da Nessuno » domenica 14 settembre 2014, 17:47
Posso portare il mio esempio: dal 1400 al 1700 la mia linea paterna (ha sempre portato il medesimo cognome, senza mai variarlo nel corso dei secoli, pare, fin dal 1169) è sempre stata composta da personaggi notabili, molti dei quali si sposavano con donne nobili. Poi, a partire dal 1684, un mio avo cominciò a sfornare un numero spropositato di figli, specialmente maschi. Dopodiché, come se non bastasse, nel 1700 divenne vedovo e, un anno dopo, si risposò. Risultato? Uno dei suoi figli di primo letto, il mio antenato diretto, era l'ultimo di quelli avuti con la prima moglie e, a causa di divergenze sull'eventuale eredità che avrebbe dovuto essere divisa per - udite udite - ben sette maschi (tra figli di primo e di secondo letto), decise di rinunciarvi (tanto per marcare la sua presa di posizione contro le decisioni del padre, il mio antenato non diede a nessuno dei suoi figli maschi il nome del proprio genitore).
Oltretutto, a livello di documentazione notarile, si nota benissimo la differenza: il padre è considerato ancora Dominus e Messere, mentre il figlio no.
Ecco l'origine del mio ramo povero e contadino.