Stemma di Gubbio

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 14 settembre 2005, 17:03

mcs ha scritto:Quel simpaticone :4: :4: :4: di fra' Eusanio... dice:
L'artista è come il proto: è sempre lui a sbagliare... scherzi a parte (omissis)
Io :1: :evil: :1: avrei diverse cosucce da dire a tal proposito...
Ne vogliamo parlare :3: :3: :3: :3: :3: :3: :3: ? !?
mcs
P.S. magari...in un altro topic!


Parliamone :twisted: subito, invece...

...perchè tu, mcs, sei troppo intelligente per non aver capito che quel "...scherzi a parte..." ribadiva che la frase era contro il malvezzo di chi (per motivi su cui qui sorvoliamo) scarica sempre sull'artefice la colpa di ogni imprecisione!

Se davvero ti risulta che quel :mrgreen: simpaticone di fra' Eusanio sia fra costoro, beh... :twisted: dimmelo, chè a me risulta esattamente il contrario!

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
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Messaggioda eugubino » mercoledì 14 settembre 2005, 17:45

Controllerò senz'altro le carte.
Prima i documenti ... poi i commenti (se sarà il caso).

Fabrizio
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Messaggioda eugubino » giovedì 15 settembre 2005, 8:54

+ EVGVBIO SIGNV(M) FORTIS MONS E(ST) M(IHI) DIGNV(M)

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Rimando ad un altro momento le ulteriori spiegazioni.

F.
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Messaggioda antonio_conti » giovedì 15 settembre 2005, 14:28

Sono tornato oggi a rivedere questo topic... davvero una bella discussione, ricca di preziosissime immagini! Davvero complimenti a tutti!


Antonio
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Messaggioda antonio_conti » giovedì 15 settembre 2005, 14:38

Dimenticavo... anche il disegno del sigillo comunale è molto bello ed interessante, con la riunione di molteplici elementi: araldico (il monte), topografico (la porta turrita e merlata, riconoscibile con una antica porta eugubina, oppure generica?); agiografico (i due santi). Una commistione di simboli ed emblemi tipicamente sfragistica, in questo caso ordinata con una simmetria "araldica" :wink: .

In quale epoca venne usato questo bel sigillo? Il disegno è quello di un sigillo da realizzarsi oppure la copia di un sigillo già realizzato?

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Messaggioda eugubino » sabato 17 settembre 2005, 9:04

Per rispondere a queste domande - ammesso che possa farlo - mi ci vuole del tempo. La volontà c'è!

Intanto posto un'immagine relativa all'imbandieramento moderno in occasione delle feste di maggio.
Questi gonfaloni, posizionati sulle porte e sulle torri della cinta muraria, furono usati per la prima volta nel 1964.
Appena posso cercherò di verificare se le fonti citano anche il nome di chi ha proceduto alla scelta di questa arme, la più antica di Gubbio, senza il capo d'Angiò.

Fabrizio

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Messaggioda antonio_conti » sabato 17 settembre 2005, 10:13

Non smetterò mai di ripeterlo... Gubbio è una città meravigliosa e Fabrizio ce lo dimostra :!: :2: :!: :2: :!: :2:

Grazie :wink:

Antonio
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Messaggioda mcs » sabato 17 settembre 2005, 14:45

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Parliamone :twisted: subito, invece...

...perchè tu, mcs, sei troppo intelligente per non aver capito che quel "...scherzi a parte..." ribadiva che la frase era contro il malvezzo di chi (per motivi su cui qui sorvoliamo) scarica sempre sull'artefice la colpa di ogni imprecisione!

Se davvero ti risulta che quel :mrgreen: simpaticone di fra' Eusanio sia fra costoro, beh... :twisted: dimmelo, chè a me risulta esattamente il contrario!

Bene :D vale

:shock: ma che frate permaloooso !!!
E allora... :roll: ... che avrei dovuto dire io con la "storia delle farmacie"?

mcs

P.S. chiedo umilmente scusa per questo totale "fuori tema"...ma il frate e qualcun altro, ben sanno a cosa mi riferisco :wink: !
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Messaggioda eugubino » sabato 17 settembre 2005, 15:14

antonio_conti ha scritto:Non smetterò mai di ripeterlo... Gubbio è una città meravigliosa e Fabrizio ce lo dimostra :!: :2: :!: :2: :!: :2:

Grazie :wink:

Antonio


La fotografia proviene da un vecchio calendario della famiglia del Cero di San Giorgio. Io l'ho solo postata.
Ad ogni modo concordo sulla sua bellezza e naturalmente, su quella del soggetto che qui fa da sfondo :wink:
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Messaggioda eugubino » sabato 17 settembre 2005, 15:51

eugubino ha scritto:Appena posso cercherò di verificare se le fonti citano anche il nome di chi ha proceduto alla scelta di questa arme, la più antica di Gubbio, senza il capo d'Angiò.


