Nobiltà Malatesta

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 16 marzo 2015, 15:21

Messanensis ha scritto:Il titolo di Re da quale autorità proviene?


Anche il titolo di re viene da qualcuno.
Dal papa ma anche da regnanti vicini.
Basta pensare alla guerra di successione spagnola o quella austriaca.
Anche il titolo di re di sicilia fu dato al duca di Savoia solo dopo il trattato di Utrecht del 1713.
Dunque per quanto possa apparire strano il titolo di re era dato da altri re ;)
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Alessio Bruno Bedini
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda bardo » lunedì 16 marzo 2015, 15:35

Con ordine.

antonio33 ha scritto:in attesa che si pronunci l'esperto riminese.


Tilius ha scritto:Rimango io pure in attesa del parere di bardo, autorità massima in ambito riminese (e non solo). ;)


Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente. ;)


Delehaye ha scritto:dall'Impero ebbero le concessioni di Signoria dall'Imperatore Ottone III di Sassonia


Non mi soffermo per ora sulla questione tedesca dei Malatesta, sulla loro presunta origine teutonica, e sul loro arrivo al seguito degli Ottoni dato che mancano i documenti e Montanari basa le sue affermazioni su cronache di molto posteriori al periodo di cui tratta.

Delehaye ha scritto:il tutto sugellato, in fine, nel 1247, dal primo matrimonio di Malatesta II da Verrucchio detto "il Centenario" o da Dante "Mastin Vecchio" (figlio del suddetto "Cavaliere" federiciano) con la ricca Concordia dei Pandolfini (figlia del Vicario Imperiale Messer Arrighetto o Enrichetto dei Pandolfini, grande possidente terriero in Romagna).


La prima moglie di Malatesta de Verucolo fu sì una tal Concordia, probabilmente figlia di Arrighino, vicario imperiale in Romagna, il quale con un certo grado di sicurezza può essere identificato con un Enrighetto visconte, presente in molti documenti riminesi tra il 1218 e il 1246. Ma in nessun documento troviamo accennata la famiglia di costui. L'aggregazione del vicario imperiale alla famiglia Pandolfini nasce da un equivoco creatosi in seguito alla confusione tra le varie mogli del Malatesta, che furono due e non tre, come una certa letteratura ottocentesca ha affermato e malamente ha cercato di provare.

cfr. A.F. Massèra, Note malatestiane, in Archivio storico italiano, serie V, tomo XLVII, Firenze 1911, pp. 3-48.

Faccio una riflessione. Non credo che un non nobile possa conferire dignità cavalleresca ad una seconda persona. Nel 1442, in occasione delle proprie nozze con Polissena Sforza, Sigismondo Pandolfo Malatesta crea cavaliere Pier Giovanni Brugnoli (o Bornioli), cesenate, suo segretario almeno dal 1433, che in atti del 1448-49 comparirà come conte di Senigallia e in altri ancora del 1458-59 come conte di Morro (A.F. Massèra (a cura di), Cronache malatestiane dei secoli XIV e XV, in Rerum italicarum scriptores, tomo XV, p. II, Bologna 1924, p. 86). Qualche anno dopo, nel febbraio del 1448 Sigismondo fè cavalero el nobel giovene miser Antonio, figliolo de Francesco degli Atti (Ibidem, p. 125). Del resto, nel 1433 Sigismondo Pandolfo e il fratello Domenico furono creati cavalieri dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, di ritorno da Roma dove era stato incoronato da papa Eugenio IV (Ibidem, p. 64).
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Delehaye » lunedì 16 marzo 2015, 16:02

grazie delle note e delle delucidazioni! [notworthy.gif]
sempre graditissime!!! [thumb_yello.gif]

rispetto poi alla creazione nel 1433 di un Cavaliere... ricordiamoci che da almeno 200 anni i Malatesta sono Signori di ampie fette territoriali della Romagna! non è che erano dei salumieri! ;)

Non erano nobili? ma erano i Signori di Rimini e di molti altri castelli, borghi e città!

