Caro Tilius,
Il luogo non è mai stato studiato seriamente, o almeno non si conoscono testi che ne abbiano ricostruito le vicende basandosi su fonti scientificamente accettabili; si tramandano perciò errori di sito in sito.
Alcune infatti sono pitture murali, altre sono pitture su tela! E nel locale dal 1909 si sono susseguiti molti interventi sia di ampliamento sia di tipo decorativo. La mitica Saletta delle Rose a mio modo di vedere (spero di poterlo provare recuperando vecchie foto, ma non è detto) non sarebbe perciò quella attualmente così appellata (una sorta di alcova della sala principale) ma l’attuale dispensa, con le pitture del Chini sepolte sotto il rivestimento.
Insomma un gran guazzabuglio... che sto cercando di dipanare.
Ancora grazie per l’aiuto
Caterina

