significati araldici

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 6 novembre 2003, 18:34

Egregi colleghi,
aggiungo un paio di tasselli storico-araldici a questa interessante discussione:

1) il Von Lobstein, nel 1° volume del suo monumentale Settecento calabrese, a pag. 137 menziona una famiglia Principato come facente parte del Seggio di Stilo (RC): ignoro, però, gli eventuali collegamenti con la famiglia del Sig. GFM;

2) alla serie di blasoni proposti in precedenza, aggiungo quello desunto da E. Noya di Bitetto, Blasonario generale di Terra di Bari, Mola di Bari 1912 (ristampa Bologna 1981), pag. 155, che riporto testualmente:
- d'azzurro, alla fascia in divisa, cucita di rosso e accompagnata in capo da un principato celeste, o meglio, da un angelo alato al naturale, ed in punta da un destrocherio, armato dello stesso, ed impugnante una pina di nero -
La famiglia de' Principato è detta di origine messinese, e nota in Puglia dal XII secolo.

Come si vede, questo blasone ricalca quelli del Galluppi e del Crollalanza: chi sarà stato il primo?

La domanda, ormai, è quasi oziosa: ciò che conta è che abbiamo l'ennesima conferma di essere in presenza di un'arma parlante.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 6 novembre 2003, 19:21

Egregi colleghi,
credo interessante soffermarsi sulla figura che rende parlante quest'arma, cioé il principato.

Il gruppo dei Principati è uno fra i componenti le triadi angeliche delle Intelligenze celesti: assieme a Cherubini, Serafini, Troni, Dominazioni, Angeli, Arcangeli, ecc., essi compongono l'insieme dei Cori che assistono e sovraintendono all'Empireo della nostra Religione. I Principati, per l'esattezza, fanno parte di coloro che (come gli Angeli e gli Arcangeli) sono più vicini al mondo terreno.

Un concetto così elevato non è di facile realizzazione grafica e simbolica: di fatto, la storia dell'arte ha normalmente riassunto quasi tutte queste Sacre figure nel generico ed indistinto aspetto di un giovane alato, tunicato e nimbato, a prescindere dalle differenziazioni teologiche e lessicali. Solo i Cherubini ed i Serafini hanno goduto di uno specifico aspetto, caratteristico e ben riconoscibile: entrambi si raffigurano come testine senza corpo, alate di due pezzi (i Cherubini) o di sei (i Serafini), ed anche in araldica sono conosciuti e presenti con tali particolarità.

Sulla base di ciò, si può quindi affermare ancora una volta che (fra tutti i disegni proposti più sopra) lo stemma disegnato dal Mango è il più attendibile, essendo l'unico a mostrare un Principato nella forma... canonica :wink: , mentre tutti gli altri disegni propongono un qualcosa esteticamente non meglio definibile, ma comunque a cavallo fra il Cherubino ed il Serafino.

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Messaggioda GFM » venerdì 7 novembre 2003, 21:57

Come sempre fra' Eusanio i suoi interventi sono interessantissimi!!! :D
Non sapevo neanche dell'esistenza del "Blasonario" del E. Noya di Bitetto, fino ad adesso ho sempre cercato in testi sulla nobiltà siciliana; ciò vuol dire che devo allargare il campo di ricerca! Dice altro questo testo sulla famiglia de' Principato?
Riguardo al fatto che essa fosse nota in puglia sin dal XII sec. penso si riferisca ad un mio avo che per una baronia che possedeva presso Bitonto fu inviato con i suoi vassalli al servizio militare in terra santa, sotto re Guglielmo II.

Non sapevo neppure di una famiglia principato facente parte del seggio di Stilo; senza altre informazioni non saprei però dire se vi era una qualche parentela.

Mi chiedevo se mi sapesse indicare alcuni stemmari siciliani anteriori al Mango e al Galluppi... io conosco solo il Mugnos ma non ho avuto modo di consultarlo! La descrizione dello stemma in un testo anteriore al XVIII sec. potrebbe chiarire com'era lo stemma originale! Sò che ve ne era uno del XVI sec. scolpito all'entrata del palazzo di famiglia, ma andò perso insieme a tutto il resto nel disastroso terremoto del 1908. :cry:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 novembre 2003, 22:27

Caro amico,
è l'araldica che è interessantissima, non le mie chiacchiere...

Né il Noya, né il von Lobstein aggiungono nulla a ciò che ci siamo appena detti, purtroppo...

Circa stemmari siciliani più antichi, le cercherò eventuali riferimenti, ma non sarei così sicuro che "...la descrizione dello stemma in un testo anteriore al XVIII sec. potrebbe chiarire com'era lo stemma originale...", e non solo per il fatto che le differenze blasonico-lessicali potrebbero sfociare :( nell'illeggibilità...

