Il "di" prima del cognome

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 28 novembre 2014, 12:57

Non è questione che qualcuno ha sbagliato.
Sergio ha avuto la sua esperienza e parla in base a quella.
Per quella che è la mia esperienza anche mi è sembrato che l'uso dei programmi di anagrafe comunale non consenta il minuscolo.
Non siamo però esperti e in questo occorrerebbe sentire qualcuno che lavora in un comune.
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Messaggioda Giovanniello » venerdì 28 novembre 2014, 13:09

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Ultima modifica di Giovanniello il lunedì 15 dicembre 2014, 17:19, modificato 2 volte in totale.
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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 28 novembre 2014, 14:29

Ho dimostrato che in Liguria i documenti ufficiali sono redatti in maiuscolo e pare che in Lazio sia lo stesso , evidentemente in Campania sono diversamente attrezzati dove avrei sbagliato ?

Chiudo qui questa discussione per evitare degenerazioni.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 5 dicembre 2014, 21:49

Riapro il topic riportando l'apporto autorevole dell'amico e collega Guido5 che riconduce la discussione su una posizione più concreta e scientifica .


Devo ricordare anzitutto che non è scritto da nessuna parte che il “de” sia sempre indice di nobiltà, anzi: a Malta indicava gli schiavi (de Camilleri erano cioè gli schiavi dei Camilleri).
Altra constatazione: prima parola di un testo o di un capoverso non c’è nobiltà che tenga: la maiuscola diventa d’obbligo. Anche se più che brutta non diventa dunque insensata l’abitudine degli italoamericani di unire preposizione e cognome: Distefano, Derossi, con l’iniziale invariabilmente maiuscola. D’altra parte che differenza c’è fra un Di Pietro e un Petri se non che il primo cognome deriva da un atto scritto in italiano e il secondo da uno in latino?
Per concludere: secondo il mio personalissimo parere quelle due lettere, “di” oppure “de” (e le loro forme articolate, che comprendono il de’), se restano una preposizione ne seguono le regole, con il difetto della variabilità dell’iniziale e vanno omesse nell’ordine alfabetico (e lo dovrebbero essere anche nel codice fiscale ma non è così). Se vengono “cognomizzate”, se cioè fanno parte integrante del cognome, diventano maiuscole come tutti i nomi propri.
Certo è che una regola andrebbe trovata: l’informatizzazione sta cambiando molte cose. E’ ben vero che ancora quarant’anni fa la maggior parte degli elaboratori elettronici aveva le “catene di stampa” con solo maiuscole o solo minuscole, ma già cinque anni dopo le cose sono cambiate. Nei fatti tuttavia è un problema di programmi (e programmatori) più o meno intelligenti e di immissione di dati in modo più o meno corretto.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 5 dicembre 2014, 22:42

Effettivamente il problema, sembra, sia la totale assenza di una norma nazionale specifica.
I casi potrebbero essere:

    Particelle in maiuscolo qualsiasi origine abbiano: Di Rovasenda

    Particelle attinenti a predicati nobiliari in minuscolo: di Rovasenda. In questo caso però bisogna stabilire chi ne ha diritto (a quale legislazione ci si rifà) e anche se la particella deve essere considerata parte integrante del cognome che quindi sarà "di Rovasenda" o appunto particella e quindi il cognome, in un database, sarà "Rovasenda, di".

    Eliminazione delle particelle: "Rovasenda".

    Unione delle particelle: Dirovasenda.

Personalmente sono indeciso se parteggiare per l'eliminazione della particella o per la sua maiuscolizzazione [sweatdrop.gif] .
Sarebbe utile capire se esiste una norma statale o anagrafica locale a riguardo, perché ritengo assurdo che tutto si basi sul caso del singolo ufficio.
Ad ogni modo ritengo che già in passato non ci fosse una regola molto precisa e il tutto fosse molto dipendente dal parroco o dipendente dell'anagrafe o notaio che per "x" motivi una volta segnavano in un modo, una volta in un altro. Pertanto sarebbe auspicabile che nel 2014, grazie anche ai moderni mezzi, si possa raggiungere una standardizzazione a riguardo: se la minuscola ha un suo valore e significato storico, allora deve essere tutelata (ma la vedo molto dura da dimostrare), altrimenti se il tutto è dato dal caso, allora è meglio trovare una soluzione adeguata (tutto maiuscolo, eliminazione della particella, unificazione al cognome).
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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda Guido5 » venerdì 5 dicembre 2014, 23:39

