Sigilli quattrocenteschi

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Messaggioda eugubino » venerdì 4 novembre 2005, 15:17

Ser Dionisio Barigiani non era un "semplice notaio".
Ma questo non cambia di molto il tuo ragionamento.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 4 novembre 2005, 16:20

Ahia! O scritto male: che ser Dionisio non me ne voglia! Intendevo dire che è difficile pensare che avesse delle sue imprese, da affiancare allo stemma. Anche per un Grande ed eccellentissimo Notaio come lui!
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Messaggioda eugubino » venerdì 4 novembre 2005, 17:50

Non è per pignoleria, ci mancherebbe, ma ser Dionisio era un dottore in legge, quindi - minimo - un avvocato, uno che dava pareri legali, uno che ha insegnato all'università di Perugia: Forse fu anche giudice.

per il resto ... siamo d'accordo! :wink:
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Messaggioda eugubino » lunedì 7 novembre 2005, 17:58

Altra osservazione.

I notai, nel sec. XV, avevano di solito il signum, non il sigillo.

Sbaglio?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 8 novembre 2005, 17:34

Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...Anche un impresa da reiterare negli spazi vuoti del sigillo (vi sono esempi simili in sigilli sabaudi con nodi di savoia) mi sembrerebbe davvero eccessivo per un semplice notaio. FJVT


Beh, al di là del :? discorso di merito, i due cosi non sono certamente un'impresa, sia perchè il sigillo appare anteriore al periodo in cui esse vennero in voga, sia perchè non sono affatto posti nella bell'evidenza in cui le imprese sempre venivano effigiate.

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Messaggioda eugubino » mercoledì 9 novembre 2005, 9:03

Un'altra osservazione (così da fare di questo topic una piccola banca mnemonica).

Nel complesso conventuale di Santo Spirito, a Gubbio, dove erano solite monacarsi ragazze dell'aristocrazia locale (e non solo), esistevano le cosiddette celle delle barigiane; evidentemente costruite proprio dai Barigiani per ospitare monache ("canonichesse") di quella famiglia.
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Messaggioda eugubino » mercoledì 9 novembre 2005, 17:18

Alcuni sigilli feltreschi ripresi da documenti datati:


1477

Immagine



1481

Immagine



1484


Immagine
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Messaggioda eugubino » sabato 12 novembre 2005, 9:10

In quest'ultimo caso si distinguono nettamente le lettere "CONF".

Nello stemma si vede chiaramente il "palo" che contiene il riferimento araldico alla Stato della Chiesa.

Federico di Montefeltro era, appunto, Gonfaloniere di S.R.C., cioè comandante dell'eserciti pontificio.
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Messaggioda eugubino » sabato 12 novembre 2005, 11:49

Tornando ai Barigiani...


Sfogliando velocemente il settimo volume dell'opera "Osservazioni istoriche di Domenico Maria Manni accademico fiorentino sopra i sigilli antichi de' secoli bassi" mi sono imbattuto nella riproduzione del sigillo del dottore in legge perugino Baldo degli Ubaldi.

Il tempo di una fotocopia .... ma ci tornerò su con più calma.

Credo che questo sigillo abbia molta attinenza con quello del nostro Barigiani.



Immagine
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 14 novembre 2005, 15:42

...altro che attinenza, caro amico! :wink:

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Messaggioda cipollone » lunedì 14 novembre 2005, 16:50

eugubino ha scritto:Tornando ai Barigiani...

Mi pare che questa ultima scoperta faccia buona luce sul discorso degli "alberi di sfondo/corna di cervo" che in questo caso assumono le fattezze di rabescature ornamentali.
SOno sempre più convinto che l'idea dei rami d'albero possa ritenersi perlomeno plausibile... 8) 8)
per natura son dolce e forte ancora / e piaccio a chi sta e a chi lavora
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Messaggioda eugubino » lunedì 14 novembre 2005, 17:29

Cercherò di esaminare più attentamente i volumi del Manni.

Chissà che non trovi ulteriori novità!

Però se ne riparlerà la prossima settimana.
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Messaggioda eugubino » martedì 15 novembre 2005, 17:41

Baldo degli Ubaldi (Perugia 1327 - Pavia 1400).

Il suo sigillo è praticamente sovrapponibile a quello di ser Dionisio Barigiani.

Cosa si può congettutare da cio?

Conoscete altri sigilli di simile impostazione?
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Messaggioda eugubino » sabato 19 novembre 2005, 16:01

Ecco un'altra osservazione ai sigilli di simil fata.
In questo caso si tratta del sigillo del professore in lege Alberto di Monteacuto di Val d'Elsa, risalente alla prima metà del XIV secolo.



Immagine



Così dice il Manni a proposito del leggio:

(...)
IV. Giacché questo è il primo Sigillo de’ nostri, che dimostri l’antico abito de’ Giudici, e Dottori, e la positura loro in atto di studiare col Leggio davanti, mi piace di portare di questo uso del Leggio le parole di Franco Sacchetti che sono
Come risiede bene, che uno Iudice, per poter andare Rettore, si faccia Cavaliere! E non dico, che la scienza non istea bene al Cavaliere, ma scienza reale, senza guadagno, senza stare a Leggio a dare consigli, senza andare Avvocatore a’ palagi de’ Rettori, ec.
Tralascio di narrare che questi Leggii si veggono altresì davanti ai Maestri in Divinità in molti Manoscritti; e dati nel secolo XV, ancora a i quattro Dottori Massimi di S. Chiesa, come si osserva nella Porta di bronzo del nostro bel S. Giovanni di contro alla Canonica, opera dell’eccellente Scultore Lorenzo Ghiberti.
(...)

D. M. MANNI, Osservazioni istoriche... sopra i sigilli antichi de’ secoli bassi”, t. II, Firenze 1739, pp. 89-93.
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Messaggioda eugubino » giovedì 24 novembre 2005, 15:42

Neanche a farlo apposta ... :)

Sull'ultimo numero di "Medioevo", alle pp. 84-90, è possibile leggere un interessante articolo di Alessandro Savorelli dal titolo "Più della firma poté il sigillo".
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