4 Novembre 2005

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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4 Novembre 2005

Messaggioda Fabio7131 » mercoledì 2 novembre 2005, 12:49

Anche se di parte!

Vorrei ringraziare tutte le FF.AA., per il costante diuturno servizio reso alla Nazione.
Un saluto particolare a tutti i Militari Italiani impegnati nelle missioni estere.

Viva l'Italia!


Fabio G. Curone


Se vi capita, con un po' di orgoglio patriottico fermatevi a leggere il "famoso" bollettino della vittoria, meglio ancora depositate un fiore al monumeto ai caduti di tutte le guerre......
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Messaggioda pierfe » mercoledì 2 novembre 2005, 13:42

Ecco il testo del Bollettino della Vittoria, il documento ufficiale emesso dal Comando Supremo che annunciava la disfatta nemica.

Il testo, fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico, è esposto in tutte le Caserme d'Italia. Ovunque sia a portata, senza cioè il bisogno di arrampicarsi su sedie o scale per raggiungerlo, l'unica parte sempre lucida sono state le parole "...è finita." divenute profetiche per generazioni di militari di leva.


Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12

La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.

La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.

La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.

Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate, che mai aveva perdute.

L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecento mila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni.

I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.

Diaz
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 2 novembre 2005, 13:57

Se mi è consentito vorrei estendere il ricordo a TUTTI i caduti e i combattenti costretti a vivere e, spesso a perire, in quell'immane e disumana carneficina che fu la prima guerra mondiale dove l'Europa perse se stessa e perse tutta: dalla piana di Verdun, alle alture del Carso ai Laghi Masuri.

Un pensiero, infine, alle migliaia di vittime della tragica e vergognosa pratica delle decimazioni dei reparti attuate dall'Esercito Italiano, eroi innocenti, offesi, i cui nomi furono dimenticati dalle fanfare e dai retorici proclami di "vittoria".

FJVT
Ultima modifica di Franz Joseph von Trotta il sabato 5 novembre 2005, 9:24, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda pierfe » mercoledì 2 novembre 2005, 14:07

Desidero però fare una nota:
nel 2003 quando fu inaugurata la sede dei Bersagliari di Casale Monferrato alla memoria del Cap. Severino Ubertis, medaglia d'argento al Valor Militare (Severino riposa nel Cimitero Militare di Aquileia), fu chiesto a mia moglie Maria Loredana di essere la madrina della sezione e di tagliare il nastro inaugurale.

Francamente fui molto felice di questo gesto squisito dei Bersaglieri che ricordavano questo eroe della mia famiglia, un eroe un po' trascurato sebbene abbia anche una piazza a lui dedicata a Frassineto, ma quale convinto europeista pensavo che fosse il momento di dimostrare che esisteva davvero la pace e il rancore (che da bambino avevo visto in casa) era dimenticato.

Quindi chiesi a S.A.I.&R. l'arciduchessa Monika d'Asburgo, attuale duchessa di Macheda di fare la co-madrina con Maria Loredana.
Monika subito accettò dimostrandosi felice di partecipare ad una cerimonia che rappresentava una stretta di mano fra la nipote dell'Imperatore Carlo (oggi Beato) e la famiglia di un soldato italiano che aveva fatto il proprio dovere sino all'estremo sacrificio.

Conservo e ricordo il discorso che S.A.I.&R. l'arciduchessa Monika preparò, chiedendomi se poteva leggerlo:

"Casale Monferrato, 6 aprile
Signori Onorevoli, Generali dell’Esercito Italiano e Sindaci, Signore e Signori,
E' per me un onore essere stata invitata a questa toccante cerimonia.
Le Forze Armate sono una delle strutture portanti della nostra società. Non soltanto la difendono e la proteggono, ma rappresentano uno dei più importanti fattori di continuità nelle tradizioni della nostra cara Europa.
Per molti secoli i campi di battaglia d'Europa hanno unito i popoli in alleanze e li hanno divisi in guerre. Ma ciò che restava comune a tutti era l'orgoglio di portare una divisa, di onorarla e di dedicare se stessi al bene superiore della Patria.
Per questo sono sono felice di essere qui all’inaugurazione della sezione dei Bersaglieri di Casale Monferrato dedicata alla memoria di un caro parente della famiglia degli Uberti il Capitano Severino Ubertis caduto per la Sua Patria l'Italia a soli 27 anni nel 1917.
Oggi, per fortuna, i paesi d'Europa non si scontrano più sui campi di battaglia, ma si uniscono nell'Unione Europea per una comune difesa. Di questa difesa comune abbiamo bisogno per essere forti ed indipendenti.
Abbiamo attraversato, e stiamo attraversando, tempi difficili.
Negli ultimi due anni i soldati d'Europa, in varie parti del mondo, sono stati chiamati a compiere il loro dovere. La loro speranza è di combattere per la pace. Anche noi speriamo che la pace ritorni al più presto e che l'Europa, orgogliosa del suo coraggio, diventi fattore di stabilizzazione e non di conflitti.
Evviva i Bersaglieri d’Italia..."


Ricordo ancora ragazzo la "fidanzata" di Severino, un simpatica signorina ormai ottantenne, alla quale chiesi cose pensasse del sacrificio estremo del suo fidanzato. Ella serenamente mi rispose: "... ricorda sempre con orgoglio ed amore lo zio che ha fatto SOLO il proprio dovere di Italiano, di Soldato, di Ufficiale, e che ha voluto spontaneamente sacrificare la sua vita per il Re e la grandezza della Patria, io sono fiera di essergli stata vicina, di averlo amato per tutta la vita, e nonostante ci fossero stati altri corteggiatori, nessuno di loro era degno di prendere il suo posto nel mio cuore".
Questa signorina conservava in un sacchetto di seta un pugno di terra presa dalla tomba di Severino durante il suo annuale pellegrinaggio ad Aquileia, e mi chiese che controllassi bene che nella sua cassa mortuaria quel sacchetto unito alla foto dell'amato riposassero con Lei.
In conclusione due vite: una donata alla Patria e l'altra all'Amore, che rappresentano un elevato esempio di umanità!
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Messaggioda eugubino » mercoledì 2 novembre 2005, 17:16

Mi unisco al ricordo dei caduti della Grande Guerra, come dei caduti - di tutti i genere - di tutte le guerre.

Per chi voglia accostarsi all'argomento Prima guerra mondiale consiglio - si tratta chiaramente di un consiglio di parte - il sito
http://www.cimeetrincee.it
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Messaggioda lalberogenealogico » mercoledì 2 novembre 2005, 19:46

Gentili Utenti del Forum,

leggendo le favolose Vostre parole mi sono emozionato. Sono orgoglioso di essere Italiano ma soprattutto rendo omaggio a tutti i caduti Italiani che hanno contributo a rendere grande la nazione Italiana.

W l'Italia - W le Forze Armate


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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 2 novembre 2005, 20:44

Mi unisco al ricordo dei caduti delle Forze Aramte italiane. Il 4 novembre onoriamo le nostre Forze Aramte, l'unità d'Italia ed il decorato.
Viva l'Italia, viva le Forze Armate
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda michele d'arasmo » giovedì 3 novembre 2005, 0:38

Massimo rispetto per i caduti di quella guerra, conseguenza della quale furono la rinascita di molte nazioni ma anche nuovi rancori che sfociarono in una nuova tragedia solo venti anni dopo.
Spero solo che mai più un europeo debba combattere contro un altro europeo.
michdaras
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Preghiera della Patria

Messaggioda Fabio7131 » giovedì 3 novembre 2005, 8:57

Mi permetto di mettere on line la preghiera Per la Patria.

Dio Onnipotente ed Eterno
cui danno gloria il cielo, la terra il mare, ascolta la nostra preghiera!

Giurando fedeltà alla nostra bandiera abbiamo promesso amore e servizio alla Patria, nel ricordo del sacrificio di chi è caduto perchè noi vivessimo in un mondo più libero e più giusto.