Cari amici,
aggiungo qualcosa al parere che mi ha chiesto l’amico e collega “Gens Valeria” e a quanto ha scritto l’amico e collega Cravarezza. Ho parlato infatti con la Direzione centrale dei servizi demografici del Ministero dell'Interno e mi è stato confermato che in fatto di maiuscole e minuscole una norma di legge non esiste. Normalmente il Ministero respinge tutte le richieste di variazione in minuscola a meno che non si riesca a dimostrare l'esistenza di un errore materiale di trascrizione dagli atti anagrafici.
Teniamo conto inoltre che un predicato presupporrebbe sempre un soggetto, nel caso nostro un cognome. Ecco allora due esempi difformi sui quali riflettere: mons. Enrico dal Covolo e prof. Giuseppe Dalla Torre Del Tempio di Sanguinetto, per i quali ho sottolineato i toponimi. Sono entrambi nel sito della Pontificia Università Lateranense ma posso confermare che si tratta delle grafie "ufficiali".

Ciao a tutti!
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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 6 dicembre 2014, 2:28

Carissimi, sì un mio amico ufficiale di stato civile e di anagrafe(lo ho già citato nel nostro forum) mi ha ribadito quanto dettoci da Guido, cercano di rispettare la forma storica del cognome ed eventuali cambiamenti(salva la dimostrazione di avvenuti errori ed omissioni) vanno giustificati. Per esempio se uno si chiama d'Amico o D'Amico, di Maria o Di Maria(cognomi diversi, uno inizia per M. l'altro per D.) ha diritto a conservare la forma corretta del proprio cognome, se uno si chiama Nicolis di Robilant di cognome da sempre ha diritto di conservare tele cognome. Credo proprio che su questo non ci piova. Nel privato ed anche nella firma ufficiale leggibile il ripetuto anagrafista mi dice che ognuno può firmarsi come vuole(non in stampatello,comunque) iniziali maiuscole particella in minuscolo tutto in minuscolo: nella mia famiglia, in Piemonte e poi nel Lazio, dal 1500 e fino a mio padre incluso hanno sempre firmato tutti e tutto(in tutti i documenti e qualsiasi atto) in minuscolo. Io, no! Ciao,
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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda Lasa pur dir » sabato 6 dicembre 2014, 2:53

Cari amici,
ho seguito la discussione con molto interesse, anche per questioni "personali" ma mi sembra sia sfuggita finora una considerazione di tipo "alfabetico".
Il maiuscolo o minuscolo della particella ANTEPOSTA nel cognome influenzano infatti, in maniera determinante l'ordinamento alfabetico.
Per quanto riguarda la mia esperienza di archivista nei secoli passati tutte le particelle erano in minuscolo, sia che i cognomi fossero nobiliari sia che non lo fossero, per intederci tanto "del Balzo" quanto "degli Incerti, e di conseguenza, negli elenchi alfabetici i "del Balzo" vanno ricercati alla lettera B gli altri alla I.
Se non ricordo male fu una disposizione degli anni '30 (forse in occasione del Censimento del 1931?) a disporre che le particelle venissero trascritte in maiuscolo (con la conseguenza che essendo diffusissimi nel nostro Paese i cognomi di derivazione patrominima abbiamo una lettera D ipertrofica).
Personalmente, per quanto riguarda la mia famiglia, tutti i miei antenati, dai catasti, dai registri di popolazione ai fogli di famiglia sono sempre collocati alla B, fino al mio bisnonno (nato nel 1905) che per tutta la vita firmò con la d minuscola, da mio nonno in poi siamo passati alla D. Io uso la minuscola, in aderenza alla tradizione.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. (o D.) B.

P. S. Mi permetto di aggiungere che in alcuni casi questo processo ha portato alla "caduta" della particella. Cito, ad esempio, il caso della famiglia originariamente "di Giovannantonio" successivamente contratto in "di Giannantonio" per poi fissarsi in "Giannantonio".
"Gridaro tucti insieme la città facciamo bella che nulla nello regame non se apparecchie ad ella" - Buccio di Ranallo.

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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 6 dicembre 2014, 9:45

Lasa pur dir ha scritto: ...Per quanto riguarda la mia esperienza di archivista nei secoli passati tutte le particelle erano in minuscolo, sia che i cognomi fossero nobiliari sia che non lo fossero, per intederci tanto "del Balzo" quanto "degli Incerti, e di conseguenza, negli elenchi alfabetici i "del Balzo" vanno ricercati alla lettera B gli altri alla I.
Se non ricordo male fu una disposizione degli anni '30 (forse in occasione del Censimento del 1931?) a disporre che le particelle venissero trascritte in maiuscolo (con la conseguenza che essendo diffusissimi nel nostro Paese i cognomi di derivazione patrominima abbiamo una lettera D ipertrofica)....


