da veneziano » lunedì 5 settembre 2016, 13:20
Qualche altra notizia sulle oselle.
Fin dall'antichità era usanza che il doge a Natale donasse alle famiglie patrizie più importanti di Venezia cinque anitre selvatiche dalle zampe rosse, le osèle salvadeghe dai piè rossi, cacciate nelle valli dogali. Vennero sostituite da monete-medaglie d'argento, denominate appunto Oselle, del valore di un quarto di ducato “a' ventotto di giugno dell'anno 1521 nella sede vacante lasciata da Leonardo Loredano dal Consiglio Maggiore si prese il partito e la deliberazione, che in luogo degli uccelli, che cadaun gentiluomo nostro aver suole dal Principe, per avvenire aver debba una moneta della forma che parerà alla Signoria nostra, che sia di valuta di un quarto di ducato, e li Camerlenghi del Comune [pubblici cassieri dello Stato ] siano obbligali delli denari deputati al Principe di dare agli Offiziali nostri delle ragioni vecchie [revisori dei conti] quella somma fissala per detta regalia, da essere distribuita alli nobili nostri nel tempo, modo e forma, come osservare solevasi nella dispensazione degli uccelli.” (Manin Leonardo (1847) Illustrazione delle medaglie dei dogi di Venezia denominate Oselle).
Murano fu l'unica tra le città della Repubblica Serenissima a condividere tale privilegio con Venezia, coniando proprie Oselle sicuramente prima del 1546 con lo stemma dell'isola, del Camerlengo, del Podestà e, successivamente, anche con le armi dei Deputati cittadini. 2 gennaio " ... per il magnifico Pottesta fu posta parte [fu deliberato] che per questa spettabile comunità [Murano] si habbi continuar in dar le oselle al magnifico Potesta, a quelli d'Officio et in Consiglio secondo il solito...".Le prime medaglie muranesi non sono materialmente arrivate a noi, dato l'esiguo numero degli esemplari emessi. La prima Osella conosciuta risale al 1581.
Nel 1674 gli esemplari coniati furono novanta; poi dal 1688 cento. Dal 1758 vennero prodotte 109 monete. Venivano coniate il giorno dell'Ascensione e venivano distribuite tra i cittadini il 26 dicembre nell'antica chiesa parrocchiale di San Stefano protomartire. Una volta impressi sul metallo fronte e retro, lo stampo veniva distrutto per rinnovarlo l'anno successivo. La fabbricazione del conio e l'emissione delle Oselle "ordinarie" (in argento) era a carico delle casse del Comune per la metà, e per questo l'assemblea stabiliva annualmente se ordinarle o meno alla Zecca di Venezia. Le 50 Oselle "pubbliche" erano così distribuite (brano tratto da un documento datato 1699) "... all'Ill.mo Podestà oselle n.4 - Alli 4 Deputati oselle n.8 - Alli due Giudici oselle n.4 - Alli due Giustizieri oselle n.4. Al Camerlengo oselle n.2 - Al Cancelliere oselle n.2. - Al Comandador oselle n.1 - al Consiglio di 25 sono n. 25. - Summa oselle n. 50...".
L'altra metà delle monete e delle spese era di spettanza dei privati. Le medaglie "di prestigio", ossia quelle d'oro, venivano pagate interamente da coloro che ne ordinavano, magari per ricordo, alcuni esemplari (spesso i deputati o i camerlenghi dell'isola che vedevano impresso il proprio nome accompagnato dallo stemma familiare). Le Oselle divenivano una sorta di prestigiosissimo biglietto da visita per coloro che ne erano in possesso, venendo "incastonate" in collane, "inglobate" sul fondo di bicchieri o semplicemente tramandate di padre in figlio.
civis Veneciarum sum