da Elmar Lang » giovedì 14 dicembre 2017, 10:00
Per comprensibili ragioni, è difficile accettare che qualcuno, oggi, possa avere simpatie per il fascismo ed il nazismo.
Al di là del fatto che l'URSS abbia pure vinto la guerra, l'aberrante ideologia da lei imposta, che ha addirittura portato più lutti di quanti ne abbiano sulla coscienza i regimi italiano e tedesco, suscita ancora simpatie, perché l'Europa Occidentale fu infiltrata da organizzate strutture politiche agli ordini diretti di Mosca. Nel nostro caso, il PCI, che tra i partiti pagati dall'URSS ne fu il più efficiente e ben strutturato (i capi comunisti, usavano chiamare il Partito "La Ditta").
Anche per questo, un terrorista ispirato all'ideologia comunista, da noi come altrove, spesso può godere di simpatie e addirittura di appoggio ad alto livello, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che un bieco pluriomicida come Cesare Battisti sia ancora in giro per il mondo ed abbia vissuto pure in Francia, sotto la protezione o comunque il laissez-faire del governo d'oltralpe.
Altrimenti non si spiegherebbe come per gli assassini riconosciuti e condannati per l'omicidio del Commissario Calabresi, vi sia stato tanto appoggio e financo la grazia per uno d'essi.
Altrimenti non si spiegherebbe come un cialtronesco guitto come Dario Fo, abilissimo nei "giri di Valzer", passando dalla militanza nei paracadutisti della RSI, sia divenuto poi la star del teatro "di lotta", sostenitore finanziario di extraparlamentari e terroristi "rossi", fino a ricevere un inspiegabile Premio Nobel.
E gli esempi potrebbero essere innumerevoli.
Dovessi recarmi in un Ufficio Pubblico e vi vedessi affisso materiale di propaganda politica, mi rivolgerei ai superiori responsabili, affinché venga tolto immediatamente.
Quel manifesto di Lotta Continua, esposto al pubblico nella Questura di Pisa, è a mio parere le mille volte più osceno d'una bandiera germanica appesa in un alloggio privato ancorché in una caserma, perché in questo caso potrebbe addirittura rappresentare apertamente un indirizzo politico al quale fosse informato l'agire di un servitore dello stato, quindi del Cittadino.
Parlo con cognizione di causa, ricordando allorché sul giornale "Lotta Continua" fu brutalmente diffamato mio Padre, indicandolo tra l'altro, quale destinatario di ingenti fondi a scopo "golpista". Ovviamente, lui chiese, ai sensi della legge sulla stampa, che venisse pubblicata una circostanziata rettifica, cosa che non avvenne ed anzi fu rincarata la "dose di odio" verso di lui. Mio padre volle quindi querelarsi, ma allora, un ufficiale doveva chiedere il permesso ai superiori. Il c.te del Comiliter negò il permesso. Lui si rivolse al Ministro, che negò pure lui, anzi facendogli avere un rimprovero iscritto nello stato di servizio, per aver chiesto un'autorizzazione precedentemente negata.
Lui fece l'unica cosa possibile: sporse denunzia contro il Direttore Responsabile, per violazione della legge sulla stampa.
Anni dopo, quand'era già in pensione, ricevette l'intimazione a presentarsi al Tribunale di Roma quale testimone al processo contro il direttore. Lui espose i fatti ed in men che non si dica fu pronunciata l'assoluzione, perché se il giornalista avesse pubblicato la rettifica, avrebbe ammesso la commissione del reato di diffamazione a mezzo stampa e quindi vide riconosciuto il principio del "nemo se detegere tenetur", non essendovi querela da parte del presunto diffamato.
Mio padre disse poi che il giornalista -in fondo- fu meno colpevole dei suoi superiori, acquiescenti nel lasciar svergognare un leale servitore dello Stato.
Fatta questa divagazione, per me utile comunque, vorrei aggiungere che quello che poi uno pensasse entro se stesso o facesse in casa sua, non mi permetto e non devo sindacarlo, almeno finché non "tracimasse" nel suo modo di porsi al cittadino.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)