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Elmar Lang ha scritto:Da quanto mi è dato sapere, il patriziato svizzero non ha alcuna connotazione nobiliare.
La Confederazione Elvetica è una repubblica...


Tilius ha scritto:Ma la nobiltà pre-confederale, che pure esisteva, è stata completamente eradicata/sterminata/derattizzata?

Masny1991 ha scritto:Buongiorno a tutti,
Ri apro questa discussione, che trovo interessante per alcune mie ricerche, sui patriziati svizzeri e il loro carattere nobiliare.
Secondo il mio parere, il patriziato moderno, nato dopo il 1835, differisce un pochino dalla nobiltà cittadina che noi conosciamo, pur mantenendone i caratteri principali quali: numero esiguo degli aventi diritto, ereditarietà, difficile apertura agli esterni, controllo di terre e proprietà ecc ecc..
Trovo però che il patriziato esistente prima, chiamato anche vicinia abbia caratteri tipici della nobiltà patriziale italiana. Prima del 1798 la vicinia concentrava nei suoi organi l'intero potere comunale e parrocchiale, comprendenti dell'autorità su chiese ed oratori e le conseguenti elezioni dei parroci.
A capo di essa, due Consoli, con funzioni rappresentative e poteri amministrativi e giudiziari. Ad essi è demandata l'amministrazione dell'intera giustizia civile e parte di quella penale.
Le famiglie che fanno parte della vicinia, sono le antiche famiglie autoctone, che conservano per ereditarietà la loro posizione.
Lo stesso principe Carlo Mistruzzi di Frisinga, nella sua immemore opere "Trattati di diritto nobiliare italiano", parlando del patriziato ticinese afferma: Meritevole di esame appare anche il patriziato ticinese, sul di cui carattere nobiliare non tutti gli autori sono d'accordo, quantunque riconosciuto dal governo austrolombardo. La Costituzione cantonale del 1830 prevedeva due categorie di cittadinanza: quella dei patrizi e quella degli attinenti... Al posto della denominazione di “patrizio” vediamo anche quella di “ nobile”.
Come riprova delle sue affermazioni cita questo articolo: Manaresi, Criteri seguiti pel riconoscimento della nobiltà svizzera nello stato di Milano, in Archives heraldiques suisses 1936, che non sono riuscito a trovare.
Lascio ora la parola ai più competenti ed esperti
.Masny1991 ha scritto: due categorie di cittadinanza: quella dei patrizi e quella degli attinenti...


Masny1991 ha scritto:Caro Sergio,
Grazie per le tue gentili parole. Ho letto con attenzione le tue parole, e mi trovo d'accordo solo in parte. In tempi antichi e remoti probabilmente quello che affermi risulta sicuramente vero, ma dal XVI secolo le cose vanno cambiando. La popolazione, è divisa in categorie diverse e non tutti sono vicini della comunità, con privilegio di partecipare alle decisioni. Lo stesso dizionario storico della Svizzera, da te citato, afferma: "Nel corso del tempo si manifestò una progressiva chiusura della vicinanza, per cui si iniziò a distinguere tra vicini e dimoranti (per esempio a Schänis nel 1559); in alcune aree, ad esempio in Ticino, si distingueva ulteriormente tra vicini, cittadini antichi e avventizi (Mendrisio, Lugano, Locarno). A Zugo nel 1780 i forestieri furono espressamente privati del diritto di voto."
Trovo che comunque con la nascita del vero e proprio patriziato nel 1798, la questione si è chiarita notevolmente. Sarebbe comunque interessante leggere lo scritto di Manaresi.
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