Delegazioni SMOM

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Delegazioni SMOM

Messaggioda Tilius » mercoledì 17 agosto 2016, 20:09

Nella mia belluina ignoranza, non riesco a spiegarmi adeguatamente la presenza di alcuni centri "minori" (alcuni più di altri, che metto in grassetto) a fianco di centri maggiori e/o aree geografiche di congrua estensione.
Qualcuno sarebbe così gentile da illuminarmi, sia nello specifico dei casi evidenziati, sia spiegando in linea generale i criteri organizzativi e le vicende storiche che hanno portato alla attuale situazione che appare, almeno basandosi sui soli toponimi, non priva di disequilibrii?

Ringrazio & saluto. :D


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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda giulianop » sabato 20 agosto 2016, 19:30

Per quanto riguarda Veroli, tanto piccola come Delegazione non la definirei, si estende su tutto il sud Lazio comprendendo le province di Frosinone e Latina.
Diciamo che geograficamente è stato diviso il Lazio in nord (Viterbo - Rieti), centro (Roma) e sud (Veroli).
E se si pensa al numero di abitanti e superficie territoriale, la Delegazione di Veroli ha circa 1.000.000 di abitanti e si estende su 5.500 kmq circa, mentre Viterbo Rieti ha rispettivamente meno di 500.000 abitanti e si estende su una superficie di 6.000 kmq ca.

Non mi sembra così piccola!!!

Il perché poi la Delegazione abbia preso il nome ed abbia sede proprio nella piccola cittadina di Veroli, è solo per motivi storici che lega la città di Veroli alla S. Sede e all'Ordine di Malta stesso.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda giulianop » sabato 20 agosto 2016, 19:57

Per capire l'importanza storica dell'antica Diocesi di Veroli ed il suo antico legame con i Papi può essere interessante questo sito.
http://www.beweb.chiesacattolica.it/dio ... FWV/Veroli
Non va trascurato anche il fatto che a Veroli nacque ed è sepolto il Card. Bisleti, già Gran Priore di Roma.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 21 agosto 2016, 10:13

Per esempio Pisa è stata scelta in quanto anticamente sede di un priorato.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Tilius » domenica 21 agosto 2016, 13:19

giulianop ha scritto:Diciamo che geograficamente è stato diviso il Lazio in nord (Viterbo - Rieti), centro (Roma) e sud (Veroli). E se si pensa al numero di abitanti e superficie territoriale, la Delegazione di Veroli ha circa 1.000.000 di abitanti e si estende su 5.500 kmq circa, mentre Viterbo Rieti ha rispettivamente meno di 500.000 abitanti e si estende su una superficie di 6.000 kmq ca.


Ringrazio per i dati, utili e interessanti.
Per le altre delegazioni é possibile fare analoghe stime?
E sul numero di delegati?
Anche in maniera approssimativa: l'importante é che il dato sia indicativo.
Ringrazio.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 21 agosto 2016, 13:32

La Delegazione di Roma abbraccia tutta l'area metropolitana che ha preso il posto della provincia, con poco più di 4.000.000 di abitanti e 5.363 chilometri quadrati.
Ultima modifica di Romegas il domenica 21 agosto 2016, 13:42, modificato 1 volta in totale.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 21 agosto 2016, 13:38

Bisogna poi precisare che fino a non molti anni fa la provincia di Rieti era unita alla delegazione romana, poi fu aggregata a Viterbo.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Tilius » domenica 21 agosto 2016, 13:41

Ringrazio. E riguardo al numero dei delegati (intendendo: "membri dell'Ordine che afferiscono a quella delegazione")?
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 21 agosto 2016, 13:46

La Delegazione di Viterbo-Rieti ha una estensione di 6.366 chilometri quadrati e 473.000 abitanti.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 21 agosto 2016, 13:53

Mi ricordo che qualche anno fa la delegazione romana superava i mille iscritti.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 21 agosto 2016, 19:46

Superficie territoriale: 28.647 km² (Piemonte e Valle d'Aosta)
Residenti: 4.531.000
Membri della Delegazione (donati, dame, cavalieri, cappellani): circa 130
Dal 1899: 9 delegati
Presenti anche 7 gruppi CISOM e una rappresentanza del Corpo Militare EI-ACISMOM alle dipendenze del I Reparto di Milano.

