Messanensis ha scritto:Nessuno ti ha mai spiegato il concetto di "sovranità"? Non hai risposto alle mie due domande, con la scusa dell'OT..
Scusami Rosario , nessun tentativo di eludere le tue domande , avevo risposto ma in questo
baillamme di discussione un po' caotica , devo aver cancellato la mia risposta , invece di inviarla .
Secondo te un nobile veneziano che faceva parte del Maggior Consiglio era sullo stesso piano di un abitante di Venezia discendente da nobili del S.R.I., ma che in base alle leggi in vigore non aveva diritto ad entrare nel Maggior Consiglio? Potevano forse dirsi entrambi nobili (devi guardare con gli occhi di quel tempo, non con quelli di oggi)???
Un conte siciliano del XV secolo, con tutti i suoi immensi privilegi, era uguale ad un abitante del suo feudo, discendente da un barone vissuto 200 anni prima, ma ridotto alla miseria, a coltivare i campi ed a subire tutte le angherie possibili e immaginabili dal suo padrone? Si può mai dire che questo miserabile era nobile solo perchè discendente da un barone?
Il nobile veneziano non era sullo stesso piano di un discendente di un nobile del SRI in quanto la legge che il Patriziato si era dato non lo permetteva, in altre realtà nobiliari , in altri Stati invece era ben accetto.
Sulla seconda domanda direi invece che il nobile economicamente decaduto, in linea di principio, continuava ad essere un titolato , in quanto la nobiltà viene trasmessa quale eredità immateriale e non cade in prescrizione anche in periodi negativi , a meno che nel periodo nel quale fosse stata concessa , la legislazione del tempo escludesse la nobiltà se non sostenuta dal censo . In periodi successivi , se concessa , con condizioni economiche migliori sarebbe potuto ritornare agli antichi splendori.
Anche qui consentimi una piccola sottolineatura . Tu mi insegni che in molte realtà nobiliari e altri stati la nobiltà povera non solo era accettata ma
il nobile vergognoso veniva sostenuto dallo Stato o da sodalizi caritatevoli privati , e mi disturba un po' ritirare in ballo i soliti Barnabotti veneziani , i nobili in miseria piemontesi e gli hidalgos poco abbienti in Spagna ecc ecc .
Diversamente da te penso che i privilegi , anche se ingenti ed eclatanti non dettassero i termini della nobiltà ma fossero conseguenza dello
status ottenuto dall'esercizio del potere .
Spero di essere stato chiaro.