MMT ha scritto:Aggiungo che per enetrare in un sodalizio cavalleresco, che prevede delle prove di nobiltà, nelle categorie riservate, queste non fanno riferimento solo alla mera patente di nobiltà, che vi sia stata la concessione, ma soprattutto al periodo che intercorre tra di essa e il petente (ad es. 100 anni). Per cui, anche facendo finta (perché la fons honorum è in capo ha chi effettivamente ha regnato e con la di lui morte si estingue se la dinastia non torna sul trono, questo è pacifico) che un titolo concesso dall'erede dei Bonaparte comporti una concessione di nobiltà vera e propria (io non lo credo) non vi sarà il tempo prescritto necessario per accedere nella categoria nobiliare che prevede ad es. la nobiltà pluricentenale paterna. Ed in effetti vi sono casi di cavalieri il cui avo diretto è stato creato nobile che però non rientrano nelle categorie "nobili" perchè magari la concessione ex novo del titolo è degli anni '40.
Per concludere richiamando gli altri interventi:
a) l'erede Bonaparte non avendo lui stesso mai regnato non è titolare di fons honorum, che non è ereditaria ma si acquista con l'effettivo governo su un regno.
b) pertanto l'eventuale titolo concesso non ha rilevanza alcuna nè crea nobiltà
c) per lo stesso motivo anche la "promessa di nobiltà" non è costitutiva di nobiltà e, essendo realisti (se mi si passa il gioco di parole), dubito che al giorno d'oggi tale promessa possa esser mantenuta.
d) i titoli propri, appartenenti alla propria famiglia, vengono disposti dai capi della famiglia e "concessi" ai principini; tuttavia c'è da rammentare che di norma tali concessioni erano fatte con un atto autoritativo, erano a tutti gli effetti delle concessioni nobiliari, e difatti basta allungare gli occhi ai regnanti d'oggi per vedere che concedono i titoli ai propri figli, nipoti ecc. Anche per dare anticipazione ad un titolo e alinarlo all'interno della stessa famiglia (si veda il caso di Casa Colonna) serviva l'autorizzazione sovrana. Per cui questi titoli a mio avviso rientrano nell'ambito della "cortesia", come del resto, se vogliamo, tutta la materia!
Sono d'accordo , tuttavia devo osservare che il riconoscimento di nobiltà generosa ultracentenaria non è appannaggio di tutti gli Ordini con categorie tradizionalmente nobiliari , alcuni sono meno "restrittivi" pur richiedendo serissime prove nobiliari.