Donaci, o Signore, la forza per custodire e difendere il bene prezioso della pace, e in comunione di spirito con tutti quelli che lavorano e soffrono - donaci la gioia di dare il nostro contributo, per la serenità delle nostre case, per la prosperità della nostra terra, per il bene dell'Italia

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Fabio Gaspare Curone
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Messaggioda Franz Chiarizia de Molise » venerdì 4 novembre 2005, 19:39

Mi unisco al ricordo di tutti i militi passati e futuri che hanno donato e doneranno la propria vita per qualcosa di squisitamente Sacro che risponde al nome di Patria Italica.
cordialmente
FCdM
"...io non domando per la mia antica nobiltà, ne cariche ne onori..."
Generale Pietro Odoardo Chiarizia 1815

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Messaggioda pompiere » venerdì 4 novembre 2005, 23:08

Un ricordo doveroso! Questa volta pierfe mi ha anticpato sulla pubblicazione del bollettino! :wink:
Dat virtus locum flammaeque recedunt
(Motto della Federazione Tecnica dei Corpi Pompieri Italiani 1899-1937)
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Messaggioda RobertoC » sabato 5 novembre 2005, 9:26

Sì, la Vittoria del primo conflitto mondiale, ci solleva un po' da troppa parte della storia d'Italia del Novecento.
Vorrei rilevare, però, che la nostra Italia ebbe un comportamento decisamente ondivago nella partecipazione alle alleanze in campo; che il suo interesse politico ed il risultato ottenuto fu piuttosto scarso, e specialmente che nessun interesse può mai giustificare la perdita di vite umane.
Il che a dire non che mi senta poco patriota (ma è anche possibile, visto che in me alberga un borbonico ancora risentito per l'invasione piemontese, sicché l'apologia dei bersaglieri -beninteso: non di uno in particolare, per il quale serbo rispetto- mi lascia molto tiepido), o che non voglia rispettare la memoria dei caduti, ma che mi sono convinto, nel corso degli anni, che il miglior modo di celebrare questa memoria sarebbe quello di trarre insegnamento dagli errori del passato onde non ripeterli, ed evitare così di celebrare altre memorie (quindi altri morti) ed altre tragedie epocali.
Io auspico che nessuno sia più chiamato a donare la propria vita, ma piuttosto la propria intelligenza, la propria saggezza, i propri sentimenti. Se avessimo governanti saggi non avalleremmo fratture tra civiltà, invasioni, arbitrii, processi sommari, saccheggi...
Roberto Celentano
RobertoC
 

Messaggioda pierfe » sabato 5 novembre 2005, 10:30

RobertoC ha scritto:Il che a dire non che mi senta poco patriota (ma è anche possibile, visto che in me alberga un borbonico ancora risentito per l'invasione piemontese,
omissis


Ma nel 2005 in un mondo che si evolve in progressione geometrica ogni secondo, dove si parla costantemente di Unità Europea, dove esiste un confronto e una disputa su culture e tradizioni differenti, ma volta alla ricerca delle radici comuni e di quanto può unificare, Lei pensa ancora alla validità di frazionamenti provinciali, che provocavano solo divisioni culturali? Quel mondo di cui parla Lei non l'ha conosciuto e se esistesse oggi sarebbe anacronistico e totalmente fuori dalla realtà.
Se fossi vissuto in quel tempo io per metà sarei stato un suddito del re di Sardegna (sono piemontese) e per metà un suddito del re delle Due Sicilie (mia mamma è abruzzese), e se avessi potuto scegliere dove combattere avrei preferito le Due Sicilie, ma oggi non posso pensare che l'esistenza del Regno delle Sicilie sarebbe stata la soluzione giusta per il nostro Paese; se esistessero ancora gli Stati Preunitari, l'Italia oggi come diceva Metternich, sarebbe solo una "espressione geografica" ed io mi permetto di aggiungere da operetta...
Personalmente ho il rispetto di tutti i Caduti di tutte le guerre e di tutte le parti, sono contro la guerra come atto d'offesa, ma sono orgoglioso di essere un Europeo della Repubblica Italiana, alla quale ho giurato fedeltà nel momento del servizio militare, e, perchè ho una sola parola, mi manterrò sempre fedele.
Ma allo stesso tempo sono orgoglioso della mia famiglia piemontese che dai tempi di Napoleone I non si è persa una guerra, dando ad ogni generazione esempi di eroismo (altrettanto posso dire dei miei antenati abruzzesi, un esempio per tutti: mia nonna materna sposò mio nonno materno, perchè rimasta vedova di un eroe della prima guerra mondiale che non era altro che il fratello di mio nonno materno).
Ed ho ancora nel cuore il ricordo delle mie prozie (sorelle di mia nonna paterna) che da bambino mi portavano al cimitero di Casale Monferrato in questi tristi giorni di novembre a mettere un fiore sulle tombe dei caduti della prima guerra mondiale, preferendo quei caduti con il nome Francesco, per ricordare il loro unico fratello caduto "per il Re e per la Patria" che non potevano andare a visitare essendo sepolto al Sacrario Miliare dei Caduti d'oltremare di Bari...
Oggi parlare di questa vittoria può sembrare assurdo, ma credo che sia un mezzo per dire grazie a tutti i nostri Soldati che in ogni parte del mondo fanno il loro dovere per difenderci ed aiutarci a creare quel mondo migliore che tutti auspichiamo.
E qui voglio concludere con quanto scrisse Salvatore Gotta: "quando muore un soldato italiano, le sue stellette si staccano dal bavero e salgono in cielo, ed è questa la ragione per cui il cielo d'Italia è il più stellato del mondo".

