Dal
Nobilario di Sicilia http://www.regione.sicilia.it/benicultu ... o/nani.htmNatoli.Si vuole originaria di Provenza, passata prima in Napoli e poi in Sicilia ai tempi di re Federico II. Godette nobiltà in Messina e Palermo; possedette il principato di Sperlinga, la ducea di Archirafi, il marchesato di Camporotondo, il titolo di marchese sul cognome, le baronie di Scaliti, Villareale, Alburchia e Capuana, ecc. un Giovanni Natoli, barone di Laconia, fu strategoto di Messina nel 1272; un Antonio fu senatore di Messina negli anni 1426-27, 1435-36, 1442-43; un Gerardo fu senatore di Messina nel 1467-68; un Giovan Matteo fu senatore di Messina nel 1492-93; un altro Giovanni tenne la stessa carica nell’anno 1534-35; un Prospero è ascritto alla mastra nobile del Mollica (lista XI, anno 1597) alla quale vediamo pure ascritto un Giovan Forte, barone di Sperlinga (lista XIII, anno 1599); un Salvatore, da Patti, con privilegio dato a 10 maggio 1583 esecutoriato a 10 marzo 1584, ottenne il titolo di regio cavaliere; un Pietro fu avvocato fiscale della corte straticoziale di Messina nel 1672; un Girolamo, barone di Villareale, comprò nel 1712 per sé e suoi l’ufficio di maestro notaro ed archivario della corte giuratoria di Patti; un Francesco Natoli, marchese di Camporotondo, fu senatore di Messina negli anni 1722-23, 1725-26-27-28, 1736-37; un Vincenzo fu giudice pretoriano di Palermo nel 1728, della Gran Corte Criminale negli anni 1731-32, 1735-36, 1741-42, ministro in Messina nell’anno 1748, consultore in Napoli nel 1751, presidente del tribunale del Real Patrimonio nell’anno 1758, ecc., e ottenne concessione del titolo di marchese nel 1756; un marchese Artale fu giudice della Gran Corte Civile negli anni 1753-54 e 1755-56; un Mario Natoli, marchese di Camporotondo dei principi di Sperlinga, fu cavaliere dell’ordine di Malta e senatore di Messina nel 1754-55; un Giuseppe fu capitano di giustizia di Patti negli anni 1757-58 e 1768-69; un barone Antonino Natoli e Florulli tenne la stessa carica nel 1769-70; un Gaetano fu senatore di Palermo nell’anno 1762; un Bartolomeo, barone di Scaliti, fu senatore di Messina nel 1762, 1767 e proconservatore in detta città nel 1763, 1768, nella quale carica gli succedette il figlio barone Michele; un Girolamo fu capitano di Patti negli anni 1793-94 e 1798-99; un Letterio fu capitano di vascello e del porto di Messina, e commendatore dell’ordine di S. Giorgio della Riunione; un Giacomo fu colonnello nei reali eserciti, cavaliere di diritto dell’ordine di San Giorgioe padre di Giuseppe, barone di Scaliti, grande uffiziale dell’ordine mauriziano, gran cordòne dell’ordine di San Marino, ministro segretario di Stato per la pubblica
istruzione, senatore del Regno, morto in Messina nel 1867; un Luigi fu arcivescovo di Messina; un Salvatore, commendatore dell’ordine mauriziano, fu sindaco di Messina dopo il 1860.
Arma: d’azzurro, alla torre d’argento merlata alla ghibellina, fondata verso il fianco destro dello scudo sopra uno scoglio uscente da un mare nella punta il tutto al naturale; al leone d’argento coronato dello stesso fermo sullo scoglio e rampante a sinistra della torre.
Secondo il
Crolllalanza la famiglia si divise in cinque principali linee :
1) Principi di Sperlinga ,duchi di Archirafi, Baroni del Moio, Billici , S.Bartolomeo estinti nel 1743 ;
2) Marchesi di Camportondo , estinti con Mario , ulimo marchese investito lel 1745 ;
3) Marcesi Natoli , ancora fiorenti a Palermo alla fine dell'Ottocento;
4) Baroni di Albuquerchia e Capuano ancora fiorenti in Messina alla fine dell'Ottocento ;
5)
Baroni di Scaliti in questa città ancora fiorenti alla fine dell' Ottocento .
( il Crollalanza pubblicò il suo " Dizionario" nel 1888 )
Spero di essere stato di qualche utilità .
Cordialmente