Napolone (borghese) si creò Imperatore e creò suo cognato (borghese) Re di Svezia e di Norvegia... ed i suoi discendenti ANCORA sono Re di Svezia! Quanta nobiltà Napoleonica esiste? ;)
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda bardo » lunedì 16 marzo 2015, 16:11

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Se un Malatesta fosse andato in Francia nel medioevo avrebbe avuto molti più problemi a veder riconosciuta la propria nobiltà che non in età moderna o contemporanea.


In Francia non so, dovrei controllare. In Inghilterra forse erano meno fiscali. Malatesta Ungaro, figlio di Malatesta Antico detto il Guastafamiglia, figlio di Pandolfo di Malatesta da Verucchio, nel 1347 venne creato cavaliere dall'imperatore Luigi I d'Ungeria (donde prese il soprannome Ungaro). Nell'agosto del 1358 si accinse alla discesa nel cosiddetto Purgatorio di San Patrizio, in Irlanda, come attestano le lettere patenti di Edoardo III d'Inghilterra datate 24 ottobre 1358:

Nobilis Vir Malatesta Ungarus, de Arimino Miles, ad presentia nostram veniens, mature exposuit quod ipse, nuper a Terrae suae descendens Laribus, Purgatorium Sancti Patricii, infra Terram nostram Hiberniae constitutum, in multis corporis sui laboribus peregre visitaret [...] informamur quod dictus Nobilis peregrinationem suam huiusmodi rite perfecerat et etiam animose [...].
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda bardo » lunedì 16 marzo 2015, 16:19

Direi che forse non è corretto affermare che i Malatesta furono signori di Rimini fin dal XIII secolo. La politica malatestiana ebbe probabilmente fin da subito uno scopo di questo genere, tenere cioè saldamente nelle proprie mani il potere politico, ma operò in questo senso ottenendo prima la carica podestarile che, trasferitasi di padre in figlio, si tramutò in signoria vera e propria. Così come accadde in altre città ben più importanti di Rimini con altre famiglie ben più prestigose di questi signorotti di campagna un po' ripuliti. :)
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda bardo » lunedì 16 marzo 2015, 16:44

Messanensis ha scritto:Probabilmente il Malatesta sarebbe stato eletto podestà e quindi riconosciuto nobile anche senza che avesse mai ricevuto il titolo di cavaliere.

Il titolo dei Malatesta era quello di signori, non di vicari.


Credo piuttosto il contrario. Nel 1364 Urbano V così si rivolge a Galeotto Malatesta: dilecto filio nobili viro Galeocto de Malatestis militi Ariminensi pro nobis et Ecclesia Romana in Ariminensi et certis aliis civitatibus vicario. E' ovvio che fossero signori de facto, ma governavano comunque in nome del pontefice.
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Tilius » lunedì 16 marzo 2015, 17:34

Delehaye ha scritto:Napolone (borghese) si creò Imperatore e creò suo cognato (borghese) Re di Svezia e di Norvegia... ed i suoi discendenti ANCORA sono Re di Svezia! Quanta nobiltà Napoleonica esiste? ;)

Ehm... Vincé...
(1)...il futuro Re di Svezia non era cognato di Napoleone (avendo sposato una mancata moglie del Corso, non credo lo si possa definire nemmeno cognato onorario... tuttalpiù era la moglie ad essere cognata, ma di Giuseppe Bonaparte, non di Napi)
(2)... il futuro Re di Svezia venne creato tale per volere dei suoi futuri sudditi. L'approvazione di Napi é ancora oggetto di controversie (vi fu? non vi fu? in che misura?) Quale che fosse, ebbe comunque a pentirsene in capo ad appena due anni, quando Bernadotte partecipò attivamente al fronte anti-francese.
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Tilius » lunedì 16 marzo 2015, 17:38