Un po' di sintesi storica sulla delegazione del Piemonte e Valle d'Aosta.

La presenza in Piemonte dei Cavalieri Gerosolimitani risale agli inizi del XII secolo: già nella bolla istitutiva di Pasquale II del 1113 compariva una presenza gerosolimitana ad Asti attestatasi poi dal 1169 presso la chiesa del Santo Sepolcro (oggi San Pietro in Consavia) dove risiedeva spesso il Priore regionale, definito nel 1179 de Longobardia. Essa assunse ben presto un notevole rilievo nel contesto sociale e religioso del tempo e certamente l'importanza della posizione geografica della regione, evoluta e ricca di commerci, influì sul copioso ed ordinato sorgere di "mansioni", "ricettorie" ed "asili" dei Cavalieri Ospitalieri presso i quali pellegrini, commercianti e viaggiatori trovavano, insieme a bisognosi e malati, preziosa assistenza. Tanto che nel 1467 gli ambasciatori del duca di Milano presso la Santa Sede sostenevano fosse inopportuno trasferire a Milano la sede dei Cavalieri poiché “in Pedemonte sono più comandarie et più grosse de la religione sua che altrove” (Renato Bordone).
Moncalieri rivendica una delle prime presenze attive ed organizzate dell'Ordine in Piemonte. Tanti altri nomi di città e paesi piemontesi seguono a quello ed in Torino la loro presenza è da considerarsi certa attorno al 1250. In quel periodo è infatti documentata la proprietà nel quartiere di San Solutore, appena fuori delle antiche mura romane, all'angolo sud-est, di una loro chiesa dedicata a San Severo e di un ospedale dedicato a Santa Brigida, unito ad un convento o meglio ad una casa per ospitalità. Per ragioni militari, questo complesso fu distrutto nel 1547 dalle truppe francesi che allora occupavano buona parte del Piemonte ma, dai verbali di una visita priorale alla Commenda di Torino nel 1589, risulta che i terreni sopra indicati, per un complesso di oltre 18 giornate, subito oltre l'antica porta Fibellona e confinanti con quella che sarebbe poi stata l'attuale via Po, erano ancora di proprietà dell'Ordine.
Nel tempo, a partire dal XIII secolo, sorsero in Piemonte numerose Commende Gerosolimitane, alcune delle quali dovute anche all'incorporazione di beni dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio (Templari) soppresso nel 1312. Queste Commende solitamente dipendevano da un Baliaggio o da un Priorato. In Piemonte e nella Val d'Aosta esse dipendevano, per competenza territoriale, dal Priorato di Milano. Dopo la restaurazione Sabauda in Piemonte, il Duca Emanuele Filiberto il 25 novembre del 1561 volle confermare i privilegi di cui l'Ordine aveva sempre goduto nei territori governati da Casa Savoia.
In Torino, dove nell'anno 1365 era stata eretta una Commenda Gerosolimitana, i Cavalieri ebbero dal 1474 la loro "magione" in un immobile che sorgeva all'angolo delle attuali Vie Garibaldi e XX Settembre, edificio che si trovava nel territorio dell'allora parrocchia di Sant'Agnese, oggi esistente in città in tutt'altra zona, e la cui area parrocchiale è attualmente compresa in quella del Duomo di Torino, dedicato a San Giovanni Battista, Santo Protettore della Città e dell'Ordine di Malta.
La crescita economica ed ospedaliera dei Cavalieri in Piemonte fu sempre sicura e costante, favorita da donazioni e lasciti testamentari, integrata a volte da saggi acquisti.
Questi proventi economici, inoltre, favorirono la nascita e la conduzione di molti tra i primi nosocomi piemontesi che, con le trasformazioni e gli adattamenti dei tempi e seppur non più di proprietà dell'Ordine di Malta, ancor oggi continuano nella loro preziosa attività assistenziale. Tra questi, a titolo di esempio, possiamo citare l'Ospedale di Santa Croce di Moncalieri.
Nel tempo la Commenda di Torino fu riccamente dotata ed a Reaglie, sulla collina che contorna oltre il Po la Città, ebbe anche una sua propria chiesa dedicata a Santa Margherita. A Reaglie i beni della Commenda Melitense erano molto estesi in quanto tutta la valle era di proprietà dell'Ordine.
Essa era suddivisa in tre grandi cascine dette rispettivamente "L'Osteria", la "Commenda" ed il "Tetto d'Adamo". A queste proprietà si aggiunsero poi terreni all'Abbazia di Stura, Vanchiglia, Valdocco, Lingotto, Gerbido e San Martino ed una cascina a Lucento, rovinata nelle operazioni belliche del 1640, poi ricostruita e nuovamente danneggiata nell'assedio francese del 1706.
La Commenda di Torino, data l'importanza assunta dalla città, allora capitale del Regno di Sardegna, venne elevata in Baliaggio per decreto del Sovrano Consiglio dell'Ordine in data 11 febbraio 1761, in sostituzione di quello di Cremona. Al momento dell'esproprio e della confisca di tutti i suoi beni, in conseguenza della rivoluzione francese e dell'occupazione militare da parte della Francia della regione, l'Ordine di Malta aveva in Piemonte un Baliaggio e 33 Commende. Esso, inoltre, possedeva proprietà agricole con una superficie complessiva di oltre 6.150 ettari, sparse in 197 degli attuali 1.280 comuni del Piemonte e Valle d'Aosta. Su di esse sorgevano beni immobiliari, quali cascine, mulini e cappelle, mentre nei centri urbani e nelle città l'Ordine possedeva castelli, palazzi, chiese, conventi e fabbricati civili.

