Il Regno di Tavolara

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Il Regno di Tavolara

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 19 luglio 2015, 15:07

Siamo in estate, come i giornali hanno buchi di notizie, così anche il forum è più "tranquillo" dalle consuete battaglie storico/nobiliari/cavalleresche. Pertanto riporto un articolo apparso oggi su La Stampa a firma di Nicola Pinna, dedicato al "re" di Tavolara :)

Un re con i pantaloncini e le ciabatte, la turista arrivata da Parigi non si aspettava neppure che esistesse.
E quando se l'è trovato di fronte, passeggiando a mezzogiorno sulla spiaggia bianca di Spalmatore di
Terra, ha creduto di essere incappata in uno scherzo in perfetto stile Totò: «Scusi - chiede la signora
francese - su questo lato dell'isola è possibile fare il bagno?». Tonino sorride e risponde senza
formalismi di corte: «Certo, l'autorizzo io». Ma la parigina ribatte un po' stupita e quasi indispettita: «E
lei, scusi, chi sarebbe?». Tonino non si offende per l'irriverenza transalpina e spiega: «lo sono il re di
Tavolara».Non ha un esercito e non ha sudditi su cui dettar legge, ma Tonino Bertoleoni è un re per
davvero. L'erede di un trono senza castello. L'unico sovrano che si fa chiamare con un nomignolo e che
nel corso della sua vita si è spaccato la schiena facendo l'operaio prima e il ristoratore poi. Il suo è
l'impero più piccolo del mondo, certificato direttamente dalla Regina Vittoria d'Inghilterra, una che la
storia delle teste coronate la conosceva bene. Il regno di Tavolara si percorre a piedi in poche ore: 700
ettari di terra emersa in mezzo al mare, al largo della costa nord-orientale della Sardegna, a poche miglia
da Olbia. Spiagge bianchissime e una montagna galleggiante che supera i cinquecento metri di
quota.L' «impero» Tonino e i suoi figli gestiscono il ristorante che accoglie i turisti appena scesi dai
barconi. La loro è davvero una cucina regale, nel senso che certe prelibatezze non si possono mangiare
in una qualunque trattoria. L'impero dei Bertoleoni è tutto qui: poche case (non tutte in buone
condizioni), tanti vacanzieri d'estate, rare anime vive durante l'inverno. C'è anche un cimitero e in tanti
ci vorrebbero trascorrere l'eternità. «Questo è il cimitero dei re, non è una sepoltura per tutti. Le richieste
sono tantissime ma non c'è posto per altri. A malapena ci stiamo noi».I loculi sono poco più di venti e i
defunti hanno quasi tutti lo stesso cognome. «I turisti che hanno la fortuna finire qui non vorrebbero più
andar via e allora sognano di trascorrere qui la vacanza più lunga, quella che inizia con la morte. Ma
oramai gli spazi sono esauriti». In questo campo santo senza opere d'arte in marmo, è possibile posare
soltanto fiori di plastica, perché le cento capre che scorrazzano libere tra la macchia farebbero subito
razzia di rose e orchidee. La tomba più antica è quella di Polo I (nato nel 1812 e morto a 74 anni, il suo
nome originario era Paolo), passato alla storia come primo re dell'isola dei misteri. Non era un sovrano
autoproclamato, né aveva ambizioni espansionistiche, ma vantava un titolo concesso a metà Ottocento
da Carlo Alberto di Savoia.Le capre dai denti d'oroll re venne quaggiù con il panfilo reale nel 1836,
attirato dalla leggenda delle capre con i denti d'oro. «Allo sbarco incontrò Paolo Bertoleoni e si presentò
dicendo "Io sono il re di Sardegna" e mio bisnonno, uno duro davvero, non si intimorì e gli rispose
"Piacere, io sono il re di Tavolara". A quel punto poteva scoppiare una guerra, invece nacque una bella
amicizia». E qualche anno dopo, quando il Demanio tentò di portar via l'isola alla famiglia Bertoleoni
(sbarcata qui alla fine del 1700), fu proprio Carlo Alberto a trovare una soluzione. «Re Paolo andò a
Torino e chiese aiuto ai Savoia - racconta il pronipote - Il re d'Italia assicurò il suo intervento e dopo
qualche giorno promulgò un editto e nominò mio bisnonno sovrano e proprietario dell'isola». E delle
capre. «Allora erano 300, io le portavo al pascolo. I denti d'oro? Macché, sono gialli perché bevono
l'acqua salata del mare».Tavolara, che qualche tour operator truffaldino ha sfruttato per uno spot sulla
Puglia, è ora la perla di un'area marina protetta. È diventata famosa per il festival del cinema e ospita
anche una grande base militare.I Bertoleoni mantengono la proprietà solo su 70 dei 700 ettari, ma
conservano (con orgoglio) tutti i titoli. «Sono il re più povero del mondo - dice Tonino - ma nessun altro
sovrano ha il privilegio di vivere da solo in un paradiso come questo. Non ho bisogno di un esercito per
difendermi dalla natura che mi circonda. Nessuno ci dichiarerà mai guerra, l'unica minaccia che
subiamo è quella delle mareggiate» ..
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Re: Il Regno di Tavolara

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 20 luglio 2015, 11:01

T.G.Cravarezza ha scritto:Siamo in estate, come i giornali hanno buchi di notizie, così anche il forum è più "tranquillo" dalle consuete battaglie storico/nobiliari/cavalleresche. Pertanto riporto un articolo apparso oggi su La Stampa a firma di Nicola Pinna, dedicato al "re" di Tavolara :) [... omissis ...]

Un fons Honorum limpido , riconosciuto dalla Corona Britannica... Tomaso, proponiti per un titolo nobiliare ... [king.gif] accertandoti che tale natura venga opportunamente pubblicizzata ( ossia ne vengano regolata i diritti e lo “status”).
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Il Regno di Tavolara

Messaggioda antonio33 » mercoledì 22 luglio 2015, 7:29

Ricordo una gita di oltre una ventina di anni fa. Siamo arrivati a Tavolara con i panini ma, scoperti il cimitero e il ristorante, abbiamo ceduto alla tentazione di mangiare dal re: una pasta simile al riso con il sugo di arselle (vongole...), non ricordo il secondo e un ottimo Vermentino gelido. Gelido come lo sono a fine giugno le acque trasparenti e bellissime delle piscine di Molara dove, poco dopo, abbiamo osato un bagno. Roba da lasciarci la pelle, a stomaco pieno e con il vinello in circolo...
Rimane comunque la soddisfazione di essere stati serviti da un re! [king.gif]

Buone vacanze!
Antonio
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