bardo ha scritto:Faccio una riflessione. Non credo che un non nobile possa conferire dignità cavalleresca ad una seconda persona. Nel 1442, in occasione delle proprie nozze con Polissena Sforza, Sigismondo Pandolfo Malatesta crea cavaliere Pier Giovanni Brugnoli (o Bornioli), cesenate, suo segretario almeno dal 1433, che in atti del 1448-49 comparirà come conte di Senigallia e in altri ancora del 1458-59 come conte di Morro (A.F. Massèra (a cura di), Cronache malatestiane dei secoli XIV e XV, in Rerum italicarum scriptores, tomo XV, p. II, Bologna 1924, p. 86). Qualche anno dopo, nel febbraio del 1448 Sigismondo fè cavalero el nobel giovene miser Antonio, figliolo de Francesco degli Atti (Ibidem, p. 125). Del resto, nel 1433 Sigismondo Pandolfo e il fratello Domenico furono creati cavalieri dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, di ritorno da Roma dove era stato incoronato da papa Eugenio IV (Ibidem, p. 64).

Legare la nobiltà alla facoltà di conferirne a sua volta é indubbiamente un argomento valido, anche se nel caso specifico é legato alla soavemente nostalgica (e in corso di veloce estinzione) investitura a cavaliere.

PS: Antonio e Francesco degli Atti come erano imparentati con la Isotta? Fratello e babbo?
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda antonio33 » lunedì 16 marzo 2015, 17:52

bardo ha scritto:Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente. ;)


Il mio dotto amico NON cade mai!
A furia di tirar per la giacchetta, infine arrivò!

Qualcuno si sentirebbe di fare un rapido sunto chiarificatore?
Nobili di fatto o di diritto? Oppure, invece... se e da quando?
Un vicario (anche non Malatesta) si sarebbe potuto definire nobile?

Saluto tutti.
Antonio
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 16 marzo 2015, 18:42

antonio33 ha scritto:Nobili di fatto o di diritto? Oppure, invece... se e da quando?


Di fatto, Antonio, ( non di diritto ) o per chi lo preferisce funzionale ( non giuridica ). Comunque ho l'impressione di discutere sul sesso degli angeli.

Devo contraddire i miei dotti colleghi moderatori , la nobiltà di fatto esiste , è esistita nei secoli, anche durante il R.d.I. fino ad oggi .

L'espressione ed il concetto nobiltà di fatto / di diritto, non è di mia "invenzione".
La prima è espressione di una distinzione che non ebbe origine riconoscimento da fonte d'onore, ma tradizionalmente e pacificamente accettata dalle altre famiglie dello stesso ceto ( vedi, per me, i Malatesti ) , la seconda espressione di famiglie che ebbero titoli e trattamenti concessi o riconosciuti, anche in epoche diverse, da F.H. autentiche.
Si consideri che tra le famiglie accertate appartenenti al ceto dominante o dirigente, tradizionalmente accettate tra quelle nobili ( non sto scrivendo di farloccate auto-assunte ) il riconoscimento era ed è una licenza d'uso , come quella per il porto d'armi , o il tesserino per la racconta di funghi.
Per favore :) non stracciatevi le vesti ...

Gioacchino Quadri di Cardano cita “- Le Aristocrazie Cittadine - L’Aristocrazia cittadina dopo l’unità nazionale-” cita Carmelo Arnone ( rivista araldica 1947 ) , secondo il quale “ vennero riconosciute duecentoundici nobiltà civiche ma sarebbero esistiti altri novantasei patriziati che non furono riconosciuti dalla Consulta Araldica vuoi per mancanza di chiare fonti d’archivio vuoi per lo scarso interesse delle Commissioni regionali ”,
inoltre , come non concordare con lo stesso autore quando ci ricorda che

“ almeno fino alla pubblicazione in via definitiva degli elenchi nobiliari regionali ( ma anche successivamente ),la continuata attribuzione di titoli e trattamenti nobiliari anche negli atti pubblici, dovette far sembrare poco appetibile l’idea di dover perder tempo a raccogliere documenti per ottenere ciò che di fatto già si aveva , ossia il possesso pubblico e pacifico di uno status particolare , ancorché solo onorifico”.