Nascita delle Delegazioni
Passata la bufera napoleonica, che aveva cancellato anche nel Piemonte, forzatamente annesso alla Francia, ogni presenza della Religione Gerosolimitana come in tante altre parti d'Europa, l'Ordine di Malta riprese la sua attività riorganizzandosi, e nel 1839 (dopo quello in Roma del 1816), costituiva un nuovo Gran Priorato in Venezia che da allora ebbe giurisdizione su tutta l'Alta Italia. Con un decreto del 3 ottobre del 1844, Sua Maestà Carlo Alberto, Re di Sardegna, consentiva sui territori del suo regno l'attività dell'Ordine. Nei decenni seguenti, dopo le guerre d'indipendenza nazionale e la fondazione del Regno d'Italia, gradualmente si aprirono nelle principali città italiane delle rappresentanze ufficiali dell'Ordine di Malta. Esse assunsero poi, in conseguenza anche di accordi raggiunti con le Autorità del Regno, il nome di Delegazioni che conservano tutt'ora; una di queste fu stabilita a Torino. Ritornò così in questa Città la presenza organizzata dei cavalieri Melitensi, che tuttavia non era mai venuta meno, con l'appartenenza all'Ordine di Malta di diversi suoi cittadini e residenti.
Con la sua riorganizzazione, l'attività dell'Ordine si rivolse precipuamente al rispetto delle sue multisecolari e meritorie tradizioni di assistenza sanitaria, ed in tale contesto convenne e stipulò con diversi Stati Europei convenzioni con le quali l'Ordine si impegnava a fornire, e gli Stati contraenti accettavano, aiuti sanitari organizzati alla pari di quelli nazionali, in periodi di guerra o di gravi calamità pubbliche. Il primo accordo tra l'Ordine di Malta e l'Italia in questo settore fu firmato il 29 febbraio del 1884.

