
Fiasca in vetro stemmata (1470 ? – 1530 ?).
Lo stemma è partito: alla destra araldica le insegne dell’Ordine di Santo Spirito in Sassia [di nero, alla croce di S. Spirito, sormontata dalla colomba dello Spirito Santo]; a sinistra le notissime dei Della Rovere [d’azzurro, alla quercia sradicata d’oro coi rami passati in doppia croce di S. Andrea].
Dallo scudo si dipartono due rami al naturale che sorreggono probabilmente la quercia del cimiero e che racchiudono un fiore di cardo (??) rosso e oro. Lo scudo è timbrato da una mitra vescovile e irradiato dallo Spirito Santo. Fungono da tenenti due angeli, vestiti con gli smalti alternati dello stemma Della Rovere (azzurro e oro) e del cardo (rosso), che con un braccio sostengono lo scudo e con l’altro un flabello di penne di pavone. Dunque il personaggio dovrebbe appartenere all’Ordine di Santo Spirito, essere un Della Rovere, essere un vescovo.
Albertino Della Rovere, nominato da Giulio II il 2.10.1504, precettore e maestro generale dell’Ordine di Santo Spirito, successivamente eletto il 14.10.1508 anche vescovo di Pesaro e che morì dopo il 18.01.1513, potrebbe fare al caso nostro.
Ma come si spiegano i due flabelli impugnati dagli angeli?
I flabelli erano due ampi ventagli di piume di pavone maschio, muniti di asta, con cui si accompagnava il pontefice durante gli spostamenti con la sedia gestatoria. Prerogativa di un papa non di un vescovo.
I papi Della Rovere del periodo sono due: Sisto IV (1471-1484) e Giulio II (1503-1513) ma non appartenevano all’Ordine di S. Spirito, pur in qualche modo legati all’Ospedale, soprattutto il primo.
E il cardo ? Non dovrebbe essere un semplice motivo decorativo.