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Messaggioda GFM » venerdì 7 novembre 2003, 22:42

....non oso immaginare come può essere la descrizione di uno stemma in epoca barocca :lol: ! però non si sa mai...
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 novembre 2003, 22:55

GFM ha scritto:....non oso immaginare come può essere la descrizione di uno stemma in epoca barocca :lol: ! però non si sa mai...


...beh, ad essere onesti, talvolta siamo più illeggibili noi moderni: lei sa come purtroppo pullulino i blasoni contemporanei che fanno accapponare la pelle... :shock: :cry: :evil:

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Messaggioda GFM » venerdì 7 novembre 2003, 23:50

Si! Non è difficile imbattersi in stemmi tanto complicati e tanto privi di basi storiche da risultare quasi incomprensibili!!!! :shock:

Vorrei chiedere un suo parere sulla corona che appare nel primo stemma,
il sig. Michele Tuccimei di Sezze ha ipotizzato ch fosse di principe antico, ma non sono riuscito a trovare rafigurazioni di corone che gli assomiglino, ne in ogni caso tale corona sarebbe giusta sullo stemma della mia famiglia! :?:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 8 novembre 2003, 0:04

GFM ha scritto:...(omissis)...Vorrei chiedere un suo parere sulla corona che appare nel primo stemma, il sig. Michele Tuccimei di Sezze ha ipotizzato ch fosse di principe antico, ma non sono riuscito a trovare raffigurazioni di corone che gli assomiglino, ne in ogni caso tale corona sarebbe giusta sullo stemma della mia famiglia! :?:


Ha detto bene: il nostro caro amico Michele ha ipotizzato tutto ciò, nel senso che si è limitato a notare la somiglianza con la corona all'antica, o radiale, che è una ben nota figura araldica. Anche se usata più all'interno che all'esterno dello scudo...

Credo che l'ineffabile artefice dell'ormai noto disegno su seta abbia confermato, in questa corona, le proprie qualità: più che la forma, già di per sé insolita per un timbro araldico che si rispetti, è il colore metallico antico a farmelo credere, oltretutto identico al colore del bordo dello scudo :( ... cose incredibili, per una corona che si rispetti :) !

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Messaggioda GFM » sabato 8 novembre 2003, 0:34

Noto anche io che la forma cosi grande e allungata, la posizione e il colore metallico della corona sono insoliti;
Però mi sembra strano che i miei avi dal '700 abbiano fatto disegnare su biglietti da visita, portoni, e persino sulle lapidi uno stemma così scorretto araldicamente senza un motivo!
Quale può essere la spiegazione secondo lei? :shock:

Prima delle disposizioni del regno le corone erano raffigurate sempre come oggi o vi erano altre varianti? :?:

A suo parere come andrebbe ridisegnato lo stemma, quali varianti bisognerebbe apportare (oltre lo stile ovviamente..... :D )?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 8 novembre 2003, 0:55

GFM ha scritto:Noto anche io che la forma cosi grande e allungata, la posizione e il colore metallico della corona sono insoliti;
Però mi sembra strano che i miei avi dal '700 abbiano fatto disegnare su biglietti da visita, portoni, e persino sulle lapidi uno stemma così scorretto araldicamente senza un motivo!
Quale può essere la spiegazione secondo lei? :shock: ...(omissis)...


:P Una sola: che siamo noi, qui, a porci il problema... :wink:

...e poi, su, lo stemma disegnato su seta non è poi "...così scorretto...": è nella media, certo non di più, ma stia tranquillo che di quel periodo ne esistono di ben peggiori...

Anche i due esempi successivi (biglietto da visita, e portone) ricalcano le orme del precedente, forse perché lo ebbero a modello e, quindi, più di tanto :wink: non potevano inventarsi...

Lei chiede: "...Prima delle disposizioni del regno le corone erano raffigurate sempre come oggi o vi erano altre varianti?...". Il bello è che, prima di esse, vi furono altre normative tendenti a dare una regolamentazione a tale discorso formale; il brutto è che ve ne furono tante, dovute sia alla frammentazione politica del nostro Paese, sia al loro variare, a volte continuo; il pessimo è che, in funzione di tutto ciò, gli studiosi del terzo millennio si trovano davanti ad un ginepraio formale già complesso di suo, che se non bastasse è reso difficilissimo da districare per colpa della scarsa o nulla attenzione che si diede nel tempo alle regole sulle corone.