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 5 novembre 2005, 13:12

Personalmente condivido molte osservazione fatte dal signor Celentano e i vertici di retorica patriottica in questo forum mi lasciano molto tiepido. Il mio precedente intervento era infatti orientato non alla celebrazione di una "vittoria" ma ad una riflessione attuale sull'orrore che quel conflitto fu, orrore di cui i vertici più alti si raggiunsero proprio sul fronte italiano.

Non per nulla rinnovo il ricordo dell'infame pratica delle decimazioni attuate dall'Esercito Italiano pratica vergognosa che ancora oggi viene semplicemente e "patriotticamente" ignorata anche da istituzioni civili e militari, le decimazione che uccisero migliaia di poveretti, innocenti. A quando un monumento a quei poveri eroi? Non so che ne penserebbe Salvatore Gotta citato, ma, spero, che anche le loro stellette offese e vituperate, almeno in cielo siano uguali alle altre.

L'entrata in guerra nel '15 è di per se un capitolo oscuro della storia nazionale, un intero paese e il suo parlamento a maggioranza profondamente contrari al conflitto vi vennero gettati da un colpo di stato formale di Vittorio Emanuele III (il primo della serie) e del suo primo ministro con un "patto segreto" per la conquista di territori dove la volontà di un unione all'Italia - come riconosceva lo stesso De Gasperi per il Trentino - era del tutto minoritaria e che portò addirittura alla conquista di terre come il Sud Tirolo che italiane non erano e non lo sono neppure oggi. Questa è certo solo storia per fortuna, ormai acquisita, erano altri tempi con mentalità diverse, ma per favore non si sacrifichino alla retorica i fatti e la storia.

Quanto all'impegno attuale delle forze italiane che ben poco ha a che fare con quel triste passato, e per fortuna, ogni sorta di riconoscimento e gratitudine, ovviamente.

Per quanto riguarda le differenze regionali a cui accenna il Dott. degli Uberti non le vedo in contrasto affatto con l'unione europea o con uno stato nazionale che non sono certo un'uniforme ed omogenea entità di identici, ma, come l'Italia ancora oggi dimostra, l'unione di realtà locali profondamente diverse tra loro, ricche di una storia distinta e particolare e questa mi pare una ricchezza. Io sono convinto che unione non voglia dire uniformità: sarebbe davvero molto triste e, soprattutto, noioso.

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Messaggioda Cottoneum » sabato 5 novembre 2005, 14:16

Mi aggiungo anch'io al ricordo per i caduti di tutte le guerre, ricordando i militari che combatterono per la difesa della Patria (il mio bisnonno era capitano nel battaglione Val Maira, medaglia d'argento).
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