Nobiltà Malatesta

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: "More nobilium"

Messaggioda antonio33 » domenica 15 marzo 2015, 19:57

Messanensis ha scritto:I Montefeltro avevano il titolo di conti... I Malatesta quello di signori. Erano nobili entrambi.


Qui si cita la Treccani, e io mi adeguo, trattando così del noto messer Malatesta:

L'inaspettata sottomissione di Guido da Montefeltro alla Chiesa scardinò i tradizionali equilibri, inducendo il M. a una nuova azione eversiva. Nel dicembre 1295, approfittando della momentanea assenza del legato apostolico, il M. riuscì a imporre definitivamente il proprio dominio su Rimini, inaugurando, de facto, la signoria malatestiana su tale centro e ottenendo nel 1303, con la nuova redazione statutaria, il titolo di "difensore del bene pubblico e della città".
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Messanensis » domenica 15 marzo 2015, 21:24

Con ciò?
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Messanensis » domenica 15 marzo 2015, 22:55

Ancor prima che i Malatesta prendessero la signoria di Rimini, Malatesta della Penna fu podestà di Pistoia nel 1228 e podestà di Rimini nel 1239: la carica di podestà richiedeva lo status nobiliare, come previsto dagli statuti delle città dell'Italia centrale e settentrionale del tempo. Lo stesso Malatesta in un atto del 1230 è qualificato Dominus.

Forse una signoria conquistata con la legittimazione popolare o con la forza bruta non Le sembra una cosa che possa valere la nobiltà di chi la detiene perchè priva di una legittimazione che viene dall'alto (io non la penso così); in ogni caso, in virtù della successiva concessione del vicariato, il potere giuridico delle signorie ebbe la sua fonte dall'autorità del Papa, il quale consacrò la legittimità dei pieni e supremi poteri di governo e di giurisdizione.

Il fatto che i Malatesta non vantassero titoli nobiliari come Duca o Conte non significa che non possedessero lo status nobiliare.
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda antonio33 » domenica 15 marzo 2015, 23:08

Premesso che la discussione è molto interessante e che non c'è da parte mia alcuna presunzione di aver ragione per forza, mi sembrerebbe di poter affermare che un titolo nobiliare, di qualsiasi periodo noi si tratti, necessiti di una pezza giustificativa o di una consuetudine che sia consolidata.
Ebbene, sia "difensore del bene pubblico e della città", sia il messere o signor Malatesta, mi fanno dubitare che l'esser vicario, anche se ad ogni effetto, possa intendersi equivalente a un titolo nobiliare. Condivido che i Malatesti furono quella famiglia che a lungo, quasi sempre come vicari, ebbe il potere a Rimini e altrove, ma, in realtà, il loro titolo (la loro funzione e il loro incarico) fu quello di vicari. E non lo direi un titolo nobiliare. Messanensis dice: comunque furono signori di Rimini, e quindi nobili...
Propongo una tregua, un patto di non belligeranza (sto scherzando :D [jump.gif] ), in attesa che si pronunci l'esperto riminese.
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Messanensis » lunedì 16 marzo 2015, 0:55

Malatesta della Penna fu eletto podestà perchè era nobile; ed era nobile perchè era considerato tale da chi lo elesse.
Come vede non sempre per essere nobile c'è bisogno di un privilegio con il quale il Re ti concede un titolo nobiliare.

Il titolo dei Malatesta era quello di "signore", legittimato anche dal Papa con la concessione del vicariato.
Se per Lei essere "signori" nell'età delle signorie non è una distinzione nobiliare, mi dimetto.
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 16 marzo 2015, 1:02

Comunque anche questa storia ci insegna che la nobiltà era indipendente dal titolo.
La famiglia Malatesta che è senza dubbio la più nobile di Romagna .. non ha un titolo nobiliare! ;)
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 16 marzo 2015, 1:17

Ma deteneva il potere ed il controllo di interi territori in un epoca in cui chi gestiva la res pubblica era nobile, quindi è normale che un Signore di un territorio, anche se autonominato e autoconquistato, fosse riconosciuto dalla società come nobile e non gli servisse un brevetto di un sovrano (era lui stesso "sovrano" del suo territorio). E comunque il titolo c'era: Signore (inteso come "padrone", "dominus", "proprietario": cosa si voleva di più? [sweatdrop.gif] )
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Messanensis » lunedì 16 marzo 2015, 1:32

Il titolo di duca o di conte.... [dev.gif]
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Tilius » lunedì 16 marzo 2015, 8:44

antonio33 ha scritto:Premesso che la discussione è molto interessante e che non c'è da parte mia alcuna presunzione di aver ragione per forza, mi sembrerebbe di poter affermare che un titolo nobiliare, di qualsiasi periodo noi si tratti, necessiti di una pezza giustificativa o di una consuetudine che sia consolidata.
Ebbene, sia "difensore del bene pubblico e della città", sia il messere o signor Malatesta, mi fanno dubitare che l'esser vicario, anche se ad ogni effetto, possa intendersi equivalente a un titolo nobiliare. Condivido che i Malatesti furono quella famiglia che a lungo, quasi sempre come vicari, ebbe il potere a Rimini e altrove, ma, in realtà, il loro titolo (la loro funzione e il loro incarico) fu quello di vicari. E non lo direi un titolo nobiliare. Messanensis dice: comunque furono signori di Rimini, e quindi nobili...
Propongo una tregua, un patto di non belligeranza (sto scherzando :D [jump.gif] ), in attesa che si pronunci l'esperto riminese.

