nicolad72 ha scritto:Concordo con Alessio, ma aggiungerei anche la tradizione familiare.
Per vivere more nobilium occorre - oltre a censo, cultura, proprietà e via dicendo - anche continuità storica (tradizione), magari non antichissima (vogliamo parlare di almeno tre generazioni).
Per il resto mi limiterei a parlare di ceto alto-borghese che vive sicut, ma non more
Caro Nicola, il discorso delle tre generazioni mi ha ricordato un analogo concetto che era spesso ripetuto da mia madre.
Farò un esempio che, per quanto un po' antipatico, rende perfettamente l'idea. Incontro un caro amico, un professionista di successo, persona colta e "fine", in un ristorante. E' in compagnia del suo parentado, e stanno festeggiando una ricorrenza familiare. In questo contesto di esagitati maleducati, tra qualche allegra bestemmia e qualche simpatico rumorino digestivo, il nostro sembra un pesce fuor d'acqua: tuttavia quelli sono i suoi cari, i suoi fratelli, i suoi nipoti, i suoi cugini, e i figli del mio amico li frequentano e li frequenteranno...
Qui non parlo di more nobilium, ma di buona educazione quale presupposto per sottrarsi al al gorgo della volgarità.
Però, per analogia...
Saluto tutti.
Antonio
