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nicolad72 ha scritto:Il diritto canonico è grazie a Dio libero da certe rigidità burocratico-bollari. Invero anche il diritto nostrano nelle università viene insegnato così. .. poi sono i burocrati più attenti alle loro terga che alla corretta lettura della norma che stravolgono il senso della stessa... e gli effetti son sotto gli occhi di tutti.
please non cadiamo anche qua nella medesima eresia e leviamoci il paraocchi della forma fine a se stessa.
Tom il tuo esempio non è calzante.
Il ricondurre tutto anche ordinamenti passati a strutture giuridiche successive e come se uno volesse prendere un abito indossato da una modella semi-anoressica e pretendesse che fosse indossato da una della stazza di Sora Lella...
che laddove il codice abbia eliminato delle categorie presenti nel passato (o semplicemente non le prenda più in considerazione viste le minime dimensioni del fenomeno come nel caso dell'ambito delle Religioni cavalleresche che si limitano essenzialmente a 1 unità) sarà comunque diritto e dovere di quell'ente stabilire dei rapporti con la Santa Sede e le competenti Congregazioni per mantenere attuale e riconosciuto il suo status con, ovviamente, lo stabilirsi di comune accordo precisi provvedimenti che produrranno diritti/doveri da ambo le parti. Questo è quello che ha fatto lo SMOM con le lettere del Gran Maestro Chigi Albani in cui ha richiesto, nel 1951 (quindi anche prima del nuovo CJC), alla Santa Sede di stabilire una precisa valutazione sulle caratteristiche di "sovranità" e di "religiosità" dell'Ordine e che hanno poi, tramite le famose commissioni seguenti e l'approvazione della nuova carta costituzionale e del nuovo codice, garantito il riconoscimento della Santa Sede, per quanto appunto sui generis e con provvedimenti specifici che non seguono le norme del CJC (che per altro, per lo SMOM, non esisterebbero).T.G.Cravarezza ha scritto: ho precisato nel mio prolisso interventoche laddove il codice abbia eliminato delle categorie presenti nel passato (o semplicemente non le prenda più in considerazione viste le minime dimensioni del fenomeno come nel caso dell'ambito delle Religioni cavalleresche che si limitano essenzialmente a 1 unità) sarà comunque diritto e dovere di quell'ente stabilire dei rapporti con la Santa Sede e le competenti Congregazioni per mantenere attuale e riconosciuto il suo status con, ovviamente, lo stabilirsi di comune accordo precisi provvedimenti che produrranno diritti/doveri da ambo le parti.
T.G.Cravarezza ha scritto: Questo è quello che ha fatto lo SMOM con le lettere del Gran Maestro Chigi Albani in cui ha richiesto, nel 1951 (quindi anche prima del nuovo CJC), alla Santa Sede di stabilire una precisa valutazione sulle caratteristiche di "sovranità" e di "religiosità" dell'Ordine e che hanno poi, tramite le famose commissioni seguenti e l'approvazione della nuova carta costituzionale e del nuovo codice, garantito il riconoscimento della Santa Sede, per quanto appunto sui generis e con provvedimenti specifici che non seguono le norme del CJC (che per altro, per lo SMOM, non esisterebbero).

nicolad72 ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto: ho precisato nel mio prolisso interventoche laddove il codice abbia eliminato delle categorie presenti nel passato (o semplicemente non le prenda più in considerazione viste le minime dimensioni del fenomeno come nel caso dell'ambito delle Religioni cavalleresche che si limitano essenzialmente a 1 unità) sarà comunque diritto e dovere di quell'ente stabilire dei rapporti con la Santa Sede e le competenti Congregazioni per mantenere attuale e riconosciuto il suo status con, ovviamente, lo stabilirsi di comune accordo precisi provvedimenti che produrranno diritti/doveri da ambo le parti.
Qual'è la norma canonica che stabilisce questo dovere... perché giuridicamente parlando è un abominio
nicolad72 ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto: Questo è quello che ha fatto lo SMOM con le lettere del Gran Maestro Chigi Albani in cui ha richiesto, nel 1951 (quindi anche prima del nuovo CJC), alla Santa Sede di stabilire una precisa valutazione sulle caratteristiche di "sovranità" e di "religiosità" dell'Ordine e che hanno poi, tramite le famose commissioni seguenti e l'approvazione della nuova carta costituzionale e del nuovo codice, garantito il riconoscimento della Santa Sede, per quanto appunto sui generis e con provvedimenti specifici che non seguono le norme del CJC (che per altro, per lo SMOM, non esisterebbero).
Nel 1951 la situazione era ben differente e la richiesta non trova il suo fondamento in quanto da te asserito o nella ragione di questa discussione, ma in una diatriba ben nota e sfociata nel noto chirografo del 10 dicembre 1951 e risolta definitivamente con la sentenza del tribunale cardinalizio (istituito con il famoso chirografo) del 24 gennaio 1953 che ha chiarito la natura dello smom come ordine sovrano, come ordine religioso e in ordine a ciascuna di queste due nature coesistenti in un unica entità le relazioni con la Santa Sede.

nicolad72 ha scritto:Tom... ma cosa scrivi?
Non riesco a trovare né un senso né pertinenza nei tuoi assunti!



nicolad72 ha scritto:Per quanto riguarda gli ordini dinastici fondati e disciplinati da atti emanati dalla suprema autorità della Chiesa esiste il trattato di marini-dettina... che vedo ostinate a non consultare preferendo elucubrare...
nicolad72 ha scritto:Gli unici ordini che oggi possono vantare un collegamento con la Santa Sede sono il Santo Stefano papa e il Costantiniano di San Giorgio...
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