Liste degli eleggibili

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Liste degli eleggibili

Messaggioda Memini » martedì 14 luglio 2015, 10:58

Buongiorno.
In Sicilia, dopo l'abolizione della feudalità, molti comuni (escludendo Palermo, Catania e Messina) vennero retti da Decurionati dei quali facevano parte anche soggetti non nobili.
Esistevano pero,anche in epoca borbonica,le liste degli eleggibili dalle quali venivano tratte le cariche di Sindaco etc.
Tali liste riportavano nome, condizione sociale, reddito,parentele.
Le qualifiche sociali erano: Nobile, possidente, civile (specificando la professione).
La qualifica di Nobile in tali liste era prova di Nobiltà giuridicamente accertata ?
Cosa è noto in merito ?
Grazie [knight.gif]
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda diegocompagnoni » mercoledì 15 luglio 2015, 18:15

Gentile Signore,
Non posso purtroppo rispondere alla sua domanda,a vorrei approfittarne per chiedere dove possono essere reperite queste liste e se sono di facile consultazione. Si trovano in Archivio di Stato? A me interesserebbe consultare quelle palermitane.
Vi ringrazio.
D.C.
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Memini » giovedì 16 luglio 2015, 11:17

Sì, presso gli Archivi di Stato; tenga però presente che per Palermo, Catania e Messina vi era un "Consiglio comunale" (Decurionato....) riservato alla classe nobiliare, ricavato dalle "Mastre Nobili" cittadine [knight.gif]
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Messanensis » venerdì 17 luglio 2015, 8:11

Lei sta facendo confusione, mischiando due periodi storici ben distinti.
In Sicilia, fino al 1813, le maggiori cariche cittadine erano riservate agli appartenenti alla classe nobiliare, che erano iscritti nella "mastra nobile" della città. Successivamente, aboliti i privilegi nobiliari, dal 1818 venne istituito il decurionato al quale non si accedeva più per nobiltà, ma per censo (bisognava possedere un certo reddito minimo).
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Memini » venerdì 17 luglio 2015, 9:43

Penso che Messanensis si riferisca a me:
1) Io mi riferisco alle "Liste" del Comune di Modica, fino al 1812 almeno Contea, Stato feudale di proprietà degli Henriquez spagnoli, Conti di Modica, che la amministrarono "a distanza" tramite la nobiltà locale (che in virtù della speciale dignità di Stato feudale veniva ugualmente ammessa anche nell'Ordine di Malta).
Le liste (almeno quelle da me consultate) presso l'Archivio di Stato di Modica si riferiscono ad anni intorno al 1838 e seguenti, pieno periodo borbonico, quando il Comune, retto da un Decurionato dipendeva dalla Sottointendenza del Distretto di Modica, Intendenza di Noto (dopo che il Capovalle era stato sottratto a Siracusa per i moti antiborbonici del 1837 ).
In tali liste si effettua la distinzione dei ceti con le qualifiche:
Nobile (titolo, reddito e parentele)
Possidente (reddito e parentele)
Civile (reddito, eventuale professione e parentele)
Con la qualifica "Nobile" si riscontrano le stesse famiglie che avevano concorso alla amministrazione della antica Contea; presumo pertanto che ciò equivalesse ad una convalida giuridica dello status sociale precedente ("primo ceto" delle città infeudate ? poi classe dirigente del periodo borbonico ? ) In genere tra queste famiglie si eleggeva la "terna del Sindaco" e le altre cariche amministrative.
Altro non saprei precisare. [knight.gif]
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Messanensis » venerdì 17 luglio 2015, 16:47

Memini ha scritto:Penso che Messanensis si riferisca a me:


Certo, mi riferisco a Lei. Ha scritto che a Palermo, Catania e Messina il decurionato era riservato alla classe nobiliare e ricavato dalla mastra nobile cittadina. Questo è completamente sbagliato: mastre nobili e decurionato esistettero in tempi differenti! In Sicilia le mastre nobili furono abolite nel 1812. Viceversa il decurionato fu istituito con legge del 1817 ed iniziò a funzionare nel 1818, era composto da un massimo di 30 membri scelti da una "lista di eleggibili" formata sulla base del censo: nei Comuni di prima classe (con più di 6000 abitanti) bisognava possedere un reddito di 24 ducati (pari a 8 onze siciliane) o una professione liberale; nei Comuni di seconda classe (3000-6000 abitanti) bastava avere un reddito di 15 ducati o persino un'arte, un mestiere o una bottega; nei Comuni di terza classe (con meno di 3000 abitanti) era sufficente un reddito di 6 ducati o un'industria agricola in proprio anche su terreno preso in affitto.

