Elmar Lang ha scritto:Brochure che è presente, in varie forme, negli astucci delle decorazioni conferite ad esempio dal Ghana, dal Bahrein, dal Togo e da altri relativamente piccoli stati, che tengono in alta considerazione i propri segni d'onore.
Oltremanica hanno ovviato al problema esattamente un secolo fa, nel 1917, parallelamente all’istituzione dell’Ordine dell’Impero Britannico.
Fu re Giorgio V in persona a suggerire che una sorta di promemoria sul corretto uso delle insegne fosse inserito in ciascun cofanetto prima della consegna agli insigniti (che, giova ricordarlo, per la prima volta non sarebbero stati unicamente esponenti della nobiltà, dell’alta borghesia o della diplomazia, ma anche e soprattutto comuni cittadini).
Tale esempio di britannico pragmatismo è a tutt’oggi in uso, esteso anche agli altri ordini del Regno Unito.

Personalmente, tuttavia, trovo che la mancanza di specifiche indicazioni non sia una scusa sufficiente per giustificare l’uso improprio o addirittura errato delle insegne, soprattutto se si tratta di onorificenze di grado elevato, come appunto quella di Grande Ufficiale e di Cavaliere di Gran Croce. Ritengo che tra gli oneri in capo agli insigniti via sia anche quello di documentarsi sul corretto uso del segno d’onore ricevuto. Dopotutto, la norma prevede chiaramente come le insegne debbano essere adoperate. Nel dubbio o nell’impossibilità di reperire autonomamente la normativa, si può sempre chiedere in prefettura, dove certamente c'è un ufficio (o per lo meno un funzionario) addetto a trattare la materia.
nicolad72 ha scritto:io preferisco Bocelli a questo, non lamentiamoci sempre, per fortuna, talvolta, anche chi se la tira più di noi... può avere dei problemi.
Verissimo! Bocelli, in fin dei conti, ha dato più volte – ed a differenza di altri – prova di aver ben compreso l’alto valore dell’onorificenza che gli è stata conferita, scegliendo di indossarla in occasioni dal forte valore simbolico, caratterizzate peraltro da una grande copertura mediatica (per la cronaca, la placca all’occhiello è stata indossata anche in occasione del ricevimento al Quirinale per la Festa della Repubblica). Piuttosto, di fronte all’evidenza di un errore ormai ricorrente, sarebbe a mio avviso bastato l’intervento di un addetto al cerimoniale per rimettere tutto al proprio posto, o comunque per chiarire definitivamente come le insegne debbano essere indossate, a futura memoria.
Quanto alla simpatica scenetta del conferimento d’oltralpe, aggiungerei che “
chi se la tira più di noi” spesso i problemi se li va a cercare…
Senza voler entrare nel merito dell’opportunità di presentarsi al conferimento di una distinzione onorifica indossando una maglietta da spiaggia o una polo, occorre tener presente che in Francia le cerimonie di conferimento delle onorificenze sono sempre accompagnate dalla rimessa delle insegne. Ignoro se via sia una qualche disposizione che obblighi di imporre fisicamente la decorazione all’insignito, ma parrebbe che ciò avvenga sempre, determinando di tanto in tanto le storture a noi note.
Nel caso di specie, ad esempio, sarebbe bastato consegnare al neo commendatore dell’Ordine delle arti e delle lettere l’insegna nel suo cofanetto, magari aperto per agevolare le foto di rito, evitando così di doverla annodare sul collo nudo.