Si pater est Adam ...

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Si pater est Adam ...

Messaggioda eugubino » giovedì 8 settembre 2005, 17:22

Forse in un giorno qualsiasi della prima metà del Settecento, un anonimo parroco di campagna (Scheggia, PG) scrisse sul registro dei suoi battezzati una frase che inizia, appunto, con quanto ho scritto nell'oggetto.
Invio l'immagine al sig. Craraveza affinché tutti la possiate leggere ed eventualmente commentare.
Magari qualcuno la conosce già!

Saluti

Fabrizio
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Messaggioda eugubino » venerdì 9 settembre 2005, 17:47

Ecco la frase

Immagine


Si Pater est Adam, Mater si est omnibus Eva
Cur non sunt omnes Nobilitate pares?

Se il Padre è Adamo, la Madre per tutti è Eva
perché non tutti sono per Nobiltà uguali?


Che ne pensate?
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 9 settembre 2005, 20:09

Interessante questione.
Vorrei ricordare che nella cultura antica i "nobili" erano quasi un'altra razza. :D

Iniziando dai mitici eroi e semidei greci e romani, discesi da divinità, fino ai germanici che credevano i nobili eredi del Dio Jarl, fino ai moderni (ed a noi vicini) "miti" della razza "pura".
Alcuni hanno sempre voluto distinguersi da altri fino al punto di considerarsi una "cosa" a se stante.
Come non ricordare l'uso che per secoli i nobili hanno fatto delle loro genealogie?

Insomma perfino oggi ci sono coloro che non credono che discendiamo tutti da avi in comune (seppur lontanissimi)... :D

Chissà che ne pensano gli altri amici del forum.....


G.
Grimaldi
 

Messaggioda pierluigic » martedì 11 ottobre 2005, 11:31

Anelito costante dell'animo umano di distinguersi dalla massa degli altri individui (debolezza e forza insieme )

Quante considerazioni si potrebbero fare sulla vanita' umana

Il vanto di un nano e' di sputar lontano ( proverbio spagnolo )




Intorno alla meta' del 1500 Vincenzio Borghini dibatteva intorno al concetto di nobilta'

Lo storico che viveva in una citta' di mercanti che avevano spazzato via le ultime tracce di nobilta' feudale dal governo della citta' nel 1293 con gli ordinamenti di Giustizia , che aveva fatto a tempo a vivere in una Repubblica dove al governo si alternava una moltitudine di cittadini, ( col risultato di essere Firenze un Atene medioevale ) al cospetto di luoghi dove un re nominava duchi conti e baroni , s'interrogava su che cosa dovesse intendersi per nobilta' trovando non poche difficolta' nel definirla

Su questo tema infatti le contraddizioni sono molte ed una ve la faccio rilevare ( ne ho gia' parlato in un altro topic senza avere risposta )

Prendiamo il caso di Firenze che conosco :
I Lorena istituiscono nel 1750 una specie di patentino di nobilta' cioe' regolamentano la nobilta'

La "legge per regolamento della Nobiltà e Cittadinanza", publiée à Florence le 1er octobre 1750, établit, "per levare ogni dubbio circa allo stato delle persone, e distinguere chiaramente tralli nostri fedeli sudditi li veri nobili", ………………………..

Per entrare nel novero delle famiglie nobili occorreva avere certi requisiti di discendenza ed altresi certi requisiti patrimoniali e di decoro ( inteso nel senso dell'epoca )
Chi aveva i requisiti di discendenza ma non aveva quelli economici non entrava nel novero delle famiglie nobili
Cosi si aveva nella stessa citta' famiglie discendenti dallo stesso sangue che in parte erano nobili e in parte non lo erano .

Stante i regolamenti del Granducato di Toscana da uno stesso sangue potevano derivare famiglie nobili e no ? non e' forse paradossale !