Due guerre mondiali
Fu così che la Delegazione di Torino, essendo Delegato il Balì Gran Croce di Onore e Devozione Barone Alessandro Guidobono Cavalchini Garofoli, si distinse, insieme ad altre Delegazioni, per la generosa attività di assistenza sanitaria durante la prima guerra mondiale del 1915-1918 grazie alla presenza di suoi appartenenti, Cavalieri e Dame, negli ospedali da campo e sui treni-ospedali dell'Ordine, che dal fronte conducevano i feriti nelle retrovie. Tale presenza e partecipazione operativa furono poi ancora maggiori durante gli eventi bellici che coinvolsero tragicamente la nostra Patria dal 1940 al 1943 durante la seconda guerra mondiale, e dal 1943 al 1945 durante la lotta di liberazione nazionale. Il Delegato del tempo, Balì Gran Croce di Onore e Devozione Barone Antonio Guidobono Cavalchini Garofoli, che già aveva comandato treni-ospedale nella guerra 1915-1918, ebbe pari comando in questo conflitto trasportando in Patria feriti dal fronte russo.
Nel mese di maggio del 1944, nel pieno della guerra e della lotta civile che straziava il Paese, il Gran Maestro affidava al Delegato Gran Priorale di Torino predetto pieni poteri per tutta l'Alta Italia come unico rappresentante dell'Associazione Italiana dei Cavalieri di Malta. Nonostante le innumerevoli difficoltà del momento, la Delegazione Torinese riusciva ad istituire, quasi immediatamente, due Ospedali dell'Ordine di Malta in Torino, riconosciuti ed autorizzati, insieme ai Cavalieri ed al personale militare dipendente, dalle autorità germaniche di occupazione e da quelle della Repubblica Sociale Italiana, che "di fatto" controllava allora tutto il nord Italia.
Il primo di questi ospedali con 100 letti era stato posto in funzione presso l'Istituto Alfieri Carrù, in Via Accademia Albertina 14, ed il secondo con 50 letti presso la Clinica Sanatrix, in Viale Thovez all'angolo con Via Giovanni Lanza, dove erano ricoverati i feriti ed i malati più gravi. Inoltre, sino a liberazione avvenuta, furono aperti quattro posti di "Pronto Soccorso" in diverse zone decentrate della città, uno dei quali era situato presso gli stabilimenti FIAT.
Analogo servizio ospedaliero, sempre sotto la direzione della Delegazione di Torino, fu espletato a Milano, dove sorsero due Ospedali, il primo presso la Clinica della Maternità ed il secondo presso la Clinica "Città di Milano". Quest'ultimo si trasformò poi in "Centro di Chirurgia plastica e ricostruttrice". A Milano, sempre in quel medesimo periodo, furono inoltre allestiti un "Pronto Soccorso" nella zona di Porta Romana, un Ambulatorio per bambini e quattro Dispensari. Altri due Dispensari furono aperti a Bergamo ed uno a Garbagnate Milanese. Nell'espletamento del servizio furono sempre osservate le norme del R.D.L. del 5 gennaio 1938, n. 23, relativo al funzionamento degli ospedali in vigore presso il Regio Esercito Italiano in tempo di guerra. Gli addetti, 180 tra ufficiali, sottufficiali e soldati a Torino e 98 a Milano, furono tutti militarmente inquadrati e portarono sulla gloriosa divisa grigioverde, unica unità organica nel territorio nazionale controllato dalla Repubblica Sociale Italiana, le stellette con in cuore la bianca croce di Malta, anziché il gladio romano. L'assistenza sanitaria e religiosa fu prodigata indistintamente senza alcuna restrizione e sovente con gravissimi pericoli a civili, partigiani e militari della R.S.I.
Le infermiere di questi Ospedali erano le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.
Alla fine della guerra, decaduti gli scopi che avevano consigliato di designare la Delegazione di Torino alla guida dell'Associazione Italiana Cavalieri di Malta per l'Alta Italia, in conseguenza della riunificazione del territorio nazionale, questa particolare rappresentanza cessò.

Ricostruzione
La Delegazione, immediatamente dopo la liberazione, collaborò attivamente con le autorità locali torinesi nell'assistenza sanitaria, allora assai precaria per le conseguenze belliche, a favore della popolazione, dei bisognosi, dei reduci e dei sinistrati. Partecipò inoltre generosamente, negli anni più difficili del dopoguerra, a sopperire, nei limiti delle sue possibilità, alla carenza dei generi alimentari, e negli anni 1945, 1946 e 1947, nella sola città di Torino, l'apposito Comitato Assistenziale della Delegazione distribuì gratuitamente 350.000 razioni di viveri ed aiutò oltre 26.000 famiglie. Data d'allora il continuo funzionamento nella nostra città dell'Ambulatorio Melitense e l'assistenza farmaceutica, entrambi gratuiti.
Dal 1946 al 1960 la Delegazione di Torino organizzò presso il Castello di Racconigi, regolarmente affittato, una “colonia estiva” gratuita funzionante su tre turni, in ciascuno dei quali erano amorevolmente ospitali 70 bambini particolarmente bisognosi per condizioni fisiche o familiari. Nei quindici anni in cui la colonia fu in funzione furono cosi complessivamente 3.150 i bambini che ne beneficiarono.
Dal 1° gennaio del 1949 la Delegazione Gran Priorale di Torino ebbe sede nell'”ala nuova” del Palazzo Reale, al civico 88 di Via XX Settembre. Nel dicembre di quell'anno nell'Istituto Alfieri Carrù, dove aveva operato negli anni 1944 e 1945 il principale dei due ospedali di Torino gestiti dall'Ordine di Malta, fu posta una lapide marmorea in ricordo.