I requisiti richiesti per essere inseriti nella "lista degli eleggibili" a Modica erano gli stessi di tutti gli altri Comuni di prima classe: non c'erano differenze nemmeno con Messina, Palermo e Catania, che si distinguevano invece per avere un corpo amministrativo più ampio.

Quanto alla qualifica di "nobile" apposta accanto ad un nome nella lista degli eleggibili non la riterrei un riconoscimento giuridico, ma gli darei lo stesso valore di quello che ha la qualifica di nobile quando segue la voce "professione" nei registri dell'anagrafe dello stesso periodo.
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Memini » venerdì 17 luglio 2015, 19:32

Rieccomi: che lo spartiacque fra "Mastre nobili" e Decurionato risieda nell'abolizione della feudalità (1812) non l'ho mai contestato;per la notizia sulla composizione del Decurionato a Palermo, Catania e Messina, cito da Raffaele de Cesare, La fine di un Regno, vol.I pag. 48, a proposito della visita di Ferdinando II in Sicilia nel 1852 (quindi in piena epoca decurionale), a Catania : "Era patrizio titolare il Cavalier Gioeni, ma per l'assenza di lui funzionava da patrizio Tommaso Paternò Castello di Bicocca, ed erano senatori....." , quindi le massime cariche erano sempre ricoperte dal ceto nobiliare, non era un puro fatto di censo, e in realtà censo e nobiltà hanno spesso coinciso.
Per quanto riguarda le liste di Modica,la qualifica "Nobile" era la prima indicata, ad essa seguiva l'eventuale titolo (generalmente baronale), talora la professione come "utriusque juris peritus", per quei nobili che avevano conseguito tale titolo.
Mi limito a riportare quanto letto o personalmente visionato, non pretendo di insegnare alcunchè in campi che per me sono di interesse dilettantesco; anzi ho aperto il forum chiedendo altrui opinioni sulla valenza delle qualifiche nobiliari riportate anche molto dopo l'abolizione della feudalità. Del resto ancora oggi, e non solo in Sicilia, i titoli nobiliari vengono usati, anche se privi di riconoscimento giuridico, giacchè la Storia non può essere cancellata dai colpi di spugna delle varie forme di governo di una Nazione susseguitesi nel tempo. Buona serata [knight.gif]
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Messanensis » venerdì 17 luglio 2015, 21:06

Memini ha scritto:Rieccomi: che lo spartiacque fra "Mastre nobili" e Decurionato risieda nell'abolizione della feudalità (1812) non l'ho mai contestato;per la notizia sulla composizione del Decurionato a Palermo, Catania e Messina, cito da Raffaele de Cesare, La fine di un Regno, vol.I pag. 48, a proposito della visita di Ferdinando II in Sicilia nel 1852 (quindi in piena epoca decurionale), a Catania : "Era patrizio titolare il Cavalier Gioeni, ma per l'assenza di lui funzionava da patrizio Tommaso Paternò Castello di Bicocca, ed erano senatori....." , quindi le massime cariche erano sempre ricoperte dal ceto nobiliare, non era un puro fatto di censo, e in realtà censo e nobiltà hanno spesso coinciso.


Lei ha letto un libro, ha trovato il titolo di Patrizio e quello di senatore a Catania nel 1852 e pensa che ciò fosse sinonimo di nobiltà, ma continua a cadere in errore. A Catania il sindaco aveva il titolo di Patrizio e Senatori erano chiamati i sei Eletti (Palermo, Messina e Catania avevano sei eletti invece dei due delle altre città di prima classe) perchè la legge di istituzione del decurionato prevedeva che le città dovevano mantenere gli eventuali titoli (Senato, Senatore, Patrizio, Prefetto, Pretore) che erano stati concessi in passato e che dovevano essere goduti dal sindaco, dagli eletti o da tutto il corpo amministrativo a secondo della loro natura (art. 72 del decreto N. 932 dell'11 ottobre 1817).
Ai sensi dell'art. 109 dello stesso decreto: "Il corpo amministrativo del comune di Palermo, che secondo lo articolo 72 deve conservare il titolo di Senato, sarà composto di un pretore e di sei senatori, le cui funzioni corrisponderanno a quelle del sindaco e degli eletti". Il successivo decreto del 25 agosto 1818 recante istruzioni sui Senati di Palermo, Catania e Messina specificava quanto segue. Art. 1: "Il corpo amministrativo della città di Palermo ha il titolo di Senato. E' composto di un Pretore e di sei senatori". Art. 27: "Il corpo amministartivo della città di Messina ha il titolo di Senato. E' composto di un Sindaco e di sei senatori. Ciò che in queste istruzioni si dice del Pretore di Palermo è attribuito al Sindaco di Messina". Art. 30: "Il corpo amministrativo della città di Catania ha il titolo di Senato. E' composto di un Patrizio e di sei Senatori. Il Patrizio è in Catania quel che è il Pretore in Palermo e il Sindaco in Messina".
Insomma anche dopo l'istituzione del decurionato il sindaco di Catania continua a chiamarsi Patrizio, perchè in epoca feudale gli era stato concesso quel titolo, ma ciò non significava che fosse nobile. Egli era sempre eletto dalla famosa "lista degli eleggibili" in cui bastava avere 24 ducati (8 onze siciliane) di reddito: per poter essere eletti contava il censo non più la nobiltà.
Che le maggiori cariche municipali (sindaco, eletto e decurione) spesso e volentieri fossero ricoperte da esponenti e discendenti della vecchia classe nobiliare si spiega col fatto che la nobiltà in Sicilia continuava a mantenere un grande peso politico, ma non più i suoi privilegi, morti e sepolti dopo il 1812, anche a Catania, a Messina ed a Palermo.