Quindi sul piano scientifico

Io preferisco parlare di ricerca storico-genealogica

Credo che la ricerca storico-genealogica sia un piacere che vada disgiunto da quanto era nobile la famiglia
Credo sia il piacere di ritrovare le radici , di cementare la famiglia intorno a dei propri esclusivi valori sentimentali emotivi ed affettivi , ecc…..
E in questa ricerca la nobilta' rappresenta solo un elemento : un indice della possibile considerazione sociale in cui era tenuta la famiglia nel passato.



Sul piano emotivo

Rimane che la nobilta' esercita ancora un fascino notevole nell'immaginario collettivo, a patto pero' che sia ben sorretta dal denaro , altrimenti …….anzi…………

cordiali saluti pierluigi
pierluigic
 
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Messaggioda Grimaldi » martedì 11 ottobre 2005, 11:50

Caro signor Pierluigi
la questione sollevata circa la nobiltà non è semplice...
Ma non mi sembra affatto un paradosso che un povero ma di illustri natali fosse considerato un non nobile. In effetti era un nobile decaduto (dalla sua nobiltà).
All'epoca, anche se con distinzioni di caso e concetto, nobile non si era solo per jure sanguinis... La nobiltà era una questione giuridica. Che presupponeva dei requisiti. Ma anche una anche sociale.
Ricordo che poi in una città con idea "patriziale" della nobiltà (come nelle Repubbliche oligarchiche) la ricchezza era parte della nobiltà stessa. Ma mi sovviene anche che in epoca moderna vari titolati non poterono usare titoli nobiliari perchè, essendo poveri, non si poterono permettere di pagarne i relativi diritti.

Detto questo sono pienamente daccordo con l'amico Alfonso e con il signor Pieluigi sugli altri loro commenti.

Saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda Guido5 » martedì 11 ottobre 2005, 13:20

Grimaldi ha scritto:...in epoca moderna vari titolati non poterono usare titoli nobiliari perchè, essendo poveri, non si poterono permettere di pagarne i relativi diritti.


Anche ad Antonio Meucci e' capitato lo stesso con il brevetto del telefono. Sia pure dopo oltre 130 anni, il fiorentino sara' ricordato come l'inventore e Alexander Graham Bell come un profittatore (o, se preferite, qualcosa di molto simile a un ladro).
Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda MMT » martedì 11 ottobre 2005, 14:18

La profonda frase del prelato: Si Pater est Adam, Mater si est omnibus Eva Cur non sunt omnes Nobilitate pares?" Può avere a mio avviso anche un'altra interpretazione.
Se tutti gli esseri umani discendono da Adamo ed Eva perchè alcuni di loro si sono distinti e nobilitati ed altri no? Questa interpretazione può essere una chiave di lettura che varrebbe quasi da monito: guardate quella famiglia, che la vostra stessa origine. Ella s'è innalzata. Fate lo stesso, imitatela.

Saluti,
Michele T.d.S.
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Messaggioda pierluigic » martedì 11 ottobre 2005, 20:40

Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione sulla funzione della nobilta' nei vari periodi storici
mi piacerebbe conoscere la vostra opinione sul meccanismo del come un'individuo diventava nobile
e mi piacerebbe conoscere la vostra opinione sulla funzione della nobilta' ai tempi nostri

cordiali saluti pierluigi
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Messaggioda pierluigic » martedì 11 ottobre 2005, 22:18

scusatemi un chiarimento : dal punto di vista storico non etico


mi era rimasto nella penna scusate

etico e' troppo soggettivo

pierluigi
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 12 ottobre 2005, 9:33

Caro signore
le rispondo in breve su un tema che andrebbe affrontato molto a lungo:

1) La funzione della nobilta' nei vari periodi storici è vviamente e lapalissianamente dipesa da tanti fattori ed è molto diversificata a seconda di epoche e Stati. In vari periodi è stata propulsore e guida della società, in altri è stata responsabile di degrado e stagnazione, soprusi e ingiustizie. Insomma era la classe dirigente del tempo (con pregi e difetti come ne ha quella attuale).

