La storiografia moderna tende a considerare che non via sia alcun significato recondito e/o simbolico dietro pezze e colori araldici.
Una interpretazione in tal senso é fiorita soprattutto in epoca barocca (per motivi culturali contingenti dell'epoca, non per un reale valore simbolico che affondasse nella cultura dei secoli precedenti e soprattutto nelle origini dell'araldica) e ha avuto fortuna nei due secoli successivi ('7 e '800), per poi scemare rapidamente di fronte ad analisi storiche serie.
É pur vero che una qualche declinazione allegorica fu reale soprattutto nell'800, dove, sulla scia di questo malinteso valore simbolico, negli stemmi di nuova concessione per i nobili di nuova creazione (nobiltà alquanto borghese creata ex-novo nelle varie monarchie europee), essendo libero o quasi l'arbitrio nel crearsi il nuovo stemma, ci si poteva lanciare in fantasie allegoriche più o meno spinte.
State pur certi, però, che nessuna di queste
elucubrazioni mentali sarebbe mai stata riportata sul diploma di concessione dello stemma, essendo così destinate a perdersi con lo svanire della memoria familiare orale nel breve volgere di una o due generazioni.
E state altrettanto certi che nessuno sano di mente si sarebbe attribuito - al punto di ficcarseli nello stemma! - dei valori simbolici negativi e/o infamanti, che con una punta di morbosità tanto vanno di moda in questa forzata (quanto intrinsecamente assurda) interpretazione simbolica dell'araldica.
Il nero in araldica é semplicemente...
nero.
PS: ovviamente non ci si riferisce alla filiazione politica o familiare di stemmi o parte di essi (ad esempio, é ovvio che i gigli d'oro su palla azzurra nello stemma Medici "significano" Francia... ma questo é appunto un significato araldico,
concretissimo e storico, che non ha nulla di "simbolico" nel senso di allegoria di altro concetto
astratto)