Salve a voi tutti, ho provato a cercare in lungo ed in largo sul forum, una discussione che consentisse di comprendere alcune regole fondamentali in quanto alla creazione di uno stemma araldico.
In giro sul web vi sono ottimi spunti che trattano di regole, per così dire, "basilari".
Ammetto, tuttavia, che non sono riuscito a risolvere i problemi verso cui rivolgevo il mio interesse.
In particolare, desidererei comprendere se vi sia una limitazione nell'uso di particolari simboli (gigli, per esempio) che sono divenuti caratterizzanti di alcune dinastie già regnanti. Potrebbe un uomo comune inscrivere liberamente all'interno del proprio stemma il fleur de lys?
Seconda questione, per rimarcare il proprio attaccamento al luogo natio, potrebbe "l'uomo comune" adoperare la composizione dello stemma del proprio luogo, naturalmente non copiando pedissequamente le attribuzione proprie cittadine quali corone e decorazioni, che per l'appunto, sono evidentemente normate specificatamente?
Per farvi intendere con maggior precisione, vi farò l'esempio di un celebre comune non troppo distante da dove io viva: Gaeta, in provincia di Latina.
http://www.prolocogaeta.it/public/images/gaeta.gif
Prescindendo dalla corona e dalla decorazione esterna, si potrebbe inscrivere all'interno del proprio stemma, qualora uno volesse, il quartato rosso e bianco? Che se non erro, tra l'altro, è il simbolo della celebre e nobile casata dei Caetani?
Grazie

e quindi utilizzabili, ovviamente, come scritto precedentemente, con buon senso. Se si ideasse un'arma "d'azzurro a tre gigli d'oro" forse si rischierebbe la presa in giro a vita, mentre se si decidesse di usare un giglio d'oro (ma anche di altro smalto) all'interno del proprio scudo, magari a fianco di altro elemento.... , non ci sarebbero problemi.