2) La nobiltà si acquistava in vari modi ed a seconda, come già detto, di epoche Storiche, Stati e diritto in uso. Per censo, per nascita, per valor militare, per titolo ecc. ecc. ecc. Non esisteva un solo tipo di nobiltà sempre uguale e quindi non un solo modo per diventarlo.

3) La funzione della nobilta' ai tempi nostri? La nobiltà nel concetto antico (posizione giuridica) non esiste più. Esistono i discendenti dei nobili antichi. Alcuni dei quali usano ancora titoli nobiliari per vezzo, consuetudine e magari per usarli come prestigio. Altri no.
Oggi costoro fanno parte dell'alta borghesia e della classe dirigente così come altri fanno parte della società in generale nelle sue varie fasce.

Saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda pierluigic » mercoledì 12 ottobre 2005, 20:57

cortese sig. Grimaldi

Io sono d'accordo con lei punto per punto !


pierluigi
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 13 ottobre 2005, 9:26

Caro signor Pierluigi
sono lieto che lei sia in accordo con le mie posizioni.
Il consenso conforta le nostre scelte.

Vediamo adesso se magari altri amici del forum hanno la stessa opinione o magari posizioni discordanti.

Cordiali saluti

G.
Grimaldi
 

Messaggioda pierluigic » giovedì 13 ottobre 2005, 10:47

L'ultima cosa poi taccio

Sig. Grimaldi

Dopo esserci trovati d'accordo su cosi tanti punti
Ed esserci trovati in disaccordo sul non notare Lei alcun paradosso nel nobile che decade dalla nobilta' non possedendo piu il patrimonio per sostenerla
Le domando quando i Medici presero il potere con Cosimo I e l'aiuto spagnolo ,annullando le liberta' della Repubblica fu piu' nobile chi perse la nobilta' ( divenendo un nobile decaduto ) impoverendosi nella lotta a difesa della Repubblica o chi mantenne la nobilta' e accrescendo il proprio patrimonio facendo le feste, non per convinzione ma per convenienza , alla tirannide ?

Ma questo ribadisce il concetto (su cui mi sembra siamo d'accordo ) che fondamentale e' la ricerca storico genealogica.
Che un marchesato non e' uguale ad un altro marchesato : avendo ognuno una propria origine e storia

La ricerca storico genealogica sulle famiglie aiuta a chiarire la storia con la esse maiuscola
E talvolta lo studio della storia di una famiglia di pescatori ha piu' rilevanza dal punto di vista storico-sociale della storia di una famiglia di baroni
Come dimostrano certi documenti fiorentini , che aprono la mente all' organizzazione socioeconomica del tempo

Spero di aver dato sufficiente contributo alla discussione , e lascio spazio agli altri
pierluigi
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 13 ottobre 2005, 11:14

Caro signor Pierluigi
ecco uno dei motivi per i quali non mi piace la nobiltà storica.
In un certo Stato è nobile chi serve il sovrano regnante (l'unico che può nobilitarlo e/o riconoscerlo nobile).
Potrei raccontarle dei Farnese che salirono alla porpora cardinalizia in un loro componente (poi Papa) grazie a Giulia, amante di Papa Borgia...
o di tanti ricchi speculatori ed affamatori che poi si comprarono un titolone..
Così come potrei citarle di emeriti farabutti che per aver servito un monarca divennero nobili (anche in Italia come all'Estero, prenda certi noti pirati ingesi...)

Insomma fra cento anni a chi interesserà che molte ricche e prestigiose famiglie italiane saranno magari i discendenti di politici corrotti e collusi che si sono macchiati in questa epoca di crimini?

Quelle ricche famiglie saranno i "nobili"... ammirati ed osannati........ come succede anche adesso per "casate" di arrampicatori sociali che sono sulle vette del potere...
Questa è una cosa sulla quale riflettere!
Grimaldi
 

Messaggioda pierluigic » giovedì 13 ottobre 2005, 11:31

sig. Grimaldi

Rompo la promessa di silenzio per dirle che sono d'accordissimo con lei e per rigraziare (me ne ero dimenticato ) il forumista Eugubino per un cosi interessante spunto di riflessione

pierluigi
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