]Buongiorno Vincenzo,
di ritorno da Locorotondo ti fornisco le seguenti notizie (in ordine cronologico):
- 1485 Miglionico (Basilicata) castello del Malconsiglio: i baroni del Regno di Napoli si ribellano a re Ferrante I d'Aragona (figlio di re Alfonso V il Magnanimo) e ordiscono la celebre "Congiura dei Baroni" (documentata dallo storico Polizio con un libello di alcuni anni dopo e ripresa in corteo storico dalla Pro Loco il 14 agosto (
http://www.prolocomiglionico.it); i baroni ribelli saranno dispersi, incarcerati, e molti giustiziati a Napoli;
- Aghelberto Del Balzo Orsini, barone di Locorotondo succeduto ai Carafa (attestati a Locorotondo nel 1449), coinvolto nella congiura, viene spossessato del feudo, che negli anni successivi, nella redistribuzione dei feudi del Regno di Napoli fatta dai d'Aragona ai loro fedeli, viene assegnato a Pirro di Loffredo. Riporto testualmente (inclusi gli errori ortografici) dalla "Descrittione del Regno di Napoli" di Scipione Mazzella (pubblicato in Napoli nel 1601);
"Havendo il Re Ferrante I soggiogati i Baroni ribelli del Regno, donò a Pirro di Loffredo per causa della sua fedeltà, e servitij fatti in detta guerra la Baronia di Carovigna, e di Locorotondo, e lo creò Governatore delle Province di Basilicata di Principato, e di terra d'Otranto, nel qual tempo fu ancora dallo stesso Re, Roberto di Loffredo, donandole la Baronia di Nocera, e di Canna";
- la chiesa tardogotica extramoenia di Santa Maria la Greca a Locorotondo, probabile antica tappa di pellegrinaggi sull'istmo Taranto-Egnazia (a causa di una distruzione di documenti avvenuta in età moderna il documento più antico pervenutoci su di essa è del 1520, ma è sicuramente risalente nelle forme più antiche, sopravvissute nell'abside, ai secoli XII-XIII) custodisce,in fondo alla navata sinistra (dopo la distruzione degli altari laterali avvenuta nell'800) la statua (probabile resto di un "cenotafio" ovvero monumento funebre senza la salma) di un cavaliere inginocchiato orante in armatura quattrocentesca (del tipo in uso alle truppe aragonesi), sul cui basamento è incisa la dicitura in rozzi caratteri "Pirrus princeps Tarent. S.P.P. [seguono lettere indecifrabili]". Stando il succitato documento, costui dovrebbe essere appunto, caro Vincenzo, Pirro di Loffredo principe di Taranto (quest'ultimo attributo è da verificare comparando la storia di Taranto a fine '400);
- sull'altare maggiore, dedicato alla Madonna delle Rose e Santi con pregevole polittico rinascimentale in pietra, è riportato lo stemma dei Loffredo, stemma che ho tratto dalla succitata "Descrittione" e che qui vi sottopongo:
[attachment=0]loffredo.png[/attachment
Spero (come al solito) di averti fatto cosa gradita. A breve vi inserisco la foto della statua. Cordialmente,
Damiano Alessio Nicolella De Vicaris de Venusio