Salve
Palazzo Poli – Giovanni Pannini 18°sec.

"Lo storico palazzo Poli fu acquistato nel 1978 dallo Stato, esercitando il diritto di prelazione, dall’Istituto di San Paolo di Torino, proprio per unificare, anche negli spazi, la Calcografia Nazionale e il Gabinetto Nazionale delle Stampe. Il palazzo Poli, su cui poggia la costruzione della Fontana di Trevi, è il risultato di diverse fasi costruttive.
Il nucleo più antico, con fronte su piazza di Ceri, terminato nei primi anni del XVII secolo, fu commissionato dal duca di Ceri, che nel 1566 aveva acquistato il palazzo Del Monte ubicato in quell’area. L’incarico di costruire il nuovo edificio, inglobando anche proprietà vicine, fu dato all’architetto Martino Longhi, il vecchio e, alla sua morte, a Ottaviano Mascherino.
Dopo ulteriori ingrandimenti effettuati dalla famiglia Borromeo, eredi della proprietà Ceri, il palazzo fu acquistato nel 1678 da Lucrezia Colonna, poi sposa di Giuseppe Lotario Conti, duca di Poli, da cui il nome del palazzo. A lui, fratello del papa Innocenzo XIII, infatti, si devono altri importanti ampliamenti e l’acquisto degli edifici adiacenti al suo palazzo con fronti sulla piazza di Trevi: il palazzetto già Schiavo dei Carpegna e la casa dell’Arte della Lana, già Vitelleschi.
Stefano Conti, figlio di Giuseppe Lotario, compì i lavori di ristrutturazione delle nuove parti inglobate, estendendo il palazzo ai definitivi confini, fino alla piazza di Trevi, fra il 1728 e il 1730, poco prima dell’inizio dei lavori per la nuova fontana del Salvi, nel 1732.
Nel 1808, alla morte di Michelangelo Conti, senza figli, il palazzo passò alla nipote Geltrude, sposa di Francesco Sforza Cesarini, il quale già nel 1812 lo vendette a Luigi Boncompagni Ludovisi. Dopo poco più di 70 anni, la proprietà fu venduta ai costruttori Belloni, Basevi e Vitali, che stravolsero la parte più antica dell’antico palazzo Ceri, già parzialmente distrutta per i lavori di via del Tritone.
Nel 1888 il Comune di Roma espropriò la porzione ancora integra del palazzo Poli per salvaguardare la fontana e l’edificio fu destinato ad ospitare uffici, inizialmente della Sezione del Tribunale Civile, poi dalla Provincia fu affittato per gli uffici degli Ispettori Catastali. Nel 1939 l’edificio fu ceduto a privati come pagamento per la costruzione, per conto del Governatorato, di nuovi uffici sulla via del Mare.
Le mura di questo palazzo ospitarono nel corso dell’800 diversi inquilini illustri, fra i quali si ricordano artisti e letterati: Francesco Manno, Peter Cornelius, Joseph Severn, Gioacchino Belli.
La principessa Zenaide Wolkonski vi abitò dal 1834 e il suo esclusivo salotto era frequentato da Belli e Gogol. L’edificio fu sede di logge massoniche, del consolato inglese e, dal 1857 al 1885, del Collegio Poli, nota scuola francese (frequentata anche da Trilussa) che si trovava al primo piano dell’ala demolita e che dovette quindi trasferirsi nell’attuale sede fra via San Sebastianello e via Alibert, con la nuova denominazione di Istituto San Giuseppe.
Con il trasferimento delle collezioni del Gabinetto delle Stampe avvenuto nel 2008 si è completata la rinascita del palazzo della Fontana di Trevi, quale importante centro culturale."
E' possibile che le carte Conti si trovino nel fondo Sforza Cesarini depositato all'Archivio di Stato di Roma nel 1992.
il titolo di
Duca di Segni appartiene agli Sforza Cesarini oltre a Principe di Genzano, Duca di Civitalavinia, Duca di Ginestra, Duca di Torricella, Marchese di Ardea, Marchese di Civitanova, Marchese di Frasso, Signore di Montecosaro, Signore di Stipe (mpr), Elenco Romano; Marchese di Varzi e Menconico Cella, Conte di Santa Fiora (mpr), Elenco piacentino.
d.m 28/08/1913 a Lorenzo di Francesco. LO XIII, 34
Fonte:
Riconoscimenti di predicati e titoli nobiliari, Walter Pagnotta, Roma, 1997.
Sui
Conti di Segni potrebbe essere interessante leggere il PDF,
Della_Famiglia_Sforza, al capitolo dedicato. "Della famiglia Conti di Segni" scaricabile qui:
http://books.google.it/books/download/D ... tput%3DpdfUlteriori discussioni furono già aperte:
viewtopic.php?t=3420 e qui:
viewtopic.php?t=2924
Giorgio Carpaneto,
I Palazzi di Roma, Roma, Newton & Compton, 2004
Altri testi:
I Palazzi storici di Roma, Claudio Rendina, Newton & Compton
I Palazzi di Roma, Stendhal
I Palazzi di Roma, di Giorgio Torselli
I palazzi di Roma, di Fabio Benzi
I Palazzi di Roma, di Luigi Callari 1944
Saluti