Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
![crybaby [crybaby.gif]](./images/smilies/crybaby.gif)
Particella n., la particella de o di o dei o de’ che (analogam. al fr. de, al ted. von, all’oland. van, ecc.) è spesso inclusa – seguita dall’indicazione del patronimico, o del luogo d’origine o del feudo – nei cognomi di famiglie nobili, pur non essendo di per sé prova e nemmeno semplice indizio di nobiltà.


Giovanniello ha scritto:Il punto è che l'uso della minuscola e l'eventuale negazione da parte di una amministrazione pubblica costituiscono un illecito e possono essere tutelati davanti al giudice ordinario per la violazione del diritto al nome.
![nono1 [nonono.gif]](./images/smilies/nonono.gif)
... Comunque forse siamo usciti un po' fuori argomento. Il mio dubbio era un'altro e non riguardava il di o Di facente parte del cognome (es. Di Chiara o di Chiara), ma quel di o Di che viene usato solo in particolari circostanze... Forse non ho capito niente e avete già trattato la cosa, quindi rifaccio lo stesso esempio ponendo la domanda in altri termini sperando che qualcuno mi risponda sullo stesso esempio: Borbone è il cognome della fam. regnante nelle Due Sicilie, però se ci riferiamo ad un particolare esponente della suddetta fam. diciamo di Borbone (es. Ferdinando di Borbone e non Ferdinando Borbone) è questo il caso della particella nobiliare? Dunque tale particella non va registrata all'anagrafe? In pratica ci sono casi in cui il di o Di non è scritto sui documenti ma viene comunque usato nella quotidianità (es. targhe, biglietti da visita, nell'uso orale del cognome etc.)?Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy
Visitano il forum: Nessuno e 5 ospiti