1951: Polesine
Nel novembre del 1951 e nei mesi seguenti molti concreti aiuti economici ed in generi di conforto furono distribuiti dalla Delegazione a numerosi profughi che dal Polesine allagato erano giunti a Torino in molte migliaia, in cerca di ospitalità e lavoro, ed alcune di queste famiglie, al completo, furono ospitate gratuitamente, vitto compreso, per un periodo di tre mesi.

La Scuola Materna
Negli anni seguenti, la Delegazione guidata dal Delegato Balì Gran Croce di Onore e Devozione Conte Cesare Guiriodi Panissera di Monastero, curò un completo ammodernamento e ristrutturazione della Scuola Materna Vittorio Emanuele II, che sorge in Torino in Corso Regina Margherita all'angolo con Via XX Settembre. Questa scuola materna (una volta si diceva “asilo infantile”) fu interamente sostenuta, sino al 1946, dalla Real Casa ed attualmente è gestita dalla Delegazione, che si avvale dell'opera delle Suore di San Giuseppe di Pinerolo. Essa è la più antica del Piemonte, funzionante ininterrottamente dalla fondazione - la prima avvenuta nel Regno di Sar-degna per volontà di S.M. il Re Carlo Alberto nel 1838 - nel contesto dell'indirizzo scolastico minorile allora propugnato in Italia con finalità patriottiche e nazionali dal sacerdote Ferrante Aporti. Lo stabile che lo ospita, dopo essere stato incorporato tra i “beni della Corona”, è oggi di proprietà demaniale e la Delegazione ne è concessionaria in forza di una convenzione stipulata nel 1960 a fronte del pagamento di un canone annuo. La Scuola, sottoposta a continue migliorie ed al costante adeguamento alle varie stringenti norme in materia, è tutt’oggi in piena funzione e ogni anno le richieste di iscrizione superano abbondantemente la capacità che, per motivi di sicurezza, è limitata a 90 bambini.
A ottobre 2016 sarà inaugurato nei locali attigui l'asilo anche un ambulatorio pediatrico gestito interamente dalla Delegazione.

Il primo day hospital di Torino
Analoga opera di ammodernamento, con il fattivo aiuto dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino, fu poi compiuta nei locali attigui (Corso Regina Margherita 107a) alla Scuola materna, nei quali era ospitato un ambulatorio medico. Esso è intitolato ad Anton Dante Coda, già Direttore Generale dell’importante Istituto Bancario. Per diversi anni nel dopoguerra l'Ordine gestì pure un dispensario popolare a Sassi, sulla strada per San Mauro Torinese.
Dal 1971, essendo allora Delegato il Cavaliere Gran Croce d'Obbedienza Marchese Carlo Thaon di Revel, ebbe principio la collaborazione con il Centro di Nefrologia e Dialisi dell'Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino. Presso l’ambulatorio furono installati 4 letti, corredati degli apparecchi di dialisi, gestiti dalla Delegazione con l’assistenza medica del Centro. Lo scopo dl day hospital era quello di addestrare i pazienti ad effettuare la dialisi presso le loro abitazioni, con l’aiuto dei familiari, con evidente miglioramento della qualità della vita ed anche alleggerimento della struttura ospedaliera. Una diversa visione dell’organizzazione sanitaria regionale ha portato alla chiusura della postazione alla fine del 2005.
In un ufficio contiguo è stata ospitata a lungo la sede regionale dell’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati), ora anch’essa traslocata in una nuova sede.