Fine off topic !
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 16 marzo 2015, 19:03

Una correzione necessaria: che io sappia Napoleone non era borghese ma nobile, altrimenti non sarebbe potuto, durante il Regno di Francia, entrare nell'Accademia e divenire Ufficiale. Certamente, visto il salto di qualità post - rivoluzione, lui stesso asseriva di essere l'autore della sua nobiltà(quella Sovrana, Imperiale!). Per quanto ne so quella di Signore(e anche di Vicesignore o Vidamo, Vicari) era una qualifica nobiliare, poi magari arrivava una ulteriore ambita promozione ad un titolo nobiliare; per esempio i nobili civici cremaschi Benzoni prima riconosciuti Signori di Crema poi promossi Conti di questa città(e di Pandino), sempre tenendo presente che le massime Autorità(e fontes honorum) a cui fare riferimento erano il Sacro Romano Imperatore(se ghibellini) ed il Pontefice Massimo(se guelfi).
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Delehaye » lunedì 16 marzo 2015, 19:21

Tilì ( ghghghggh) faccio pubblica ammenda delle mie ignorantate! ;) [bangin.gif]

al di la dei miei strafalcioni (mi cospargo il capo di cenere e mi ritengo imbottigliato! [sweatdrop.gif] ) ... il succo del discorso regge...
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda bardo » lunedì 16 marzo 2015, 19:24

Tilius ha scritto:PS: Antonio e Francesco degli Atti come erano imparentati con la Isotta? Fratello e babbo?


Precisamente. Da Francesco degli Atti e Isotta del capitano Antonio da Meldola nacquero Ginevra, Atto, Antonio (sposato a Caterina del conte Luigi di Montevecchio), Ludovico ed Isotta. ;)
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda antonio33 » martedì 17 marzo 2015, 11:53

GENS VALERIA ha scritto:
antonio33 ha scritto:Nobili di fatto o di diritto? Oppure, invece... se e da quando?


Di fatto, Antonio, ( non di diritto ) o per chi lo preferisce funzionale ( non giuridica ). Comunque ho l'impressione di discutere sul sesso degli angeli.


A mio modo di vedere, possiamo affrontare l'argomento in due modi: il primo è quello storico e il secondo è quello logico.

Per essere nobili (non detti nobili...) bisogna che esista un documento che provi la nobiltà. Questo documento può essere finito nel dimenticatoio della storia e non essere più reperibile. Dato che una è nato e vive anche se è andato perduto il suo certificato di nascita, direi che è indiscutibile che, anche nel caso non ci sia traccia dei documenti smarriti, pur sempre di nobiltà si tratti.

Invece un vicario ha un incarico in cui un autorità gli delega (temporaneamente) i suoi poteri. Un vicario non è nobile: è in pratica un funzionario, uno che esegue ed applica ma non ha le prerogative della nobiltà. Solo qualora si appropri delle prerogative di cui sopra, cioè si sganci dal potere del delegante e si renda indipendente, di fatto, ma solo di fatto, può dirsi nobile.

Per quanto riguarda i Malatesti, inoltre, mi sentirei di sostenere che furono detti signori di Rimini...

...ma è solo la mia opinione. [angel]

Saluto tutti.

Antonio
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 17 marzo 2015, 12:39

antonio33 ha scritto:[
Per quanto riguarda i Malatesti, inoltre, mi sentirei di sostenere che furono detti signori di Rimini...

...ma è solo la mia opinione.


Se fossero vissuti nel secoli XIX XX XXI li chiameremmo dittatori ( vedi attuale dinastia nord-coreana ) , all' epoca la famiglia gestiva il potere assoluto su persone e cose per generazioni, non soggetto ad autorità feudale , ed era considerato tale dai potenti e dai nobili coevi, era di fatto, nobile anche se non ci furono o non risultano lettere patento da parte di F.H.

At salut !
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