Caro Antonio,
seguendo il tuo ragionamento, i Medici sarebbero da considerare plebei (pardon, non nobili) insino al 1532 (Alessandro de' Medici creato Duca di Firenze... chi glielo dice a Enrico II di Francia che si é sposato una plebea - pardon, una non nobile? Leone X e Clemente VII venivano da una famiglia non nobile?),
così come i Gonzaga sarebbero da considerare non nobili insino al 1433 (Gian Francesco creato primo Marchese di Mantova),
ovvero gli Este furono non nobili insino al 1471 (Borso creato Duca di Ferrara - inizialmente oltretutto mi sembra - magari ricordo male - a titolo personale e/o senza predicato specifico... vabbé che avevano anche Modena e Reggio, titolo di pochi anni prima, e forse qualche altro titoluccio di ascendenza medievale...) ?

Rimango io pure in attesa del parere di bardo, autorità massima in ambito riminese (e non solo). ;)
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 16 marzo 2015, 9:32

T.G.Cravarezza ha scritto:Ma deteneva il potere ed il controllo di interi territori in un epoca in cui chi gestiva la res pubblica era nobile, quindi è normale che un Signore di un territorio, anche se autonominato e autoconquistato, fosse riconosciuto dalla società come nobile e non gli servisse un brevetto di un sovrano (era lui stesso "sovrano" del suo territorio). E comunque il titolo c'era: Signore (inteso come "padrone", "dominus", "proprietario": cosa si voleva di più? [sweatdrop.gif] )


Io credo che si possa affermare che il brevetto comincia ad essere necessario dalla prima età moderna mentre prima, nel medioevo, non se ne sentiva l'esigenza.
Tilius ha detto dei Medici a Firenze che parimenti fino al 1532 non avevano brevetti.
Sempre rimanendo nella città gigliata si potrebbero citare moltissime famiglie nobilissime come i Donati o i Cerchi che non avevano titoli particolari, almeno mi sembra.
Oltre i Gonzaga e gli Este titolati nel Quattrocento anche i Montefeltro ottennero il titolo ducale solo nel 1443 e cronologicamente siamo alla fine del medioevo.

Ancora una volta dunque occorre distinguere tra nobiltà e titolo.
Vorrei aggiungere inoltre che il titolo è poco significativo per fare delle considerazioni sulla nobiltà di una famiglia.
Al tempo del regno d'Italia valeva di più un titolo di principe dato a fine Ottocento o un titolo di conte dato nel Duecento?
Dato che la nobiltà è la storia di una famiglia, a questa occorre guardare per fare tutte le considerazioni del caso..
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Delehaye » lunedì 16 marzo 2015, 11:04

Da: Antonio Montanari, "L'Europa dei Malatesti", Rimini, 2011, link: http://digilander.libero.it/riministori ... europa.doc

"All’epoca di Ottone I, scendendo verso i nostri territori, si rimanda per l’arrivo di Malatestino Malatesta I a Verucchio come «primo seggio» concessogli dallo stesso imperatore, «allorché venne questa famiglia con lui dalla Germania». Quindi siamo ante 973, anno della scomparsa di Ottone I. Diversa datazione, il 983, leggiamo in Pietro Maria Amiani. Al 997 rinvia Carlo Sigonio nelle sue storie del Regno d’Italia, scrivendo che in quell’aprile a Ravenna l’imperatore (Ottone III, 980-1002) nominò dei marchesi ed onorò, con la concessione di alcuni feudi in Romagna, un tal Malatesta che taluni definiscono «il Tedesco» («Germanum nonnulli fuisse perhibent»): da lui «nobilis Malatestarum familia in hunc usque diem est in ea provincia propagata». La raffinatezza linguistica di Sigonio ci obbliga a segnalare che egli scrive «Malamtestam quendam […] feudis aliquot in Romaniola honestavit». Nell’accusativo doppio di quel nome composto («Malamtestam» e non semplicemente «Malatestam»), incontriamo traccia di un aspetto su cui ritorneremo. (Non tralasciamo fonti contemporanee. Francesco Vitali osserva che «l’agire politico di Ottone III istituisce una chiara dipendenza della penisola dalle risoluzioni imperiali».)
Al 1002 si fa risalire la nomina di un Malatesta quale vicario imperiale di Ottone III per Rimini. Ottone III (detto dai contemporanei «Mirabilia Mundi») scompare proprio in quell’anno, il 24 gennaio. Sulle fonti di questa notizia ritorniamo tra qualche riga. Il 1004 è invece citato in uno stemma marmoreo «rinvenuto fra le ruine del palazzo Malatestiano» di Pennabilli, ed in documento pubblicato nel 1617 dallo storico riminese Cesare Clementini. Si tratta di un contratto con gli «operai addetti alla costruzione della Rocca del Roccione». Queste fonti dunque sostengono che i Malatesti vengono dalla Germania con gli Ottoni, fanno fortuna tra Verucchio e Pennabili (prima nell’una o nell’altra località?), ed infine diventano vicari imperiali a Rimini all’inizio del sec. XI."


