Vorrei condividere una riflessione per avere dei pareri dai membri del forum.
Ogni organizzazione nasce attraverso un consenso generale dei membri della stessa che detengono qualità in grado di darle continuità. Una gerarchia sociale non può essere stabile se non vi è un ordine che bilancia accuratamente diritti e doveri. Un sovrano scomodo alľelite del paese sarà presto rimosso. Un'elite tirannica nei confronti di tutti i gruppi sociali inferiori sarà ridimensionata nelle sue pretese. Ovviamente queste affermazioni sono tanto più vere quanto più è elevato il grado di istruzione della popolazione in generale.
Dunque oggi la repubblica italiana è possibile grazie al consenso politico della maggioranza.
Ma vi sono anche teorie scientifiche basate sul consenso della comunità scientifica stessa.
Continuando, il mercato delľarte è basato sul consenso del concetto del bello. Ecc.
Veniamo a noi, ovvero alle discussioni di questo forum che spesso si rifanno al consenso diviso tra visioni diverse della nobiltà.
Non voglio entrare nel merito di queste già esaurienti discussioni.
Fatte queste premesse ritengo che la nobiltà sia desumibile dalle diverse concezioni presenti ma quello che mi preme sottolineare è che a mio modesto parere sia frutto di un CONSENSO STORICO.
Con questi termini intendo dire che la nobiltà esiste oggi perché un gruppo di persone (anche non appartenenti a famiglie storiche) sviluppano intorno al concetto storico di nobiltà il loro consenso.
Anche se non esiste legislazione che attualmente copre la materia della nobiltà possiamo forse dire che essa non goda dello stesso consenso di cui godono organizzazioni come gli stati nazionali?
Cosa sarebbe infatti uno stato nazionale, pur con tutto il suo impianto legislativo, senza il consenso di un gruppo di soggetti in grado di dargli continuità?
Ovviamente nel caso della nobiltà storica si parla di un consenso condiviso da meno persone ma la tipologia di supporto è analoga.
In definitiva a mio modesto parere è il consenso storico che dà alla nobiltà, e alle sue diverse interpretazioni legislative e sociali, la sua essenza di effettiva organizzazione che ha avuto un ruolo di rilevanza (seppur differente) nei secoli.



