Invece, comprovato al 100% il grado di S.A.I. (Sua Altezza Imperiale) Angelo Amoroso, un signore di Bari che non conosco di persona, ma che un mio caro amico compaesano suo conoscente asserisce essere il legale pretendente al trono di Bisanzio, e come tale in potere di concedere titoli nobiliari, ovviamente solo onorifici. Peccato che l'ultimo imperatore effettivamente regnante, San Costantino XI Paleologo, sia stato ucciso in battaglia il 21 maggio 1453 durante l'assedio di Costantinopoli, e Bisanzio stessa sia caduta il 29 maggio successivo. I pianti che mi sono fatto quando mi hanno portato la notizia, a me che mi sento bizantino nel midollo, non ne avete idea
A Fragagnano, simpatico paese di 5.000 anime qua in provincia di Taranto, vive il caro amico Antonio (per noi "Tony") Altavilla, che quando non si divide fra il lavoro nell'esercito e le sue suonate di pizzica nel gruppo "Selva Cupina" (hanno fatto anche una gustosa versione in dialetto di Monteparano de "Alla fiera dell'Est" di Angelo Branduardi, chiedendone prima il permesso direttamente al cantante
Per quanto riguarda i Savoia, avrei due o tre storielle da raccontare io di persona
lavora anch'egli come receptionist un signore che risponde al nome di .... Francesco Savoia. Non entro per privacy nel merito se costui è effettivamente discendente dei re d'Italia, ma la cosa è intrigante assai
.Invece....rullo di trombe e squillo di tamburi (eh eh), per la prima volta, anche perché nella mia avventurosa vita di cose simili me ne sono successe parecchie e poi non ci do neanche importanza perché sono persona riservata
, voglio raccontare qui di quando ho lavorato con la bambinaia di casa Savoia. Era l'agosto 2005 e io, ragazzino di 24 anni (lavoro nel settore del turismo da quando ne avevo 16
) portai come accompagnatore turistico due pullman di 115 anziani dalla mia amata Puglia per due settimane alle terme di Salsomaggiore. Nel gruppo vi era una gentile signora (ora sarà volata in cielo, pace all'anima sua) di cui ormai ho dimenticato anche il nome e la provenienza, ma che era comunque piemontese o ligure. Una di quelle signore di una volta, con mille dolori e mille speranze inespresse nello sguardo, gentile e pacata, che quando trovano qualcuno che ispira fiducia si aprono e raccontano storie da film
Dopo due o tre giorni che col mio carattere spigliato scarrozzavo i visitatori sul pullman su e giù per il Nord Italia facendo da guida e raccontando barzellette assurde in stretta combutta con l'autista, anch'egli martinese, facendoli scompisciare dalle risate, la signora un giorno, mentre eravamo seduti belli tranquilli nella reception dell'Istituto Termale Baistrocchi prima di una solita gita post-terme, mi fece cenno di mi volermi mostrare qualcosa. Mi sedetti accanto a lei ed ella tirò fuori un album di fotografie mostrandomi le foto di Maria Josè, di Umberto, e del giovane Emanuele Filiberto, raccontandomi che era bambina quando alloggiava con loro prendendosi cura di Umberto (a cui
diceva che aveva fatto il bagnetto ) e seguendoli durante la guerra nei loro spostamenti per l'Italia. Rimasi comprensibilmente attonito e invaso dalla curiosità, e le feci un sacco di domande, a cui lei rispose raccontandomi tanti aneddoti della vita privata dei Savoia. Sono passati anni da allora (la signora all'epoca era già grande d'età) e non l'ho più rivista, ma conservo un bel ricordo di lei.Un'altra volta racconterò, se mi va, di quando ho avuto un incontro-scontro col cardinale di Torino cappellano di casa Savoia e della conoscenza che ho fatto quest'estate col principe di San Vito dei Normanni Giuliano Dentice di Frasso e col barone Argentina di Francavilla Fontana, che hanno ospitato nelle loro dimore nel 1943 il re in fuga durante la Seconda Guerra Mondiale, ma questa è un'altra storia e vi lascio con la curiosità
Buona vita a tutti!Damiano Nicolella De Vicaris