Per quanto riguarda le liste di Modica,la qualifica "Nobile" era la prima indicata, ad essa seguiva l'eventuale titolo (generalmente baronale), talora la professione come "utriusque juris peritus", per quei nobili che avevano conseguito tale titolo.
Mi limito a riportare quanto letto o personalmente visionato, non pretendo di insegnare alcunchè in campi che per me sono di interesse dilettantesco; anzi ho aperto il forum chiedendo altrui opinioni sulla valenza delle qualifiche nobiliari riportate anche molto dopo l'abolizione della feudalità
.

Nel 1812 fu abolito il feudalesimo. Furono aboliti i privilegi legati alla nobiltà, ma non i titoli nobiliari.
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Memini » sabato 18 luglio 2015, 11:19

La ringrazio del chiarimento; il fatto che venissero conservati i nomi delle cariche ante-abolizione della feudalità induce in errore; ripeto che io mi avvicino al forum non da esperto, non da professionista, chiedo in base ai dubbi che possono suscitarmi letture fatte o riscontri concreti di documenti che ho visionato (specie magari per famiglie delle quali conosco qualche vicenda storica.....). In ogni caso credo che il mio argomentare sia corretto ed educato, e ritengo- questo me lo consenta -superflue le sottolineature che non mi permetto di usare. Penso che nessuno di noi si presenti in questa sede pensando di sostenere un compito in classe che debba essere corretto e giudicato. Se questa è la sede di un libero scambio di notizie, pareri, opinioni più o meno attendibili o anche dati certi provenienti dalla competenza di chi ne sa più di me ci sto, diversamente non vedo il motivo di sopportare comportamenti francamente eccessivi. Un' ottima giornata [knight.gif]
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Messanensis » sabato 18 luglio 2015, 13:03

Mi dispiace che se la sia presa per la mia correzione. Questo forum è aperto alle domande di tutti ed al libero scambio di opinioni, come giustamente scrive, ma Le ricordo anche che questo è il forum dello IAGI e tra i compiti di noi moderatori c'è anche quello di far mantenere alle discussioni quei criteri di scientificità propri della nostra associazione.
Orbene Lei nel suo secondo intervento non ha fatto né una domanda né espresso una opinione (non ha scritto "secondo me", "credo", "ritengo", ecc.), ma ha fatto un'affermazione priva di alcun dubbio. Chi si accosta al forum per imparare, leggendo questa Sua affermazione, avrebbe pensato che durante il Regno delle Due Sicilie a Messina, Catania e Palermo si continuavano ad utilizzare le mastre nobili per eleggere gli amministratori cittadini.
È soltanto questo il motivo che mi ha spinto a sottolineare l'errore . Non credo che il mio intervento sia stato eccessivo o ineducato e se lo è stato mi dica dove.
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Re: Liste degli eleggibili

Messaggioda Memini » sabato 18 luglio 2015, 18:59

Gentile Messanensis,
non ho motivi di polemica personale: il neofita va instradato, se nel caso corretto: se le fonti talora fanno insorgere dubbi ( e sapesse quanti......) non tutti siamo in grado di dirimerli da soli per mancanza talora di preparazione specifica; ben vengano quindi gli interventi degli amministratori; capisco anche che ciascuno di noi ha modi e stili che la fredda lettura dei messaggi su Pc non riescono ad evidenziare, forse una conversazione de visu sugli argomenti potrebbe risultare più gradevole ma tant'è.......: A risentirLa, una buona serata [knight.gif]
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