marcello semeraro ha scritto:Resta da capire come mai questi abati generali si equiparavano ai vescovi tanto da assumerne le insegne? Usurpazione o altro?
Forse più che un'
equiparazione con relativo riflesso nell'uso araldico, possiamo parlare semplicemente di un uso sporadico che poi non ha avuto la sua consacrazione attraverso una prassi consolidata nel tempo.
Del resto come tu notavi, caro Marcello, ad un certo punto i vescovi cominciarono ad ornare i loro scudi con la croce (semplice), come era più anticamente uso per ecclesiastici appartenenti a più alti gradi gerarchici, che facevano effettivamente uso di quella croce nella realtà. Il nuovo uso araldico della croce da parte dei vescovi - hai opportunamente e correttamente ricordato - ha portato gli arcivescovi ad adottare una croce doppia.
E - possiamo ora aggiungere - l'uso comune della croce (semplice o doppia) per gli ecclesiastici insigniti dell'episcopato, corrispondenti ai diversi gradi gerarchici (vescovi, arcivescovi, primati, patriarchi), ha fatto sì che questo ornamento divenisse segno distintivo dell'ordine episcopale in araldica.
Naturale che alcuni tra gli abati, che con i vescovi hanno condiviso da sempre molto (non tutto) delle vesti e delle insegne (anche araldiche ma non solo), abbiano adottato l'uso araldico della croce contemporaneamente ai primi vescovi che lo fecero. Benché né abati né vescovi nella realtà (cioè nell'uso para-liturgico) di quella croce non avessero mai fatto uso... Una prassi che però per gli abati non ha avuto un seguito.
Quindi più che di
usurpazione potremmo parlare di un uso che oggi chiameremmo improprio, ma che al tempo era solo in qualche luogo 'sperimentale'.