Egon von Kaltenbach ha scritto:Una delle possibilità è che sia ripristinata una forma di vita conventuale e che vengano resi più agevoli gli accessi alla professione. Infatti, adesso, le vocazioni pur se sarebbe eccessivo affermare che vengono ostacolate, non sono però certamente incoraggiate.
Di molte questioni ne disquisisce “Criteri d’Identità e impegni di vita”, a Cura di Carlo Marullo di Condojanni, in Quaderni di spiritualità n.5 - Copygraf-Roma-2005
In questo volume Neri Capponi delinea prospettive per il futuro con particolare riguardo al reclutamento dei Cavalieri Professi e all’identità dei Cavalieri di Obbedienza.
Egli asserisce che il reclutamento tra i non nobili è ostacolato dalle limitazioni che il Professo non nobile ha, con l’esclusione da quasi tutti gli incarichi di governo.
Per contro porre tutti sullo stesso livello significherebbe eliminare il carattere nobiliare dell’Ordine, e con questo anche la selezione nel prestigio e nella levatura degli aspiranti membri della Dirigenza dell’Ordine.
Capponi parla anche del ripristino della vita conventuale come rimedio per l'odierna difficoltà alle vocazioni giovanili di cui se ne parla da decenni.
In passato dice che ci fu la proposta concreta di utilizzare Forte Sant’Angelo a Malta come prima sede ma non se ne fece poi nulla.
Per quanto riguarda il secondo ceto, Capponi ci dice che molti pensavano che diventare Cavaliere in Obbedienza fosse una promozione e che nel 1997 per evitare ciò si sono cancellate le precedenze.
Se volessimo valutare se questo ha portato a vocazioni spirituali migliori dovremmo quantificare quanti dei cavalieri in obbedienza in questi 20 anni sono poi diventati cavalieri di giustizia
In questo senso occorrerebbe valutare per intero ancora l'identità di questo ceto che nel 2005 a Capponi appariva ancora incerta.
Qui un la recensione del volume:
http://www.carlomarullodicondojanni.net ... acerbi.htm