt. 180 e 195 del C.C. 1865
Anche tu mischi arbitrariamente il codice civile con la Consulta Araldica. Cosa c'entra la Consulta Araldica col cognome del padre???
Al contrario di quanto hai scritto, la Consulta Araldica non regolava affatto la trasmissione del cognome.


Stando ai criteri della consulta araldica non potrebbero nemmeno portare il cognome del padre...
Ho detto che stando ai suoi criteri, ossia quelli dell'epoca in cui fu attiva, chi nasceva fuori del matrimonio non poteva nemmeno portate il cognome del padre...
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Nei CD repertori nobiliari invece si mischia del tutto arbitrariamente il diritto odierno con quello del passato.. che senso ha tutto ciò?
Messanensis ha scritto:
L'ultima legislazione nobiliare del Regno d'Italia, cioè il Regio Decreto 7 giugno 1943, n. 651 (quello a cui avresti dovuto fare riferimento invece di riferirti ai "criteri" della Consulta Araldica), pone espresso divieto nella successione dei titoli nobiliari soltanto ai figli adottati (art. 42) ed ai figli naturali nati fuori dal matrimonio non legittimati (art. 41). Quali repertori vanno contro questi due articoli?


Messanensis ha scritto:
L'ultima legislazione nobiliare del Regno d'Italia, cioè il Regio Decreto 7 giugno 1943, n. 651 (quello a cui avresti dovuto fare riferimento invece di riferirti ai "criteri" della Consulta Araldica), pone espresso divieto nella successione dei titoli nobiliari soltanto ai figli adottati (art. 42) ed ai figli naturali nati fuori dal matrimonio non legittimati (art. 41). Quali repertori vanno contro questi due articoli?
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Quelli dove figurano figli nati da secondi o terzi matrimoni. Non è elegante fare nomi di persone i questa situazione.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Certamente durante il Regno d'Italia però tali persone non avrebbero nemmeno potuto portare il cognome del padre.


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