Lei chiede infine: "...A suo parere come andrebbe ridisegnato lo stemma, quali varianti bisognerebbe apportare (oltre lo stile ovviamente..... )?..." E perché dovremmo ridisegnarlo? O, peggio, variarlo? Se ha un motivo valido, sono d'accordo; se non lo ha, deve mantenerlo, perché è una parte della storia della famiglia, che non cambia per capriccio, o per imperizie artistiche, o per altre piccolezze. Lo stemma si può ridisegnare, certo, secondo uno stile più moderno o, meglio, più correttamente araldico, ma (secondo me) niente di più: salvo, ripeto, valide e motivate questioni.

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Messaggioda GFM » sabato 8 novembre 2003, 1:33

Grazie delle risposte, sono state tutte molto esaurienti!
Non cambierei mai un simbolo che la mia famiglia porta da oltre cinquecento anni...direi che fa quasi parte del mio dna!!! :D
Volevo solo sapere, andandolo a ridisegnare, quali variazioni andrebbero fatte per renderlo più corretto araldicamente!
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Messaggioda Messanensis » sabato 8 novembre 2003, 13:59

Noya di Bitetto esattamente scrive: "Possedette feudi in territorio d'Andria e di Corato (1187) e fu patrizia di Barletta. Era di origine messinese".

Riguardo alla corona secondo me stava ad indicare semplicemente il titolo di nobile. Una corona molto simile (5 punte senza perle), della stessa epoca, la si può vedere nell'immagine seguente, che avevo già inserito in un'altra discussione.
E posso dire che corone a 5 o 7 punte senza perle le ho viste molto spesso su stemmi gentilizi siciliani del '700 o anteriori.

Immagine
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Messaggioda MMT » domenica 9 novembre 2003, 14:39

Sono perfettamente d'accordo con quanto afferma il sig. Basile:
Messanensis ha scritto:...omissis...Riguardo alla corona secondo me stava ad indicare semplicemente il titolo di nobile...omissis...


Per quanto riguarda la corona di principe antico o all'antica, caro sig. Grabriele, Le riporto quanto dice il Guelfi Camajani nel suo Dizionario Araldico alla pag. 210:
299. CORONA ANTICA (detta anche radiata). - E' d'oro puro liscio con 8 punte visibili, ma di sovente questa corona subisce variazioni nel numero delle punte; si vedono corone antiche con 7, con 5 punte e qualche volta anche con 3. Questa foggia di corona si può anche vedere sulle medaglie di Trajano, di Caligola, di M.Aurelio, di Teodosio, ecc.

Immagine
Ribadisco quanto affermato in precedenza:
1.la corona è d'argento o di ferro (come preferite) sul dipinto sulla seta per un mero errore dell'artista;
2.tale corona è indice di nobiltà generica (l'ho riscontrata in rappresentazioni di stemmi di parecchie famiglie non principesche su drappi ecc. - una per tutti a casa degli amici Rodinò di Miglione).
Immagine

Cordialmente,
Michele Tuccimei di Sezze

ps: una cortesia: se ha dubbi riguardo quello che affermo la prego di rivolgersi a me direttamente e non a terzi :D (anche se sono cari amici santoni:wink:).
MMT
 
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Messaggioda GFM » domenica 9 novembre 2003, 17:31

Scrivevo prima:

Ciò che più mi lascia perplesso è il colore indiscutibilmente metallico/argenteo della corona.... è araldicamente corretto e possibile che una corona (di principe antico?) sia di tale colore?

Cosa si intende poi per corona di "principe antico", in che epoca e in quali zone di Italia era in uso?


Avevo domandato perchè, dopo il suo intervento, che mi aveva molto incuriosito, non ero riuscito a ritrovare alcuna raffigurazione della corona di principe antico e non ne conoscevo l'origine; non avendo però avuto chiarimenti e trovandomi a rispondere a fra' Eusanio da Ocre ho pensato di chiedere a lui una chiarificazione al riguardo. Mi scuso se non ho domandato direttamente a lei. :oops:

Ringrazio sia lei che il sig. Messanensis per le spiegazioni, che hanno chiarito benissimo il significato della corona! L'unica cosa che ancora mi è oscura è il suo colore argenteo o ferreo. Araldicamente non vi è alcun motivo per cui una corona possa essere di tale colore? :?:

Sapreste dirmi da che epoca è in uso la corona di nobile con otto punte (cinque visibili) sormontate da perle?

Cordialmente :D

GFM
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 10 novembre 2003, 21:47

Caro Michele,
quando risponderai all'amico GFM, per favore, vorrai anche darci notizie (ed ovviamente il blasone) circa lo stemma della Comunità Montana Valle Roveto da te portato poc'anzi ad esempio?

Grazie anticipate :mrgreen: , a nome di tutti.

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