Secondo le fonti la scelta dovrebbe essere stata fatta sotto la supervisione di Gina Asserilli, fondatrice e direttrice (nel 1964) della Scuola d'Arte Italiana "Alberto Asserilli".

Qualcuno ha mai sentito parlare di questa scuola?
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Messaggioda eugubino » domenica 18 settembre 2005, 15:33

antonio_conti ha scritto:Dimenticavo... anche il disegno del sigillo comunale è molto bello ed interessante, con la riunione di molteplici elementi: araldico (il monte), topografico (la porta turrita e merlata, riconoscibile con una antica porta eugubina, oppure generica?); agiografico (i due santi). Una commistione di simboli ed emblemi tipicamente sfragistica, in questo caso ordinata con una simmetria "araldica" :wink: .

In quale epoca venne usato questo bel sigillo? Il disegno è quello di un sigillo da realizzarsi oppure la copia di un sigillo già realizzato?

Antonio



Il sigillo (o tipario, come viene anche chiamato) è conservato nel Museo Comunale di Gubbio e dovrebbe risalire al XIV secolo. Personalmente l’ho visto molto tempo fa, ma di sfuggita e quindi non posso dire se sia perfettamente uguale al sigillo che ho postato. Quest’ultimo, invece, è sicuramente frutto di una incisione successiva, fatta eseguire da Gabrielle Gabrielli, erudito locale – nonché membro della nota casata – vissuto tra la fine del XVI secolo e l’inizio del successivo.

Nel sigillo è raffigurato il monte a cinque cime alle cui falde sorge Gubbio, rappresentata idealmente con dalla cinta muraria che risulta caratterizzata da una torre centrale e da due laterali: sopra queste ultime sono raffigurati San Paolo e San Pietro. Tutto intorno, in caratteri gotici maiuscoli, corre la scritta:
EVGVBIO SIGNV(M) FORTIS MONS E(ST) M(IHI) DIGNV(M)
vale a dire: “Di Gubbio il segno è un forte monte, di me degno”.
Credo che il motto esprima molto bene il forte radicamento, simbolico e fisico, tra Gubbio e il monte Ingino, alle cui falde la città fu costruita nella seconda metà del XII secolo.
L’appartenenza del comune di Gubbio allo Stato della Chiesa è sottintesa dai due santi.

Aggiungo anche di aver rintracciato uno scritto del detto Gabrielli in cui l’erudito eugubino ripercorre la storia dello stemma di Gubbio e quella delle insegne dei quartieri cittadini.
Posterò la trascrizione non appena completata.

Saluti

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 19 settembre 2005, 18:05

mcs ha scritto:...(omissis)... :shock: ma che frate permaloooso !!!

... :roll: ...

E allora... :roll: ... che avrei dovuto dire io con la "storia delle farmacie"?

Beh, lì fu merito tuo, :wink: però... ti ostinavi :evil: a vedere bastoni di Esculapio :roll: anche dove non ce n'erano!

mcs

P.S. chiedo umilmente scusa per questo totale "fuori tema"...ma il frate e qualcun altro, ben sanno a cosa mi riferisco :wink: !


La chiedo :oops: anch'io... e torniamo :wink: a Gubbio!

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Messaggioda eugubino » venerdì 7 ottobre 2005, 15:23

Posto una breve storia dello stemma di Gubbio scritta dal nobile Gabriele Gabrielli e alcune notizie a proposito di questo erudito eugubino.

Dell’armi publiche, et de particolari della Città di Gubbio.

Il primo arme ch’è un monte bianco distinto in cinque colli, è l’arme più antico dell’istessa Città cominciato ad usarsi da essa Città in quel principio che fu cominciata a riedificarsi nel Monte il quale si mostra distinto quasi nella detta maniera. Il color del campo rosso, et il Monte d’argento, credesi che fosse ad imitatione de colori dell’insegna usata dalla S.ta Romana Chiesa ch’è la croce d’argento in campo rosso.