Messanensis ha scritto:Malatesta della Penna fu eletto podestà perchè era nobile; ed era nobile perchè era considerato tale da chi lo elesse.
Come vede non sempre per essere nobile c'è bisogno di un privilegio con il quale il Re ti concede un titolo nobiliare.
Il titolo dei Malatesta era quello di "signore", legittimato anche dal Papa con la concessione del vicariato.

Non dimentichiamoci, poi, che Malatesta I della Penna (*1183 +1248) nel 1226 fu creato Cavaliere dall'Imperatore Federico II di Svevia.
Solo successivamente diventa: Podestà di Cervia (1230), di Pistoia (1233) e di Rimini (1239-1247).
Ultima modifica di Delehaye il lunedì 16 marzo 2015, 12:44, modificato 3 volte in totale.
"Venne anche preso lo stendardo da battaglia (guðfani), che chiamavano "Corvo"."
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda antonio33 » lunedì 16 marzo 2015, 11:19

Messanensis ha scritto:.
Se per Lei essere "signori" nell'età delle signorie non è una distinzione nobiliare, mi dimetto.


Guardi, mi creda, qualora anche se, per assurdo, io dovessi aver ragione, La pregherei di rimanere qual nostro graditissimo moderatore... :D

A parte gli scherzi, un mio amico dice che, se al tempo dei Malatesti, qualcuno a Rimini avesse osato definirli plebei, di certo non avrebbe fatto una gran bella fine.

Insomma, il quesito sarebbe: i vicari furono nobili o solo considerati tali? E, dato che qui si fa riferimento a storia e date, in qual momento un tizio, o una famiglia, senza alcuna patente certa (per consuetudine) da plebeo si sarebbe trasformato in nobile, o da vicario in signore?
Comunque sia, io continuo a ritenere che il "titolo" di vicario escluda, di fatto, il "non titolo" di signore di... Più che di una concessione lo definirei una delega.

Saluto tutti.
Antonio
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 16 marzo 2015, 11:27

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
(...) Ancora una volta dunque occorre distinguere tra nobiltà e titolo.
Vorrei aggiungere inoltre che il titolo è poco significativo per fare delle considerazioni sulla nobiltà di una famiglia.

Scrivi una verità.
A Firenze per nobili non si intendevano la classe dominante ma i Magnati che vivevano in campagna ai margini del potere , eppure erano le famiglie che si alternavano alla magistratura civica che detenevano in esclusiva il potere ... nobiliare .
A Genova per secoli erano i Populares che detenevano il potere e rappresentavano l'autentica nobiltà dell'epoca , emarginando i Nobiles.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda Tilius » lunedì 16 marzo 2015, 11:30

antonio33 ha scritto:Comunque sia, io continuo a ritenere che il "titolo" di vicario escluda, di fatto, il "non titolo" di signore di... Più che di una concessione lo definirei una delega.

Molte signorie italiane (e relative famiglie) furono prive (per lungo tempo o in toto) persino di una tale delega vicariale.
Tutti non nobili?
Non so... a me sembra un valore aggiunto, anziché detrimento. [confused.gif]
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Re: Nobiltà Malatesta

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 16 marzo 2015, 12:22

Mah ! A loro modo tutti gli intervenuti hanno ragione.
I Malatesti detennero saldamente il potere legislativo , esecutivo e giudiziario per più generazioni, da uomini liberi, quindi all'epoca erano nobili di fatto .
Mancando l'investitura e/o concessione di titolo da parte di un Fons Honorum , ma delega Vicariale non possiamo considerarli completamente nobili di diritto. anche se , alfine, un riconoscimento ci fu.
Se consideriamo le tre classi nella quale veniva, ancora all'epoca suddivisa la società ( orantes/ pugnantes/ laborantes ) i Malatesta appartenevano alla seconda ovvero coloro che con l'uso della forza esercitavano il potere : certamente "nobili" in senso generale .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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