nicolad72 ha scritto:Colonel Warden ha scritto: Con la nota in argomento, e con le sue precedenti edizioni, la Segreteria di Stato - cioè la Santa Sede, cioè il Papa - ...
Ho già chiesto ma nessuno ha risposto - ma io son pernicioso e ribadisco la domanda - in quale canone del CJC le "note" sono fonti del diritto e quindi espressione della volontà pontificia?
Se è per questo nel CJC non si fa riferimento nemmeno agli ordini cavallereschi, quindi...
Per il resto il ragionamento lascia il tempo che trova... tra un po' diamo valore al pettegolezzo dell'usciere pontificio perché l'ha sentito dire dal papa.
Tra una nota della Segreteria di Stato Vaticana e il pettegolezzo dell'usciere ce ne passa
Ad ogni modo, ovvio che da un punto di vista prettamente legale il ragionamento di Nicola è inoppugnabile: ci sono bolle che affermano l'istituzione di specifici Enti, con tanto di diritti, doveri, privilegi... e pertanto per considerarle abrogate servirebbero delle nuove bolle o comunque dei documenti di pari grado della Santa Sede che le dichiarino tali.
Inutile controbattere su questo punto e una nota della Segreteria di Stato ha un valore, come fonte del diritto, sicuramente all'ultimo posto della scala e sicuramente molto dopo una bolla pontificia.
Specificato ciò, però, a me piace lavorare anche di logica (so che Nicola questo discorso lo detesterà, ma mi prendo la libertà di proporlo lo stesso, dopotutto è estate e non si ha molto da fare).
La Santa Sede interviene costantemente sugli Enti, ordini religiosi, uffici ecclesiastici, associazioni di sua competenza. Interviene con la debita sorveglianza, con l'invio di suoi delegati in caso di problematiche interne da risolvere, con l'approvazione degli statuti in caso di modifica...
Ebbene, tranne che per lo SMOM e l'OESSG, per tutti gli ordini cosiddetti dinastici, eretti con bolla pontificia, la Santa Sede è da almeno 80 anni circa che non interviene per l'approvazione degli statuti o per qualsiasi altra necessità (l'ultimo cardinale protettore mi sembra confermato prima degli anni '30 del Novecento allo SMOCG).
Addirittura non interviene quando un suo "ufficio ecclesiastico" (lo SMOCG alcuni lo considerano ancora oggi tale, anche se io non sono d'accordo) è conteso tra due pretendenti e, dagli articoli del CJC, in quel caso dovrebbe essere l'Autorità superiore a dover risolvere il problema. Trovatemi voi un caso di un ordine/ente/associazione/ufficio di competenza della Santa Sede che per 60 anni è conteso da due interessati che de facto lo hanno diviso senza che la Santa Sede sia intervenuta. Io non lo trovo. Un qualsiasi ordine di competenza della Santa Sede che ha un tale problema chiede immediatamente un inviato dalla Stessa per risolvere la disputa e la Stessa interviene celermente. Invece nel nostro caso da 60 anni la Santa Sede, l'Autorità competente sulla questione, non dà segni di vita.
Inoltre se da un lato si afferma la validità di bolle di secoli addietro, dall'altro si afferma che le stesse sono da considerarsi "abrogate" per altri ordini, come l'OSSML, perché avendo cambiato in modo eccessivo i suoi statuti, di fatto ha cambiato la sua natura e quindi l'oggetto finale delle bolle istitutive. Ma anche in questo caso, se mai un ordine religioso, un'associazione, un ufficio ecclesiastico di competenza Vaticana dall'oggi al domani cambiasse la sua natura unilateralmente, penso che la Santa Sede un "avviso", un commissario, un qualsiasi atto lo farebbe per ribadire che non lo può fare e che se lo fa si pone fuori dalla tutela della stessa. Invece non mi pare che la Santa Sede abbia fatto nulla nell'800 per ribadire che la modifica sostanziale degli statuti dell'OSSML avrebbe portato alla cessazione dei benefici delle bolle passate. Però in questo caso chi sostiene la perenne validità delle bolle per lo SMOCG finchè la Santa Sede non si pronuncerà con un documento di pari livello giuridico, sostiene altresì che l'OSSML non beneficia più di quelle bolle per sua scelta unilaterale nonostante l'assenza di documenti ufficiali vaticani.
In ultimo arriva una nota della Segreteria di Stato Vaticana, per quanto sicuramente all'ultimo posto tra le fonti del diritto, ma che è pur sempre una nota ufficiale e non un mero comunicato stampa, che afferma il riconoscimento e la tutela di due soli ordini cavallereschi.
Tirate tutte queste somme, la mia conclusione appare una sola e cioè che il silenzio pluridecennale (se non quasi centenario) della Santa Sede di un suo "ufficio ecclesiastico", per di più conteso, significa che semplicemente la Santa Sede si è voluta "tirare fuori" dalla questione e non si considera più "l'Autorità" competente per tali ordini, lasciando quindi la loro validità storico/morale sulle spalle della fons honorum dinastica che li amministra. Questo non svilisce l'importanza storica, morale, sociale, cavalleresca di tali ordini. Come non impedisce loro di continuare a servire ugualmente la Chiesa, di partecipare a pellegrinaggi o celebrare sante messe.



.
dovrebbe essere facilissimo per te rispondere alle mie banalissime domande visto che mi ripeti che mi basterebbe una ricerca per rispondermi da solo (il problema è che sono ignorante e non ci arrivo, quindi il tuo aiuto sarebbe gradito).