armatura di ferro ha scritto:Grazie , molto interessante l'articolo sul libro d'oro ,anche riguardo alla effettiva mutevolezza delle possibilita' di entratura ,anche perché a qualcuno verrebbe da pensare
"...Titolo.. padre ,figlio ,padre, figlio... taK !!"invece capisco che e' molto piu' complesso ..
Forse ,si e' anche seguita una certa necessita' storica ..il dopo guerra forse non aveva piu' tanti maschi primogeniti o ultrageniti da iscrivere ...!
e comunque sarebbe interessante stimare anche se cambiando le norme qualche famiglia e' stata cassata ,o e' rimasta comunque nell'elenco !
Forse questo e' il pregio e il difetto di una pubblicazione sostanzialmente privata , una pubblicazione di elenchi statali infatti difficilmente potrebbe essere retroattiva
se non viziata da contenziosi e depennamenti per dolo.
Comunque complimenti alla Tua Penna come sempre
Armatura di ferro.
Il Libro d'oro della nobiltà italiana già del Collegio araldico romano è la pubblicazione che per 105 anni ha aggiornato gli stati familiari dei nobili italiani, come mai nessuno ha fatto (salvo lo Stato sino a che pubblicò gli Elenchi o il SMOM quando pubblicò l'Elenco storico della nobiltà italiana nel 1961), una raccolta dati accumulata in tanti anni che costituisce per l'Italia un unicum.
Grazie per quanto scrivi, il diritto nobiliare è molto complicato e non sempre è stato applicato nello stesso modo.
Quanto scrivo di seguito riguarda il riconoscimento dello Stato e non entro in merito ai pensieri di entri privati che non rappresentano una autorità statuale, tu cogli un punto essenziale quando scrivi "necessità storica", infatti ci sono interpretazioni che risentono dell'opportunità politica che è mutevole, ricordo un caso della mia terra dove una famiglia durante il regno di Sardegna venne considerata civile, ma non nobile (la prova è nell'ammissione nell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro per grazia), e poi durante il regno di Vittorio Emanuele III la civiltà (che non era mutata) venne riconosciuta come nobiltà, fu chiaramente una scenta politica.
Le famiglie degli Elenchi Ufficiali alcune volte (se non registrate nel Libro d'oro della nobiltà italiana a quel tempo Consulta araldica del Regno) vennero cassate (o per estinzione o perchè non produssero la documentazione nei tempi richiesti).
L'iscrizione negli Elenchi Ufficiali (ad eccezione degli iscritti nel Libro d'oro che furono ufficialmente riconosciuti dallo Stato) non rappresenta un riconoscimento nobiliare provato (ci sono famiglie che non ebbero riconosciuti i titoli indicati dapprima negli Elenchi), ma la possibilità di ottenere il riconoscimento.
Aggiungo però che tutte le famiglie inserite negli Elenchi sono (salvo falsificazione documentale) indiscutibilmente nobili.
Da anni dico sempre agli interessati che l'unico riconoscimento possibile e di valore è quello che promana da uno Stato dove la nobiltà è ancora riconosciuta, ed è la ragione per cui caldeggiavo per gli italiani l'ottenimento di almeno una certificazione d'arma da parte dell'ultimo Cronista d'Armas di Spagna, sebbene fosse solo un riconoscimento araldico e salvo poche eccezioni anche nobiliare. Chi mi ha ascoltato oggi si trova in possesso di un valido documento araldico spagnolo (è uno stemma spagnolo non italiano dove le norme araldiche sono differenti), e per la stessa ragione dico oggi: andate in Sudafrica (Nazione che fa parte del Commonwealth), ma anche qui è un riconoscimento araldico e NON nobiliare.
Altri mi dicono che entrano nel Sovrano Militare Ordine di Malta - SMOM perchè in questo modo possono ottenere un riconoscimento nobiliare, io risponde sempre che lo scopo del SMOM è l'attività ospitaliera e l'applicazione dei principi cristiani nella vita di ogni giorno, e non certo un modo per ottenere un riconoscimento nobiliare, che se avviene non è un riconoscimento nobiliare italiano, ma melitense che è un'altra cosa.
Altri cercano riconoscimenti privati di vario livello scientifico, ma anche se ottenuti seriamente sono fogli di carta che valgono solo fra chi ci crede.
Agli italiani che vivono in una Repubblica dove la nobiltà NON è riconosciuta, e dove tutte le leggi nobiliari del regno d'Italia sono dichiarate incostituzionali devo ricordare che quindi pubblicamente la nobiltà non è riconoscibile ed aggiungo per il mutamento delle leggi (divorzio, famiglia) anche difficilmente valutabile, li invito pertanto a pensare alla storicità della Famiglia dove nessuno può rubare la storia, ed è questa la ragione per cui sono nate Famiglie Storiche d'Italia e Famiglie Storiche d'Europa, due associazioni dove oltre a quelle famiglie che erano considerate nobili, possono anche trovare posto quelle famiglie che hanno costruito la storia del proprio paese rendendo aperta una classe sociale (quella dei ceti dirigenti) che sempre fu aperta a nuovi apporti.
Diverso è il discorso riferito a Paesi dove la nobiltà è riconosciuta e nessuno può affermare di essere quello che non è senza incorrere in sanzioni penali, e dove i repertori nobiliari (a differenza che da noi dove rappresentano il pensiero degli editori) hanno l'avallo dello Stato e servono anche per otterere la giusta iscrizione onorifica allo stato civile (mi riferisco al Burke's Peereage), o all'Elenco de titulos e grandezas de España usato dallo stesso Ministero di Giustizia per la sua completezza di dati.
Infine l'appartenenza alla nobiltà fu sempre collegata anche alla adeguata posizione sociale delle famiglie, bisognava essere delle eccellenze nel proprio settore per meritare l'assenso sovrano, proprio come del resto oggi tu sei una eccellenza nel tuo difficile settore, ed onori molto bene la storia della tua famiglia che conosco da decenni.
Un caro saluto
Pier Felice