1956: Ungheria
L'insurrezione popolare ungherese scoppiata alla fine del mese di ottobre del 1956 contro il governo comunista di quello sfortunato Paese e la pesante reazione sovietica, che ivi si scatenò nel successivo mese di novembre, spinsero alla fuga, verso la libertà negli stati dell'Europa occidentale, centinaia di migliaia di profughi privi di tutto. Questo tragico ed imprevisto evento scosse profondamente tutta l'Europa, e verso i campi di raccolta degli esuli, sorti in molte località dell'Austria vicino al confine ungherese, affluirono da ogni parte generosi soccorsi. Tra gli altri, non mancarono certamente quelli dell'Ordine di Malta, e la Delegazione di Torino, in collaborazione con l'Ospedale Maria Vittoria della Città, vi contribuì con l'invio di quattro autocarri OM “Leoncino”, carichi di medicinali, vestiario, generi alimentari, che per due volte, tra il 14 e il 20 novembre e tra il 2 e il 7 dicembre 1956, con personale medico e di accompagnamento volontario, recarono sul posto il loro aiuto.

Una scuola per infermiere
Nel 1963 veniva istituita a Torino, dalla Fondazione "Pia Lobetti Bodoni" presso la Casa di Cura "Villa Pia" in strada Mongreno 180, una scuola di infermiere professionali con convitto, aperta pure ad allieve non italiane, che in seguito ad accordi con il Gran Magistero dell'Ordine veniva affidata all'Associazione Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (ACISMOM). Poterla frequentare era divenuto un traguardo ambito di studentesse italiane e di paesi stranieri, specialmente del terzo mondo, per la serietà e la completezza della preparazione che veniva impartita da valenti docenti e dalle Suore Carmelitane di Santa Teresa. I suoi diplomi professionali erano riconosciuti dall'Italia e da tutti quegli Stati con i quali il Sovrano Militare Ordine di Malta manteneva rapporti diplomatici. La scuola è stata in piena attività fino al 2000, quando sono entrate in vigore le nuove norme che prevedono per il personale infermieristico una formazione a cura delle università.

Corsi di primo soccorso

Nel 1970 hanno avuto inizio i corsi di "Primo Soccorso" presso l'Ospedale Umberto I di Torino dell'Ordine Mauriziano, svolti da medici e professori di quell'Ospedale e rivolti ad un pubblico privo di formazione in quel campo. I corsi, che si ripetono d'allora ogni anno, sono serali ed impegnano un sera alla settimana per due mesi i numerosi iscritti, ai quali vengono date nozioni teoriche e pratiche di base. Agli iscritti, che sono giunti talvolta anche al ragguardevole numero di 90, viene chiesta solo una piccola cifra per i costi del materiale didattico. Al termine del corso, superata una prova per dimostrare un sufficiente profitto, viene rilasciato un attestato di frequenza.

Calamità
Nei mesi di novembre e dicembre del 1966, la Delegazione Gran Priorale di Torino fu presente, insieme a tutte le altre Delegazioni italiane, nell'invio di aiuti e soccorsi in generi di prima necessità, indumenti e prodotti farmaceutici in Toscana, principalmente a Firenze, e nel Veneto, a Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Verona, regioni e località tutte colpite da una disastrosa alluvione.
Dopo il disastroso terremoto che devastò il Friuli il 6 maggio 1976, la Delegazione di Torino partecipò, nell'insieme dell'organizzazione disposta dall'Ordine per le operazioni di soccorso ed aiuto a favore di quelle popolazioni così duramente colpite, inviando tempestivamente 12 tende da campo, materiali sanitari e farmaceutici vari, accompagnati da personale medico, paramedico ed ausiliare che operò nella zona per un lungo periodo, svolgendo un'encomiabile opera di assistenza.
La Delegazione di Torino fu ugualmente presente nei mesi di gennaio e febbraio 1968 con l'invio per via aerea di un grande quantitativo di generi alimentari, di capi di vestiario e prodotti farmaceutici a favore delle popolazioni siciliane delle Valli del Belice, in provincia di Trapani, duramente colpite da un violento terremoto nella notte tra il 14 e il 15 gennaio, e nel mese di novembre di quello stesso 1968 a favore delle popolazioni piemontesi di Canelli e del Biellese investite da una rovinosa alluvione.
Nel novembre del 1994 piogge torrenziali causarono lo straripamento di diversi fiumi nel Piemonte meridionale. La città di Alessandria fu duramente colpita e qui intervennero le nostre squadre di soccorso, ognuna formata da una decina di persone (cui partecipavano anche volontari di altre Delegazioni), dapprima col generatore elettrico che servì ad illuminare la Caritas e quindi con una cucina da campo nel parco dell’ospedale che a regime sfornava 250 pasti al giorno, provvedendo all’acquisto ed alla cottura dei cibi, al servizio ed all’igiene. In seguito una seconda cucina – altri 200 pasti al giorno – fu allestita nel rione Orti ed il servizio durò fino a metà dicembre.
Presente anche con il CISOM e i suoi volontari nelle ultime emergenze dell'Umbria e dell'Emilia Romagna.

