GENS VALERIA ha scritto: La mia impressione è che , essendo Giandomenico un nome lungo, sia stato soprannominato Nino e così conosciuto da tutti. A distanza di anni il patronimico fu "cognomizzato" in De Nino.
Cordialmente
Lo escluderei, perché il catasto nel quale è presente Giuseppe di Giandomenico, che vive con la moglie Brigida e la madre Crucilia, è del 1753, ma esiste un catasto preonciario del 1627 nel quale sono citati membri della famiglia "De Ninno". Tra l'altro in un istrumento del 1787 Giuseppe ha il cognome "Di Nino". Negli atti di morte dello Stato Civile della Restaurazione dell'anno 1836, trovo Crucilia Di Nino, figlia di Giuseppe e Brigida. Dunque corrisponde la moglie e tra l'altro la defunta porta il nome Crucilia, lo stesso della madre di Giuseppe menzionata nell'onciario. Dunque è fuor di dubbio che "di Giandomenico" fosse un patronimico e "Di Nino" il vero cognome.
In realtà il caso che mi interessa è un Alessandro di Giandomenico vivente nello stesso posto di Giuseppe (ma senza nessuna parentela) che negli atti di morte dei suoi figli, presenti nello Stato Civile della Restaurazione, a partire da un atto del 1818, è detto Alessandro Francavilla e quest'ultimo è il cognome che la famiglia porta ancora oggi. Il cognome Francavilla è presente anche negli atti di battesimo dei nipoti ex filio di Alessandro e negli istrumenti che riguardano i suoi figli, a partire dal 1787 almeno. Tuttavia negli atti di battesimo dei suoi figli, tra il 1739 e il 1757, Alessandro è sempre indicato come "...Alexandro de Ioanne Dominico". Anche in questo caso solo un patronimico che fu poi sostituito con il vero cognome (formato pure questo già dalla metà del '500, come risulta da numerosi istrumenti)...non credi?