da Antonio Pompili » martedì 2 agosto 2016, 18:20
Innanzitutto vorrei rivolgere il mio benvenuto al nuovo iscritto, e ringraziarlo per il suo primo intervento, al quale spero ne facciano seguito altri.
Interessante è quanto afferma Max circa la famiglia Valentini di Roma: io ho presente una romana famiglia Valentini (probabilmente diversa e omonima) con stemma completamente diverso.
Ma veniamo al nostro stemma. La soluzione non è facile a darsi.
Ammesso che la provenienza laziale dell'anello corrisponda ad una identica origine per la famiglia titolare dell'insegna araldica - e il campo di ricerca resta comunque molto vasto - c'è da notare un problema. Se quello che sembrerebbe il tratteggio convenzionale (giustamente indicato da Max come indice di campo di rosso) è abbastanza ben delineato, non si capisce invece quale sia la postura della mano, e cioè se essa presenti all'osservatore la faccia del dorso o della palma. Con il che non è neanche possibile dire se si tratti di un destrocherio o di un sinistrocherio. La figura resta dunque per noi un generico braccio, figura anatomica umana ampiamente diffusa in araldica. Si tratta abbastanza chiaramente di un braccio armato (cioè rivestito di armatura metallica), il che restringe un po' le possibilità di identificazione. Inoltre è impugnante una clava, figura abbastanza rara nelle armi, e in genere non presente a completare un braccio armato (che il più delle volte negli stemmi impugna armi da punta), il che rende ancor più peculiare la composizione. Personalmente, fino a prima della lettura di questo post, ero a conoscenza solo di un caso simile, lo stemma di una famiglia di Ferentino, la famiglia Sterbini, innalzante su campo d'argento un destrocherio armato impugnante una clava, completato da un capo con tre stelle...
Ma in assenza di altri elementi che possano aiutare a restringere il campo di provenienza è difficile tentare una ricerca ulteriore.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)