Franz Joseph von Trotta ha scritto:Gentili Colleghi, trovo le vs. note sullo stemma di Gubbio interessanti perché osservando gli esemplari esposti vedo la figura del monte che si mantiene nel corso del tempo nella bella forma arcaica che non si modifica cioé in quella classica tipologia che, io ritengo un po' erronenamente, viene definita "all'italiana".
Perdona il vecchio frate, ma... perchè dici erroneamente, visto che si tratta di quei cilindretti dalla sommità emisferica che sono innegabile caratteristica della nostra araldica italiana?
Come osservavo in altro topic tale forma è piu tipica delle regioni centro meridionali dove nasce e si impone
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...francamente, di tutte le forme che i monti assumono negli ormai radi stemmi superstiti del periodo XIII÷XIV secolo nel Centro e nel Sud del nostro Paese, quella cosiddetta alla tedesca è la più sporadica e rara. Numerosi sono quelli all'italiana (quasi tutti affiancati, anzichè essere disposti a piramide) e ancor più quelli tendenti al naturale...
che di quelle settentrionali ove più a lungo si mantengono invece modelli identici al dreiberg d'oltralpe che, ove conservatisi, vengono soppiantati "d'ufficio" da riconoscinmenti non troppo "filologici" - mi si passi il termine- d'epoca moderna.
...il dreiberg e il sechsberg (scusa la grafiaforse inesatta) risultano già su stemmi di area germanofona fin dal medesimo arco temporale...
Volevo chiederVi se nei modelli più recenti di questo stemma, compresi quelli miniati nelle lettere patenti, la forma arcaica del monte è mantenuta o se il "panettone longilineo" del monte all'italiana alla fine si impone.
Un caro saluto,
FJVT
Che il vecchio frate sappia, Gubbio fa uso del monte alla tedesca senza alterazioni e fino ad oggi.
Unico altro esempio (noto al medesimo frate) di analogo monte sopravvissuto a lungo nell'Italia non settentrionale è quello della famiglia calabrese dei Toraldo.
Bene

si arriva in cielo