Il 2° ch’è il medesimo Monte d’argento, et campo rosso, ma però con la giunta d’una Rocca, o Città, con un San Pietro dalla destra, et un San Paolo dalla sinistra, sopra le Torri di detta Città. Pare che fosse usata dalla Città di Gobbio per mostrarsi sotto la protettione della S.ta Chiesa Romana et divota a quella, in quei tempi che gl’imperatori molestavano i Sommi Pontefici.
Et di quella se ne conserva nel Palazzo della Comunità un sigillo grande il quale ha scritto di intorno questo antico verso cioè =Eugubio signum fortis mons est mihi dignum= .

Il 3° arme ch’è il medesimo Monte, et Campo, ma tiene agiunto nella parte superiore un restello rosso con cinque gigli d’oro fra i suoi denti in campo azzurro, è quello arme ch’usa la Comunità di Gobbio sino al dì d’oggi et cominciò ad usarlo con questa giunta quando circa gl’anni 1315 il Re Roberto di Napoli Capo, et fautore della parte Guelfa in Italia, prese la protettione di Gobbio il quale in detto tempo si era stabilito in governo di parte guelfa, et in dimostratione di questo agiunsero quel rastello et gigli, arme di detto Re. Et in questa maniera l’hanno poi mantenuta sempre come si vede per la figura del sigillo ch’usa al presente la detta Città”.

(seguono altre descrizioni relative ad altri stemmi ed insegne cittadine e private)


* * * * * * * * * * *

La figura di Gabriele Gabrielli (Gubbio 1555 – Forlì 1602) è stata studiata solo da poco. Erudito, cultore e antiquario del suo tempo, Gabriele fu il primo ad intraprendere tutta una serie di ricerche e di studi destinati a rimanere tra le sue carte che, in buon numero, si conservano ancora nella Sezione di Archivio di Stato di Gubbio.
Gabriele nacque l’11 novembre 1555 da Girolamo di Carlo di Federico Gabrielli e da Paola Ghislieri da Jesi. La sua casata, un tempo florida e protagonista della storia eugubina e del centro Italia, era oramai in piena decadenza.
Nel 1577 Gabriele si addottorò in “utroque iure” presso l’università di Perugia e successivamente si trasferì a Roma presso l’avvocato Girolamo Gabrielli, suo congiunto, di cui sposò la nipote Emilia.
Qualche anno dopo lo troviamo presso la corte di Francesco Maria II Della Rovere, duca di Urbino. Ed è proprio dal duca che nel 1576 i quattro fratelli Gabrielli (Gabriele, Carlo, Francesco e Bartolomeo) ricevettero l’infeudazione della tenuta di Baccaresca elevata per l’occasione a contea.
La permanenza di Gabriele alla corte urbinate fu molto utile anche al comune di Gubbio che proprio attraverso il suo nobile concittadino ebbe modo di sbrigare diverse faccende.
Nel 1594 Gabriele fu nominato governatore pontificio di Imola. Successivamente ricoprì lo stesso incarico a Faenza e a Forlì. In quest’ultima città morì, forse per improvvisa malattia, tra il gennaio e i primi di febbraio del 1602.

Le varie conoscenze acquisite durante la sua carriera permisero al Gabrielli di affrontare e portare avanti numerosi studi, mai pubblicati.
Ora, grazie al lavoro indicato in calce al presente sunto biografico, è possibile consultare con una certa precisione i 23 volumi manoscritti pervenutici.
Tra i principali argomenti affrontati da Gabriele possiamo ricordare:
- la prima edizione a stampa (1580) di una delle Tavole Eugubine, poi diffusa a molti studiosi italiani affinché la studiassero;
- molti aspetti della storia eugubina in soccorso della “circolare” diramata da Aldo Manuzio per la sua “Descrizione d’Italia”;
- raccolta delle iscrizioni eugubine;
- raccolta di notizie di vario genere su Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio, estesa a tutta Italia, onde far inserire questo santo nel calendario romano (concessa nel 1605);
- corpus di notizie genealogiche, araldiche e di altro genere inerenti i Gabrielli.
Insomma, una gran messe di dati, in alcuni casi raccolti con atteggiamento critico, che fanno dei suoi volumi una vera miniera di notizie, specie sugli argomenti sopra ricordati.

