da Antonio Pompili » domenica 26 marzo 2017, 0:34
Nel linguaggio araldico, non tutti gli autori potranno mai essere completamente d'accordo su tutto. Questo lo possiamo dire già prendendo in considerazione una singola area nazionale, figuriamoci se ci riferiamo a più aree.
Certamente la stilizzazione adottata in area italiana è così diffusa e costante da esserne tuttora tipica e quasi esclusiva.
Come la stilizzazione in area germanofona si caratterizza per l’aspetto più essenziale e mammelliforme.
Ma la tipicità e la notorietà di entrambe le forme sono diventate tali, da venir identificate con largo consenso con i relativi appellativi toponomastici.
Nel caso in cui ci trovassimo davanti alla figura naturale caratterizzata dalle asperità e dalle pendenze che le sono proprie, parleremmo invece di montagna (anche se il Volpicella, che pure presenta la chiara distinzione tra montagna e monte in forma stilizzata, non è invece molto chiaro nella definizione di monte "alla tedesca").
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)