Assistenza ai pellegrini
Cavalieri, Dame e Collaboratori della Delegazione di Torino nel 1975, durante l'Anno Santo, si alternarono, insieme agli appartenenti alle altre Delegazioni italiane ed alle Associazioni nazionali di Cavalieri di Malta di diversi Stati, nel servizio di assistenza ai pellegrini, svolto presso i posti di Pronto Soccorso S.M.O.M. predisposti e funzionanti per tutto il periodo sulla piazza San Pietro in Vaticano.
Nel 1978, durante il periodo di Ostensione della Santa Sindone nel Duomo di Torino, che durò dal 25 agosto all'8 ottobre, la Delegazione di Torino organizzò un posto di Pronto Soccorso che, in collaborazione con la sezione di Torino della Croce Rossa Italiana, fu fatto funzionare ininterrottamente, con l'intervento di altre Delegazioni italiane, nella sacrestia del Duomo stesso per tutto quel periodo con un orario continuato, dalle ore 7 alle ore 22.
Durante tale Ostensione, il Sovrano Militare Ordine di Malta effettuò il pellegrinaggio ufficiale per venerare quella Sacra Reliquia ed in tale occasione, il 7 settembre del 1978, S.A.E.ma il Principe e Gran Maestro fra' Angelo De Mojana, essendo Delegato il Cavaliere d'Obbedienza Barone Alessandro Guidobono Cavalchini, visitò le diverse opere ed attività della Delegazione ed inaugurò ufficialmente la nuova sede sita in Corso Vittorio Emanuele 96, in un immobile acquistato con grandi sacrifici finanziari della Delegazione e con l'aiuto economico del Gran Magistero.
Il servizio fu replicato in occasione delle Ostensioni del 1998 e del 2000.
Analogo servizio di assistenza ai pellegrini ci fu per le ostensioni del 2010 e 2015.
Il 13 aprile 1980, in occasione della visita a Torino di Sua Santità Papa Giovanni Paolo II, con un brevissimo preavviso, sei posti di Pronto Soccorso dell'Ordine di Malta furono impiantati e resi funzionanti all'interno del Santuario della Consolata, della Basilica di Maria Ausiliatrice, della Cattedrale Metropolitana di San Giovanni Battista (Duomo) e della Gran Madre di Dio, oltre a quelli presso l'Ambulatorio S.M.O.M. in Corso Regina Margherita ed in Piazza Vittorio Veneto 22. I presenti in servizio presso il Duomo ricevettero il ringraziamento verbale di Sua Santità e la Delegazione tutta quello scritto dal S. Em. il Cardinale Anastasio Ballestrero, Arcivescovo di Torino.

1999: 900 anni dell’Ordine di Malta
Nell’ambito dei festeggiamenti per i 900 anni dell’Ordine la delegazione di Torino allestì una mostra dal titolo "Gentilhuomini cristiani e religiosi cavalieri" nei locali dell’Archivio di Stato di Torino (gentilmente concessi) e con il contributo economico della Regione Piemonte, della Provincia di Torino e di altre istituzioni; numerosi privati misero a disposizione chi diversi “pezzi” delle loro collezioni, chi le loro capacità e conoscenze di storia e di allestimento. La mostra si articolava in quattro sezioni dedicate nell’ordine al “radicamento territoriale”, ai “cavalieri in arme”, alla “attività ospedaliera e religiosità” e infine ai “cavalieri di Malta in Piemonte”.
Della mostra è stato stampato un curato e interessante catalogo a cura di Electa, oggi purtroppo esaurito