E veniamo al famigerato Alfonzo Ceccarelli di Bevagna con il quale Gabriele Gabrielli ebbe a che fare per la prima volta nel 1575, quando un comune amico li mise in contatto. Il Ceccarelli era in possesso di una cronaca (“De familiis illustribus Italiae”) scritta da un fantomatico Fanusio Campano e dalla quale risultava che i Gabrielli discendevano da Gabriele conte d’Alsazia, giunto a Gubbio nel 717.
Vistosi ben accolto nell’ambiente eugubino il Ceccarelli andò incontro alle esigenze di molti nobili locali confezionando per loro falsi documenti sulle origini e sugli incarichi ricoperti in secoli precedenti. Questi documenti, mischiati ad informazioni attendibili, percorsero più mani (comprese quelle del Sansovino) contribuendo così a creare dei collages nei quali notizie false si inframezzavano, fino a scomparire, con notizie autentiche. Insomma, anche il Gabrielli fu vittima del noto falsario mevanate.

La vicenda di Alfonso Ceccarelli dovrebbe essere abbastanza nota ai frequentatori del forum, mi limiterò soltanto a dire che quando Alfonso la fece veramente grossa fu inevitabilmente scoperto, processato e condannato alla pena capitale.

E’ molto significativo il fatto che il volume contenente il carteggio tra Gabriele e Alfonso si concluda con la copia della sentenza in conseguenza della quale il Ceccarelli ebbe il capo mozzato!


(Notizie quasi interamente tratte da E. ARIOTI, Epigrafia, storia citadina e familiare nelle carte di Gabriele Gabrielli, antiquario eugubino (1555-1602), in “Storici, filosofi e cultura umanistica a Gubbio tra Cinque e Seicento”, a cura di P. CASTELLI e G. PELLEGRINI, Atti del convegno di studi del 1995, Spoleto 1998, pp. 111-170).
Ultima modifica di eugubino il venerdì 7 ottobre 2005, 15:34, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda eugubino » venerdì 7 ottobre 2005, 15:34

Proprio questa mattina - vedi la combinazione! - ho trovato questo sigillo applicato su un documento datato 1503. Il sigillo, ovviamente, ha le tipiche forme del secolo precedente.
L'immagine è quella che è ma si distingue molto bene il monte. Sopra, ve lo posso assicurare, c'è il mitico lambello gigliato.
Mi pare anche che a destra (destra normale!!) si vede una stella a sei punte. Mai vista prima!!

Spero non sia un'illusione ottica.
Cercherò di reperire qualche altra polverosa carta...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 ottobre 2005, 15:36

eugubino ha scritto:...(omissis)...E veniamo al famigerato Alfonzo Ceccarelli di Bevagna con il quale Gabriele Gabrielli ebbe a che fare per la prima volta nel 1575, quando un comune amico li mise in contatto. Il Ceccarelli era in possesso di una cronaca (“De familiis illustribus Italiae”) scritta da un fantomatico Fanusio Campano e dalla quale risultava che i Gabrielli discendevano da Gabriele conte d’Alsazia, giunto a Gubbio nel 717.
Vistosi ben accolto nell’ambiente eugubino il Ceccarelli andò incontro alle esigenze di molti nobili locali confezionando per loro falsi documenti sulle origini e sugli incarichi ricoperti in secoli precedenti. Questi documenti, mischiati ad informazioni attendibili, percorsero più mani (comprese quelle del Sansovino) contribuendo così a creare dei collages nei quali notizie false si inframezzavano, fino a scomparire, con notizie autentiche. Insomma, anche il Gabrielli fu vittima del noto falsario mevanate.

La vicenda di Alfonso Ceccarelli dovrebbe essere abbastanza nota ai frequentatori del forum,

Beh, se anche :oops: non lo fosse stata... adesso lo :wink: è di più!

mi limiterò soltanto a dire che quando Alfonso la fece veramente grossa fu inevitabilmente scoperto, processato e condannato alla pena capitale.

E’ molto significativo il fatto che il volume contenente il carteggio tra Gabriele e Alfonso si concluda con la copia della sentenza in conseguenza della quale il Ceccarelli ebbe il capo mozzato! ...(omissis)...


Repetita juvant, dicono... :roll:

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