da Nessuno » sabato 25 maggio 2019, 15:11
Chiedo venia per il ritardo del mio intervento, ma volevo aggiungere anche questa testimonianza proveniente dalle mie ricerche d'archivio:
l'esistenza di una nobiltà locale nei comuni del contado di Cremona (o, almeno, in alcuni di essi), pare essere corroborata dall'esistenza, verificata solamente tramite atti di compravendita in cui compare tale istituzione nelle coerenze varie, di terreni, boschi, ore d'acque di pertinenza dei nobili del luogo. L'espressione rimanda a quella con cui viene definito lo Stefano del mio post precedente. Il comune indagato è il medesimo: come esiste uno Stephanus de Lanzonibus, ex nobilibus loci Casalisbutani, così esiste anche nelle coerenze, terra (aratoria, boschiva, vidata, ecc...) juris nobilium loci Casalisbutani. Nel Quattrocento, i capitanei del Comune in questione non coprivano più la carica da almeno un secolo e mezzo, quindi i nobili del comune sono le famose famiglie consolari locali. Finora ne ho identificate una ventina che vi elenco nella speranza di offrire qualcosa di interessante, nonché per far vivere la loro memoria:
1) Alessandrini detti da Crema -> due rami. La loro fortuna pare essere legata in parte a proprietà fondiarie, in parte a oculati contratti di soccida, in cui gestivano le mandrie altrui;
2) Baldocchi -> due rami: Baldocchi propriamente detti e Baldocchi del Malcorpo;
3) Catani/Cattanei -> molti rami. Pare che siano proprio i discendenti dei capitanei vescovili di Casalbuttano, i quali ancora nel Trecento avevano ormai perso ogni carica coperta fino alla fine del Duecento;
4) Elefanti o Alifanti -> tre rami principali, ma estinti rapidamente;
5) Ferrari -> partono in sordina, ma tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento riescono a racimolare una discreta fortuna e ad imparentarsi con la maggior parte delle altre famiglie;
6) Lanzoni -> molti rami: Lanzoni del Corrado, Lanzoni del Pietrobono, Lanzoni propriamente detti, Lanzoni del Bramino, Lanzoni del Gualdo (originati dalla famiglia nobile dei Gualdi ed entrati per via femminile nei Lanzoni), Lanzoni dell'Alberto, Lanzoni del Bassino (una cui madama ha sposato il cavaliere gerosolimitano Paolo Ponzone), Lanzoni del Guazzino, Sovinati/Sovinardi detti Lanzoni o Lanzoni detti Sovinati/Sovinardi (originati dalla famiglia feudale dei Sovinati ed entrati per via femminile nei Lanzoni), Lanzoni del Lanfranco. Dopo l'infeudazione del comune agli Schinchinelli, i Lanzoni sono i quarti più grandi proprietari terrieri del comune;
7) Luciani -> almeno tre rami. E' la famiglia che ha saputo ascendere più di tutte le altre: un ramo, quello di Giovanni Lucio, si trasferisce a Cremona e, solamente dopo una generazione, con il figlio Giovanni Battista, ottiene il titolo di patrizio cittadino. I figli di Giovanni Battista mantengono il titolo solo per alcuni anni, poi ritornano ad essere chiamati, negli atti notarili, solamente messeri;
8) Macchi -> secondo alcuni, potrebbe essere un ramo della ben più nota famiglia Macchi di Milano. Nel comune di Casalbuttano i suoi esponenti sono chirurghi/barbieri oppure notai;
9) Manenti;
10) Mangioni -> famiglia assai legata alla parrocchiale. Rispetto alle altre presenta una decadenza più rapida: nel giro di un secolo i suoi esponenti sono sempre meno influenti;
11) Manzoli -> famiglia assai votata all'amministrazione comunale;
12) Pasini -> da un unico ramo presente nel Quattrocento, diventa, insieme ai Romanenghi, la famiglia più numerosa. Dopo l'infeudazione del comune agli Schinchinelli, i Pasini sono i terzi più grandi proprietari terrieri del comune;
13) Pellizzari -> pare che siano giunti nel comune grazie ad un esponente arciprete, il quale ha scambiato la sua primiera destinazione con Casalbuttano. Gran parte dei suoi appartenenti sono esperti artigiani e sembrano essere assai legati alla Arcipretale di S. Giorgio martire;
14) Pergami de Manerbio -> sono esperti artigiani e riescono ad imparentarsi con la maggior parte delle famiglie locali;
15) Romanenghi -> molti rami senza soprannomi particolari. Molto legati al monastero di S. Salvatore locale;
16) Sommi -> pare essere un ramo della nota famiglia nobile feudale dei Sommi. Cominciano ad essere presenti nel comune con alcuni esponenti arcipreti della locale parrocchiale di S. Giorgio martire;
17) Villa -> molti rami senza soprannomi particolari.
A queste famiglie locali vanno aggiunti anche i seguenti rami di famiglie nobili cittadine, i quali hanno deciso di trasferirsi a Casalbuttano durante il Quattrocento:
18) Arrigoni;
19) Cauzzi -> in verità, appaiono già alla fine del XII secolo nel comune, in quanto possedevano qualche appezzamento di terra in Casalbuttano. Tuttavia, fino alla metà del Quattrocento essi risiedevano nella vicinia di S. Silvestro in Cremona. In Casalbuttano, un ramo svolge l'attività di notaio e si legano ai Lanzoni;
20) Raimondi.