COMMENDE DELL'ORDINE IN PIEMONTE

1285 Moncalieri (Sant'Egidio)
1312 Cavallermaggiore (Santa Maria della Pieve)
1347 Alessandria (Santa Margherita)
1358 Alba (Santa Margherita)
1358 Candiolo (San Giovanni Battista)
1358 Vercelli (San Giacomo)
1365 Torino (sino al 1761) (San Severo)
1381 Motta (Carmagnola (San Giovanni Battista)
1382 Ripa (sino al 1394) (San Giovanni Battista)
1389 Nizza della Paglia poi Monferrato (San Bartolomeo)
1390 Racconigi (San Lorenzo)
1394 Ripa e Montecastello (San Giovanni Battista)
1401 Casaleggio Novara
1402 Tortona (Santa Croce)
1418 Casale Monferrato (Santa Maria del Tempio)
1419 Chieri (San Leonardo)
1420 Acqui (sino al 1442) (Santa Margherita)
1434 Pancalieri (Santa Maria)
1439 Novara (San Giovanni dei Pellegrini)
1439 Asti (San Pietro in Conciavia)
1442 Acqui ed Altavilla Monferrato (Santa Margherita)
1442 Murello (San Giovanni Battista)
1444 Fossano (Santa Maria)
1449 Castellazzo Bormida (San Giovanni Battista)
1452 Cuneo e Monreale (Mondovì) (sino al 1504 poi solo Cuneo)
1452 Vigone)
1456 Caselle Torinese
1458 Centallo (San Giovanni Battista)
1477 Verolengo (San Giovanni Battista)
1477 Ivrea (San Giovanni Battista)
1503 Trino (San Giacomo)
1504 Mondovì
1517 Ceresole d'Alba (San Giovanni Battista)
1543 Buttigliera d'Asti (San Martino)
1748 Felizzano (San Giovanni Battista)
1766 Revigliasco (Moncalieri)

BALIAGGI DELL'ORDINE IN PIEMONTE
1761 Torino

RIASSUNTO
Provincie Comuni Commende
Alessandria 52 8
Asti 34 3
Cuneo 36 9
Novara 16 2
Torino 46 10
Vercelli 12 2
Valle d'Aosta 1 1
Totali 197 34

DELEGATI DI TORINO

1899-1933
Barone Alessandro Guidobono Cavalchini Garofoli
Balì Gran Croce di Onore e Devozione
1933-1953
Barone Antonio Guidobono Cavalchini Garofoli
Balì Gran Croce di Onore e Devozione
1953-1967
Conte Cesare Giriodi Panissera di Monastero
Balì Gran Croce di Onore e Devozione
1967-1968
Nobile Carlo Negri dei conti di Sanfront
Cavaliere di Onore e Devozione
1968-1972
Marchese Carlo Francesco Thaon di Revel e di St. Andrè
Cavaliere Gran Croce d'Onore e Devozione in Obbedienza
1973-1989
Barone Alessandro Guidobono Cavalchini
Cavaliere Gran Croce d'Onore e Devozione in Obbedienza
1989-2005
Conte Guido Carlo Marchetti San Martino di Muriaglio
Cavaliere Gran Croce d'Onore e Devozione in Obbedienza
2005-2013
Nob. Alessandro Antonielli dei conti d'Oulx e dei baroni di Costigliole
Cavaliere d'Onore e Devozione
2013
Nob. Don Carlo Melzi d'Eryl dei duchi di Lodi dei conti di Magenta
Cavaliere d'Onore e Devozione

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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 21 agosto 2016, 21:32

Nel Gran Priorato di Roma molte delegazioni sono nate per impulso del compianto Fra Franz von Lobstein, per svariati anni a capo di tale gran priorato.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 21 agosto 2016, 22:26

Ho scritto che probabilmente il numero di mille si riferiva ai membri del Gran Priorato romano, che comprende 4 regioni italiane.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda Romegas » domenica 21 agosto 2016, 22:49

La Delegazione di Viterbo-Rieti non arriva ad un centinaio di membri.
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Re: Delegazioni SMOM

Messaggioda giulianop » lunedì 22 agosto 2016, 1:21

1000 credo che siano i membri dell'intero G.P. di Roma, non solo della Delegazione.
È vero che l'ordine è più radicato in Italia che negli altri paesi ma il numero dei membri spesso resta solo un meri dato statistico, molti di quei cavalieri sono spariti il giorno dopo l'investitura, molti sono politici, ufficiali superiori delle FF.PP. e FF.AA., funzionari ministeriali, gente che non ha molto tempo da dedicare all'Ordine e lo frequenta quel poco che può.
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