contegufo ha scritto:Salve
Sarei anch'io in interessato ma vorrei la certezza che non si tratti di cose già lette, ovvero
"La nobiltà fra sogno e realtà" dato in omaggio qualche anno fa.
Saluti
Ciò che scrive l'amico Pier Felice sono sempre concetti che valgono oro fino, quindi da leggere e meditare .
Personalmente ha apprezzato di più "La nobiltà fra sogno e realtà" i n quanto molto più affine al mio modo di vedere la materia , l'ultima fatica ,
”Nobiltà e Paranobiltà”, è stato spunto di attenta riflessione dal quale scaturite alcune osservazioni, alcuni...
...pensieri improvvisi
1) PARA-CHE' ?
Mi sia consentito di affermare che la “ Paranobiltà” è un neologismo che, al pari di “ petaloso”, può piacere, non sono un “accademico della Crusca, a me non piace:
Come la vedo io ed altri, la nobiltà si può dividere in
riconosciuta o non riconosciuta a seconda di chi ( ente o singolo ) sia chiamato ad esprimere un giudizio su di essa.
2) RICONOSCIMENTO INDISCUSSO NEL 21° SECOLO ?
La Repubblica Italiana intrattiene relazioni diplomatiche con il SMOM riconosciuto pienamente come Ente Sovrano.
Il SMOM sostiene lo
status nobiliare , essendo un ordine cavalleresco di tradizione nobiliare , quindi, esige la presentazione di prove nobiliari per l'ingresso delle due classi dedicate. Inoltre ha pubblicato un
Elenco delle famiglie nobili italiane in piena epoca repubblicana ( 1960 ) utilizzando soprattutto dati messi disposizione dalla Consulta araldica del Regno d' Italia, dello Stato Vaticano e della Repubblica di S. Marino.
La Commissione Araldica del SMOM accetta le prove nobiliari presentate per l'ingresso degli Ordini delle classi nobilitanti, quali il SMOC di S. Giorgio, ed altri , considerando tale aggregazione come
titolo primordiale di nobiltà generosa* atto necessario all'ingresso nelle classi nobiliari dello SMOM.
*Per titolo primordiale di nobiltà si intende una decorrenza centenaria
dall'atto di aggregazione , alleggerita da una interpretazione che la farebbe
decorrere dalla data di nascita dell'individuo richiedente l'aggregazione nel SMOM.
Quindi :
La repubblica Italiana riconosce l'Ordine di Malta con la sua organizzazione basata su una nobiliare struttura gerarchica, il quale, a sua volta riconosce ed aggrega gli individui cooptati nelle classi nobili del SMOC di S. Giorgio per mezzo di prove nobiliari .
Inoltre la Repubblica italiana , riconoscendo concrete, separate ed portabili i segni delle Classi nobiliari di un ordine , di fatto compiono in indiretto riconoscimento nobiliare del cavaliere.
Questa consequenzialità è , secondo me , la corretta chiave per affermare che l'ingresso con prove in classi nobiliari di Ordini Dinastici a sovranità affievolita è reale modalità per entrare pienamente nel XXI Secolo, in Ordine Indipendente /Ente Sovrano , quindi nella nobiltà italiana , anche se non allineate con le leggi nobiliari del 1943.
3) IL CREPUSCOLO DELLE REGNICOLE LEGGI NOBILIARI ?
A proposito.
Tali leggi, furono approvate durante la pagina più buia e complicata del Regno d' Italia, quella dei rifugi antiaerei, poco prima l'invasione alleata , a tre mesi dallo sbando del 8 Settembre 1943 alla vigilia di una lacerante guerra civile e della proclamazione della Repubblica Sociale al Nord.
Mi sembra che porre quelle leggi, scritte in tale infelice ambito quale chiave di volta del costrutto ideale, per dimostrare oggi la discriminazione tra una nobiltà statuale ed un riconoscimento in chiave
“privata” della stessa , non sia il massimo, ribadendo da anni che oggi in Italia, tutta la nobiltà , non essendo riconosciuta dallo Stato è equipollente, circoscritta tra le
coordinate : storico e cultural/etico .
4) UN SOLO CETO NOBILIARE DAGLI INNUMEREVOLI VOLTI ?
L'Italia , oltre ad essere una nazione di poeti , navigatori e santi è sostanzialmente un paese di ... nobili, retaggio del fenomeno tutto italico dei comuni , delle repubbliche aristocratiche e delle occupazioni straniere. Tutto ciò a differenza delle altre nazione europee, caratterizzate dall'essere state governate dal sovrano e dai suoi feudatari e funzionari.
Per lunghissimi periodi, l'esercizio del potere da parte di famiglie italiche le quali si avvicendavano nella guida dei comuni era nobilitante la secolare vita
more nobilium di una famiglia dava autentica nobiltà , questo accadeva , molto spesso, pubblicizzata su “pubblici” registri ed atti , spesso senza ombra di sovrano assenso .
Questa situazione , del tutto italiana ha portato non ad una ma a più nobiltà ; il tentativo di uniformarle da parte della Consulta araldica ha creato luci ma molte ombre che si allungano nel tempo.
5) EREDITA' INALIENABILE O NO ?
Oggi possiamo fare elenchi e porre paletti ( vedi validità nobiliare di carattere pubblico o riconoscimenti nobiliari di valore c.d. “privato” che privati non sono , per me di identica valenza ma su una cosa non mi si può smuovere di un millimetro :
l'eredità immateriale nobiliare che ho ricevuto da due nonni , attraverso mio padre , passa da me ai miei figli con pacata, pacifica, indifferenza attraverso istituzioni , le quali solo
costituzionalmente “ non esistono più nella nostra società “ repubblicana.
6) MI SFUGGE L'ANACRONISMO !
Perché : “ Fregiarsi in Italia di titoli nobiliari ereditari ( specialmente per persone nate -non nobili- dopo il 1948” sarebbe “ realmente anacronistico , mentre acquisire in lande desolate ruderi di castelli o manieri o il loro mero caput da diritto a titolo o trattamenti di Baron o Lord in virtù di leggi ,a dir poco , giurassiche sarebbe la modernissima chiave d'accesso alla nobiltà . Comprendo la graziosa tutela di SM the Queen , ma quando i loro nobili vivevano in capanne i nostri costruivano i palazzi più belli del mondo. Anacronismi per anacronismi.
7) DISTINZIONE TRA OGGETTI E FAMIGLIE ?
“ Ogni membro di una determinata famiglia o gruppo sociale, partecipe dell' importanza e della tradizione propria di questa, sensibile agli intimi, specifici valori morali che la medesima racchiude, è giustamente geloso di una distinzione che riguarda solamente lui e gli altri veri membri della famiglia o gruppo sociale “. Bellissima affermazione qui riferita a stemma che si adatta perfettamente ad uno
“status” o titolo nobiliare con o senza predicato .
Sergio de Mitri Valier