da Franz Joseph von Trotta » venerdì 19 giugno 2009, 19:00
La questione non è di quelle semplici o riassumibili in poche righe, come sempre - come saggiamente ci avvisa Guido - è il contesto storico e geografico a determinarne il senso del termine.
A proposito cito un passaggio sull'argomento che dobbiamo a Cesare Manaresi al suo fondamentale scritto "Orientamenti per le ricerche sulla nobiltà originaria lombarda" comunicazione letta nell’adunanza della Società Storica Lombarda del 13 dicembre 1931, ove l'autorevole studioso, per la LOMBARDIA e anteriormente al XVI s., specificava che già i SOLI termini "Dominus" e "Ser", senza altre aggiunte erano una chiara qualifica nobiliare.
E se lo diceva Manaresi...
Saluti,
FJVT
« (...) In tutti questi casi una designazione altrettanto sicura si può fare in base alle qualifiche d’onore, e soprattutto in base a quelle di dominus e di ser attribuite anteriormente alla metà del sec. XVI. E’ cosa pacifica tra gli studiosi di storia del diritto che questi due prefissi dal sec. XII in poi furono portati esclusivamente dai nobili[1]. E’ inutile che io aggiunga la conferma della mia personale esperienza di molti anni durante i quali non trovai neppure un caso, sempre per il periodo suindicato, in cui le due qualifiche fossero attribuite per errore a persone non nobili. Ed invero quelli che in processo di tempo si chiamarono nobili, erano in origine i domini, che continuarono a chiamarsi con quel prefisso, e con l’equivalente volgare ser, anche dopo aver perduto il dominatus. D’altra parte non è neppur pensabile che i notai potessero far confusione tra persone nobili e non nobili e attribuire erroneamente a questi ultimi una qualifica che loro non spettava, perché fino a tutto il secolo XV era ancora ben netta la demarcazione fra le due classi sociali, specialmente nei riguardi degli oneri.
La qualifica, che viene talvolta attribuita alla persona di cui si parla e talvolta solamente al genitore vivo o defunto di essa, viene anche ampliata in nobilis dominus, nobilis vir dominus, e più tardi in spectabilis e magnificus dominus; ma queste ampliazioni, non essenziali, né necessarie alla designazione dei nobili, sono il riflesso della elevata condizione economica e sociale della persona, oppure della specifica mansione che la persona nel documento è chiamata a compiere: così mi è accaduto spesso di osservare che persone di sicura condizione nobile in documenti del sec. XV sono indicate esclusivamente con la qualifica di dominus tranne nel caso che siano chiamate a compiere funzioni di arbitri, chè allora prendono le più ampollose qualifiche di nobilis et discretus vir dominus. Specialmente nelle campagne, dove più difficilmente potevano coprire alti uffici pubblici ed acquistare grandi ricchezze, i nobili, anche nel periodo del maggiore abuso delle qualifiche d’onore, voglio dire nella seconda metà del sec. XVI, continuano ad essere chiamati col solo prefisso dominus.
A questo fanno riscontro in quel tempo nei documenti in volgare le qualifiche di messer per gli uomini e di madonna per le donne, come attesta fra l’altro l’uso dei nostri migliori scrittori del quattro e del cinquecento: qualifiche che sono usate, con la precisa intenzione di segnalare le persone nobili, anche nei registri parrocchiali della fine del cinquecento.
Ma stabilito che il prefisso dominus si adoperava solamente per le persone nobili, diventano preziosi per la conoscenza di queste anche gli estimi, e in genere tutte le registrazioni ufficiali della città e della campagna nelle quali i nobili non venivano registrati a sé né particolarmente indicati come gentiluomini; in quelle registrazioni infatti il nome e il cognome delle persone nobili è sempre preceduto da D. (dominus)»
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar