Titolo di Principe e famiglie papali

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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Delehaye » sabato 2 agosto 2014, 23:36

qui di seguito le 25 famiglie PRINCIPESCHE della Nobiltà Romana (ex Stato Pontificio) riconosciute dal Regno d'Italia:

PRINCIPI / mpr. / F.P.R. 17.01.1854
- Aldobrandini (Firenze/Roma)
- Altieri (Roma/Roma)
- Barberini (Firenze/Roma)
- Bonaparte (Ajaccio/Roma)
- Boncompagni-Ludovisi (Visso-Bologna/Roma)
- Borghese (Siena/Roma)
- Chigi (Siena/Roma)
- Colonna di Paliano (Roma/Roma)
- Colonna di Sciarra (Roma/Roma)
- Doria-Pamphili-Landi (Genova-Gubbio-Firenze/Roma)
- Del Drago-Biscia-Gentili (Roma-Camerino/Roma)
- Falconieri-Di Carpegna (Firenze-Carpegna/Roma)
- Gabrielli (Gubbio/Roma)
- Massimo (Roma/Roma)
- Di Montholon (Borgogna/Parigi)
- Odescalchi (Como/Roma)
- Orsini (Roma/Roma)
- Pallavicini (Pistoia/Roma)
- Rospigliosi (Pistoia/Roma)
- Ruspoli (Siena/Roma)
- Spada-Veralli (Brisighella-Roma/Bologna)
- Torlonia (Marat-Puy de Dome/Roma)
- Santacroce (Roma/Roma) ESTINTI
- Conti (Pisa/...) ESTINTI
- Ludovisi-Boncompagni (Bologna/...) ESTINTI

come vedi la discendenza principesca è mpr. (ovvero maschile primogenita)... ;)
famiglie che avevano avuto per ultimo un riconoscimento formale il 17.01.1854... ;)

dove si parla di fratelli e sorelle del papa???+se devi citare una fonte, ALMENO, citale bene, seria e pertinente!!! [nonono.gif]
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 2 agosto 2014, 23:42

vader ha scritto:Il documento sui ruspoli ha in fondo una nota che elenca sempre tutte le famiglie di principi pronti..secondo ti ho mostrato come quella trentina di famiglie utilizzavano titolo di principi romani senza concessione,solo perchè discendenza da fratelli sorelle di papi.

Questo è quanto scritto nel sito Ruspoli:
La Consulta Araldica del Regno d’Italia, con deliberazione sanzionata dal Governo, adottò le seguenti “massime” in merito al ceto in questione:
1°) è riconosciuta l’esistenza del “ceto” dei Principi e Duchi romani, rappresentanti l’antico baronaggio romano;

2°) ai Capi delle suddette Famiglie spetta il titolo di Principe e Duca appoggiato sul cognome: le Famiglie stesse sono Principesche e Ducali Romane;

3°) il ceto dei Principi e Duchi Romani è ristretto alle sole famiglie che furono riconosciute tali dalla Congregazione Araldica Capitolina nella seduta del 17 gennaio 1854 (solo quelle che avessero ricevuto questi titoli dal Romano Pontefice e che avessero in Roma il loro principale domicilio);

4°) il trattamento antichissimo spettante a dette famiglie viene riconosciuto col titolo di Don prefisso al nome di battesimo nel capo della famiglia (a gl’altri figli compete il titolo di Don e Donna dei Principi o dei Duchi ).

I Capi delle Famiglie principesche e ducali romane, individuate dalla Congregazione Araldica Capitolina il 17 gennaio 1854 e iscritte fra i nobili e patrizi romani in ottemperanza alla volontà sovrana espressa nel Chirografo del 2 maggio 1853, sono i seguenti:

Principe Aldobrandini, Duca Altemps, Principe Altieri, Principe Barberini, Duca Barberini di Castelvecchio, Principe Bonaparte, Principe Boncompagni Ludovisi, Duca Bonelli, Principe Borghese, Duca Caetani, Duca Cesarini, Principe Chigi, Principe Colonna di Paliano, Principe Colonna di Sciarra, Principe Corsini, Principe Doria, Duca Lante, Principe Ludovisi Boncompagni, Principe di Montholon, Principe Odescalchi, Principe Orsini, Duca Ottoboni, Principe Pallavicini, Principe Rospigliosi, Principe Ruspoli, Duca Salviati, Principe Santacroce, Principe Strozzi, Duca Caffarelli, Duca Grazioli, Principe Conti, Duca Torlonia, Principe Torlonia, Duca Braschi, Principe Del Drago, Principe Gabrielli, Principe Massimo, Duca Massimo, Principe Spada.
A queste famiglie la Consulta Araldica del Regno aggiunse poi gli Sforza-Cesarini (succ. Cesarini), i Giustiniani-Bandini (per sentenza) e i Lancellotti (già Massimo).
Per quanto concerne la corona, Fabrizio Barbolani di Montauto, nel suo “Manuale di Araldica”, scrive che i Principi romani usano sormontare il tocco rosso con due archi contornati da perle sostenenti un piccolo globo cimato da una crocetta il tutto d’oro, con il cerchio d’oro gemmato, mentre Carlo Mistruzzi di Frisinga, nel suo “Trattato di diritto nobiliare italiano”, asserisce che i Principi romani adottarono “il cerchio con il risvolto di ermellino come quello dei Principi del S.R.I., dato che il Papa è depositario della dignità del S.R.I.”.
I Principi Romani ovunque avevano la precedenza sui Principi del S.R.I.. Perciò la nomina principesca imperiale, concessa ad alcuni Principi Romani, non aumentava la loro dignità e in alcuni casi il titolo non è stato usato.
I Capi delle Famiglie Papali e le loro legittime consorti godono del trattamento di “Eccellenza”, dato anche ai Capi delle Famiglie Principesche Romane. Indipendentemente dai loro titoli, i Capi delle Famiglie Papali sono stati tradizionalmente considerati –prosegue Mons. Kasteel- come “pari” dalle Famiglie Sovrane, essendo questa cortesia dovuta al fatto che il Sovrano Pontefice è riconosciuto come “Pater Principum et Regum” dai Monarchi Cristiani e come rappresentante della prima e più antica monarchia cristiana.


Dove trova scritto che le famiglie imparentate con un Pontefice fossero in automatico investite del titolo di "principe romano"? Nello scritto si evince solo che ci sono alcune famiglie del patriziato romano che hanno il titolo di "principi e duchi romani". Anzi, viene anche specificato che
(solo quelle che avessero ricevuto questi titoli dal Romano Pontefice e che avessero in Roma il loro principale domicilio

Quindi significa che il titolo non era "automatico", ma era stato concesso dal Pontefice. Che poi molte di queste famiglie avessero avuto un Papa tra i loro avi, non determina che tale solo fatto le rendesse famiglie principesche né che ci fosse un automatismo in tal senso. Anzi, nel testo viene specificato che tali famiglie detenevano tale titolo in quanto "rappresentanti l’antico baronaggio romano".
Quindi ripeto, dove trova il passaggio che avvalla la sua affermazione "fratello/sorella del Papa= principe romano"? Io non riesco a trovarlo.
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Delehaye » sabato 2 agosto 2014, 23:49

vader ha scritto:... ma quelle famiglie usano il titolo principesco da ben prima,perchè il titolo è pontificio..quelle famiglie mica hanno iniziato a usare titolo di principi romani dal 1800,lo usavano da ben prima,guarda a caso da quando uno di loro diventava un papa


i Santacroce:
- divennero Principi di San Gemini dal ??.??.1754, in testa a Valerio Santacroce, con investitura di Papa Benedetto XIV (Lambertini)
- aggregati al Libro D'Oro con Senato Consulto del 17.01.1854 sotto Papa Pio IX (Mastai Ferretti)
- Famiglia Conscripta con Senato Consulto del 30.11.1855 sotto Papa Pio IX (Mastai Ferretti)
- nessun Papa appartenne alla Famiglia Publicola Santacroce nè alcun Papa portò questo cognome...

i Massimo:
- Famiglia Conscripta (ex "Urbem Romam") con Costituzione del 04.01.1746 sotto Papa Benedetto XIV (Lambertini)
- divennero Principi di Arsoli dal 27.06.1826, in testa a Massimiliano Camillo VIII Massimo, con investitura di Papa Leone XII (Sermattei della Genga)
- divennero Principi Lancellotti dal 17.01.1865, in testa a Filippo Massimiliano Massimo, con investitura di Papa Pio IX (Mastai Ferretti)
- divennero Principi di Roccasecca dei Volsci dal 31.03.1932, in testa a Vittorio Emanuele Salvatore Ranieri Michelangelo Tristano Adinolfo Massimo, con investitura del Re d'Italia Vittorio Emanuele III di Savoia
- nessun Papa appartenne alla Famiglia Massimo nè alcun Papa portò questo cognome...

dobbiamo analizzare ANCHE le altre 23 famiglie??? [glasses3.gif]
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Domenico Serlupi » domenica 3 agosto 2014, 0:12

A ognuno il suo. Credo sia doveroso precisare che quanto riportato dal sito Ruspoli è copiato (senza citare la fonte) dal mio sito www.serlupi.it/Ottoboni.html alla voce "nota sui principi e duchi romani".
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Delehaye » domenica 3 agosto 2014, 0:33

... ha scritto:l'argomento è comunque molto interessante e andrebbe approfondito. Ad esempio sul motivo per cui quelle famiglie furono dichiarate "principi romani". I testi affermano che "rappresentavano l'antico baronaggio romano", ma questo cosa significa? Che titoli avevano? Quali funzioni? Chi ha stabilito che fossero "principi o duchi romani"?


il Regno d'Italia riconobbe Principesche nel 1895 (qui il documento: https://archive.org/stream/elencoprovvi ... 5/mode/2up) quelle famiglie che lo Stato Pontificio, in ultimo dichiarò Principesche il 17.01.1854 (qui il documento ufficiale: http://www.archiviocapitolinorisorsedig ... navpanes=1).

Esse derivavano dalla quelle della Bolla "Urbem Romam" del 1746 (qui il documento ufficiale: https://play.google.com/books/reader?id ... =GBS.PA266) emendato con Chirografo del 1853 (qui il documento da pag. 159: http://biblio1.ve.ismar.cnr.it/fedora/r ... e00148.pdf).

Queste derivavano a loro volta da quelle Famiglie Baronali medievali e rinascimentali descritte da Sandro Carocci, "Baroni di Roma", Volume 181 della Collection de l'École française de Rome, Volume 23 di Nuovi studi storici, edito da Istituto storico italiano per il Medio Evo, Roma, 1993.

per capirci, come cita il nostro Serlupi:

"Per Famiglie baronali romane si intendono le famiglie nobiliari che dall'inizio del Medioevo ebbero una grande influenza politica a Roma, molte volte subordinando la nomina dei Papi o la loro politica ai loro interessi, talvolta anche imponendone direttamente la nomina.
Il termine barone viene usato nell'espressione nel senso antico del termine (tale uso permase anche nel confinante regno di Napoli, fino alla congiura dei baroni il termine barone del regno indicava i più alti dignitari , superiori anche ai principi con feudi) dei massimi dignitari o dei grandi feudatari del patrimonio di San Pietro, non in quello araldico moderno, dove occupa un posto relativamente modesto."
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Domenico Serlupi » lunedì 15 settembre 2014, 17:36

Un autorevole Monsignore vaticano, Segretario di una Commissione pontificia e collaboratore del Gotha, in data 9 ottobre 2002 mi ha scritto: "...Ciò che conta oggi è il diritto originario. Lo stesso diritto vale nel Suo caso per quanto concerne Ottoboni e Lei ha ragione nel ritenere che, anche per quanto concerne il titolo ducale di Fiano, non si necessita conferma nell'applicazione dei diversi passaggi. Penso che qualora chiedesse di aggiungere "di Fiano" al Suo cognome, non vi sarebbe difficoltà nell'attuale disciplina italiana, in virtù del fedecommesso papale. Non vedo chi debba "confermare" a Lei, nelle circostanze concrete, il Suo titolo ducale. Facendone uso, l'assicura anche a chi, dopo di Lei, ne avrà diritto. E' vero che la Santa Sede, per rispetto alla disciplina esistente nel Regno d'Italia, dopo i Trattati Lateranensi, ha evitato di "interferire" ossia intervenire quando si tratta di cittadini italiani, ma il diritto originario rimane in piedi, anche per la Santa Sede".

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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Delehaye » lunedì 15 settembre 2014, 17:54

il suddetto monsignore... fa un po' (troppa!) di confusione sui titoli nobiliari e sui predicati da cognomizzazione... aggiungere il "di fiano" NON significa avallare una "nobiltà"! ma è solo e squisitamente una aggiunta anagrafica!!!

come fa un po' di confusione sulla cittadinanza e sui diritti doveri dei cittadini di uno Stato rispetto ad un altro! ;)
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Delehaye » lunedì 15 settembre 2014, 18:01

Domenico Serlupi ha scritto:Un autorevole Monsignore vaticano, Segretario di una Commissione pontificia e collaboratore del Gotha, in data 9 ottobre 2002 mi ha scritto: "... etc


posizione personale del monsignore? o posizione ufficiale di quella commissione pontificia avvalorata da qualcun'altro in maniera ufficiale?

sennò potrei portare in discussione molte testimonianze di magistrati (anche di Presidenti della Suprema Corte di Cassazione!) o di alte cariche politiche (Ministri!) o di alti Prelati... che dicono tutto ed il contrario di tutto...

una cosa sono le espressioni e le posizioni personali su un dato argomanto, altra cosa sono le posizioni ufficiali di enti ed organi statuali o di alta rappresentanza...
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 15 settembre 2014, 19:40

Delehaye ha scritto:il suddetto monsignore... fa un po' (troppa!) di confusione sui titoli nobiliari e sui predicati da cognomizzazione... aggiungere il "di fiano" NON significa avallare una "nobiltà"! ma è solo e squisitamente una aggiunta anagrafica!!!

come fa un po' di confusione sulla cittadinanza e sui diritti doveri dei cittadini di uno Stato rispetto ad un altro! ;)


Che lo Stato si disinteressi totalmente della nobiltà ( ma che non neghi o proibisca ) non è certo una novità, quindi giustamente possono , ma direi debbano, sempre essere considerate le legislazioni in vigore al momento della concessione del titolo nobiliare , come nel caso presente . Da non dimenticare che la sentenza 101 della Corte Costituzionale ha di fatto avvallato questa tesi considerando non valide le leggi regnicole.
Considerare storicamente valido il titolo di Duca poggiante sul predicato di Fiano è per me corretto e pacifico in ambito privato ed in ambienti esclusivi , evidentemente non potrà essere riconosciuto dalla Stato repubblicano .
Tuttavia credo che per motivi di completezza storica un " di Fiano" possa essere aggiunto al cognome da parte del Prefetto .

Nessuna confusione quindi , una valenza storico-morale, ricevuta per ereditarietà immateriale , da alcuni viene riconosciuta titolo nobiliare , tale non sarà per la Repubblica , la quale tuttavia può valutare l'aggiunta di in cognome senza considerarla un predicato .
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Delehaye » lunedì 15 settembre 2014, 20:53

GENS VALERIA ha scritto: Tuttavia credo che per motivi di completezza storica un " di Fiano" possa essere aggiunto al cognome da parte del Prefetto .


solo e soltanto se quel predicato rientra nella casistica che la Repubblica ritiene valida! e comunque a suo insindacabile giudizio
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 15 settembre 2014, 21:17

Delehaye ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto: Tuttavia credo che per motivi di completezza storica un " di Fiano" possa essere aggiunto al cognome da parte del Prefetto .


solo e soltanto se quel predicato rientra nella casistica che la Repubblica ritiene valida! e comunque a suo insindacabile giudizio

.

Un cognome con un de o un di antecedente non significa affatto predicato nobiliare . Comunque prova a fare domanda al Prefetto per aggiungerti il cognome di Savoia , poi mi racconti ...
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » lunedì 15 settembre 2014, 21:32

GENS VALERIA ha scritto: Che lo Stato si disinteressi totalmente della nobiltà ( ma che non neghi o proibisca ) non è certo una novità, quindi giustamente possono , ma direi debbano, sempre essere considerate le legislazioni in vigore al momento della concessione del titolo nobiliare , come nel caso presente . Da non dimenticare che la sentenza 101 della Corte Costituzionale ha di fatto avvallato questa tesi considerando non valide le leggi regnicole.


Scusa potresti chiarire meglio?


Considerare storicamente valido il titolo di Duca poggiante sul predicato di Fiano è per me corretto e pacifico in ambito privato ed in ambienti esclusivi , evidentemente non potrà essere riconosciuto dalla Stato repubblicano .
Tuttavia credo che per motivi di completezza storica un " di Fiano" possa essere aggiunto al cognome da parte del Prefetto .


Il predicato "di Fiano" non può essere aggiunto se a quella famiglia non è stato riconosciuto il titolo nobiliare ad esso associato durante il Regno D'Italia.

Nessuna confusione quindi , una valenza storico-morale, ricevuta per ereditarietà immateriale , da alcuni viene riconosciuta titolo nobiliare , tale non sarà per la Repubblica , la quale tuttavia può valutare l'aggiunta di in cognome senza considerarla un predicato


Non credo lo farebbe, sarebbe un modo per aggirare il divieto di aggiungere predicati non riconosciuti durante il Regno d'Italia. Se "di Fiano" è un predicato come si può sostenere che sia un cognome e inoltre quali possono essere le motivazioni a sostegno della richiesta?
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda La Tibalda » martedì 16 settembre 2014, 7:19

GENS VALERIA ha scritto:Un cognome con un de o un di antecedente non significa affatto predicato nobiliare . Comunque prova a fare domanda al Prefetto per aggiungerti il cognome di Savoia , poi mi racconti ...

Ultimamente i prefetti graziosamente concedono laqualsiasicosa... Cogliendo alcuni financo l'occasione di trasformare in corsa un "De" in un "de". Sempre sotto grazioso av(v)allo prefettizio.
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda La Tibalda » martedì 16 settembre 2014, 7:25

Messanensis ha scritto:Il predicato "di Fiano" non può essere aggiunto se a quella famiglia non è stato riconosciuto il titolo nobiliare ad esso associato durante il Regno D'Italia.
...
Non credo lo farebbe, sarebbe un modo per aggirare il divieto di aggiungere predicati non riconosciuti durante il Regno d'Italia. Se "di Fiano" è un predicato come si può sostenere che sia un cognome e inoltre quali possono essere le motivazioni a sostegno della richiesta?

Sono tutte sensatissime obiezioni legate al buon senso e al valore morale.
Morale che non ha mai avuto forza di legge.
Buon senso da cui la recente prassi in materia di aggiunta/modifica dei cognomi (un recente caso genovese é particolarmente eclatante in tal senso...) si allontana sempre più...
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Re: Titolo di Principe e famiglie papali

Messaggioda Messanensis » martedì 16 settembre 2014, 8:10

Non sono affatto d'accordo. La recente giurisprudenza (anche quella che Lei cita) non è affatto in contrasto con la normativa vigente in materia di aggiunta/modifica di cognomi. In quella sentenza è solo stato espresso il principio che "non può respingersi la domanda di mutamento di cognome per il solo fatto che non vi sia un rapporto di parentela". Infatti se Lei legge la normativa in nessuna parte si dice che deve esserci un rapporto di parentela con la persona di cui si vuole aggiungere il cognome, ma si dice che devono esistere validi motivi, che in questo caso il TAR ha ritenuto sussistere nei vincoli "affettivi e di gratitudine".

Inoltre la normativa e le successive circolari sono molto chiare nel vietare l'aggiunta di un altro cognome allo scopo pratico di eludere il divieto di aggiungere predicati il cui titolo nobiliare non fu riconosciuto durante il Regno d'Italia prima del 1922:
"ogni qualvolta la domanda dell’interessato, seppur formalmente proposta come domanda di modifica del cognome, sia in realtà motivata e giustificata, come spesso accade, dal presunto diritto dell’interessato a vedersi riconoscere il diritto alla cognomizzazione del predicato, tale domanda non potrà in nessun caso trovare accoglimento perché solo l’autorità giudiziaria ordinaria ha competenza a verificare la titolarità di un simile diritto ".
E ancora:
"si ricorda che in nessun caso sarà possibile utilizzare la procedura di mutamento del cognome al fine di creare, come viene a volte richiesto, un cognome basato su di un predicato inesistente ovvero non riconosciuto nei limiti temporali di cui alla disposizione XIV. Una simile domanda sarebbe chiaramente volta ad aggirare i limiti precisi posti dalla disposizione costituzionale cercando di raggiungere, per via amministrativa, un risultato altrimenti non raggiungibile per via giudiziaria".
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