Questa affermazione rafforza la mia opinione di sempre.

GENS VALERIA ha scritto:Intendevo le particelle parte integrante di un cognome ( es. di Stefano , de Magistris , di Napoli ) non di in predicato nobiliare . Il carattere maiuscolo o minuscolo deriva da trascrizioni parrocchiali , spesso erano correttamente minuscole, con l'istituzione dell' anagrafe vennero trascritte in maiuscolo ( Di Stefano , De Magistris, Di Napoli ) .
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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 6 dicembre 2014, 10:46

Carissimi, sarebbe interessante leggere la legge degli anni 30 del secolo scorso che ha maiuscolizzati tutti i di patronimici, creando il guaio segnalato da te, Sergio, e da Lasa pur dir ! Ciao,
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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 6 dicembre 2014, 12:10

Lasa pur dir ha scritto:Cari amici,
ho seguito la discussione con molto interesse, anche per questioni "personali" ma mi sembra sia sfuggita finora una considerazione di tipo "alfabetico".
Il maiuscolo o minuscolo della particella ANTEPOSTA nel cognome influenzano infatti, in maniera determinante l'ordinamento alfabetico.


Questo è un altro importante problema: infatti per gli archivi, registri... la particella minuscola/maiuscola determina una differente posizione alfabetica del cognome.

Ad ogni modo ritengo che sia difficile stabilire la storicità della minuscola, poiché è probabile che nelle varie trascrizioni parrocchiali, notarili, anagrafiche possa essere presente, per una stessa famiglia, sia la particella minuscola sia quella maiuscola oppure solo la minuscola ma non per un motivo storico/familiare, ma semplicemente perché in passato si usava così.
A questo punto come può un ufficio anagrafico stabilire di proprio conto chi abbia diritto alla minuscola e chi alla maiuscola? Probabilmente anche gli attuali Di Pietro, Di Gennaro... nei secoli addietro erano di Pietro e di Gennaro.
Sarebbe utile arrivare ad una normativa a riguardo.
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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda viperspirit » venerdì 19 dicembre 2014, 12:42

Discussione molto interessante, perchè proprio in questi giorni mi sono ritrovato in una situazione di queste. Vi spiego: tra i miei antenati (vi scrivo da Palermo) c'è la famiglia Silvestri, nella metà dell'800 indicati con "don", ma come sappiamo la cosa ha poca importanza in termini di nobiltà ecc ecc. Nella metà del '700 nelle parrocchie ho notato una differenza di "don", alcuni scritti "don", altri scritti "Don", in questo caso "Don Nicolò Silvestri et Muscarà" (negli atti di battesimo dei suoi figli mi risulta Don Nicolò Silvestri et Muscarà e Donna Francesca Paladino iugali ecc ecc e a volte Don Nicolò di Silvestri et Muscarà), il padre di Don Nicolò Silvestri invece nella prima metà del '700 perde il predicato "Don", stessa cosa mi risulta per il padre "Giacomo di Silvestro" ("di" minuscolo")o Giacomo Silvestro, la moglie Anna Muscarà (il padre di Anna Muscarà alla fine del '600 mi risulta "Don" nella stessa parrocchia). Il padre di Don Nicolò Silvestri o di Silvestro, è da ricercare in Pietro di Silvestro o Francesco di Silvestro Clavia et Amato. Tutti parenti in quanto li vedo testimoni nei vari atti di battesimo, e mettevano anche gli stessi nomi ai figli [hmm.gif] infatti mi risultano due Giacomo battezzati nel giro di un anno da Pietro di Silvestro e Francesco di Silvestro. Comunuque sia, il "di" indicato prima di Silvestro o Silvestri, rientra nella casistica da voi indicata di predicati nobiliari? Anche se manca il "Don"?
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Re: Il "di" prima del cognome

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 19 dicembre 2014, 13:10

viperspirit ha scritto:[..] Comunuque sia, il "di" indicato prima di Silvestro o Silvestri, rientra nella casistica da voi indicata di predicati nobiliari? Anche se manca il "Don"?


No. In questo caso il "di" indica la paternità e non c'entra nulla con i predicati che invece indicavano il feudo.
Consideri comunque che quando c'è il predicato di solito questo accompagna il cognome.
L'esempio attualmente più noto in Italia è Luca Cordero di Montezemolo dove "Cordero" è il cognome e "di Montezemolo" il predicato
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