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T.G.Cravarezza ha scritto:
I discendenti odierni possono approfondire la storia della loro famiglia, dei loro avi e rendere onore alla nobiltà della propria linea femminile vivendo in modo consono al titolo dell'ava.

antonio33 ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto:
I discendenti odierni possono approfondire la storia della loro famiglia, dei loro avi e rendere onore alla nobiltà della propria linea femminile vivendo in modo consono al titolo dell'ava.
Condivido, ma ho un dubbio...
Non sempre gli antenati o gli avi titolati vissero in modo consono al loro titolo. Alcuni,in realtà, condussero un'esistenza non degna del loro nome e dei loro natali.
Ogni allusione ecc. ecc.
Nella speranza che non piova ancora, buon fine settimana a tutti!
Antonio
T.G.Cravarezza ha scritto:...si deve "vivere in modo consono al titolo degli avi", quindi non a come vissero loro, ma al titolo che avevano e che richiedeva virtù e capacità per dimostrare di essere degni di tale onore/onere
Quindi. generalizzando (molto...) la nobiltà presuppone, per esistere, non solo requisiti di diritto, ma anche etici e di fatto...

Delehaye ha scritto:se uno non sapesse più leggere e/o scrivere... quanto varrebbe quella sua laurea ed il suo titolo di Dottore???


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