Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Elmar Lang ha scritto:Mia madre, che durante la II Guerra Mondiale abitava a Bolzano, da dopo l'8 Settembre e fino alla fine della guerra, svolse lavoro coatto come impiegata presso la "Porfidi d'Italia", allora inserita nella Organisation Todt quale "Einsatzfirma", essendo lei perfettamente bilingue, in italiano e tedesco.
Tra gli operai dell'azienda, che in quel periodo forniva materiali per la costruzione di rifugi ed istallazioni militari, ve ne era uno che la colpì per il cognome Cesarini Sforza o Sforza Cesarini (dovrò chiedere a lei per precisione) e per il linguaggio sempre molto "colorito", quando si presentava presso gli uffici.
Mia mamma mi disse che questi era sì di nobile discendenza, ma per vivere faceva di mestiere l'operaio edile, sicuramente già da ben prima delle ostilità.
E.L.
antonio33 ha scritto:Il termine "degradante" del titolo disturba un po'.
Una persona non "degrada" se fa un mestiere umile e onesto, e questo indipendentemente dal livello della nobiltà! Una persona "degrada" qualora non si comporti bene.
Classici esempi: il politico corrotto, il principe che "zampetti" in una trasmissione televisiva come una soubrette e il nobile "giullare" a Markette - Tutto fa brodo in TV...
Ma è solo la mia opinione.
antonio33 ha scritto:Il termine "degradante" del titolo disturba un po'.
Una persona non "degrada" se fa un mestiere umile e onesto, e questo indipendentemente dal livello della nobiltà! Una persona "degrada" qualora non si comporti bene.
Classici esempi: il politico corrotto, il principe che "zampetti" in una trasmissione televisiva come una soubrette e il nobile "giullare" a Markette - Tutto fa brodo in TV...
Ma è solo la mia opinione.
Cav.OSSML ha scritto:Il titolo della presente discussione è mal posto per due ordini di ragioni:
1. Nessun lavoro svolto con onestà è degradante;
2. Lo svolgimento di mansioni “umili” non riguarda soltanto appartenenti alla “piccola nobiltà”, ma anche appartenenti nobiltà titolata “più elevata”.
Messanensis ha scritto:Degradante non va intenso in senso morale, ma nel senso che priva degli onori e della dignità associati alla condizione nobiliare.
Cav.OSSML ha scritto:E comunque la nobiltà è imprescrittibile e non viene meno per impoverimento.
Messanensis ha scritto:Cav.OSSML ha scritto:E comunque la nobiltà è imprescrittibile e non viene meno per impoverimento.
Sul punto ci sarebbero da scrivere libri. In realtà in molti Stati preunitari era previsto per legge che la nobiltà potesse perdersi. Si veda, per esempio, l'editto sulla nobiltà del 31 luglio 1750 emanato nel Gran Ducato di Toscana, che prevedeva la perdita del patriziato o della nobiltà in caso di delitti o di esercizio di arti vili e meccaniche, anche per i discendenti.

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