Famiglia Raffaelli

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Messaggioda eugubino » venerdì 7 ottobre 2005, 15:10

Posto di nuovo il sigillo dei Raffaelli inserito in calce all'albero genealogico di questa famiglia eugubina pubblicato in un libro nel 1755.

Dovrebbe trattarsi di un sigillo del XIII secolo in quanto in esso sono ben leggibili i nomi di GVIDO e ALBERICO.
In detto albero Alberico è ricordato come podestà di Forlì (1210) e Guido, suo figlio, come cavalire nel 1248.

Fabrizio

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Messaggioda eugubino » sabato 8 ottobre 2005, 9:17

Posto la pagina con la genealogia.
Spero sia sufficientemente leggibile.

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Messaggioda eugubino » sabato 15 ottobre 2005, 17:45

O. LUCARELLI, Memoria e guida storica di Gubbio, Città di Castello 1888, pp. 320-322.



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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 15 ottobre 2005, 18:01

Il vecchio frate coglie al volo da tale testo questa :shock: perla blasonica: Scacchiera in rosso ed argento...

... :cry: ... :cry: ... :cry: ... :cry: ... :cry: ... :cry: ... :cry: ... :cry: ... :cry: ...

...meno male che quella congiunzione eufonica rende la frase più :roll: elegante...

...almeno l'italiano è salvo! :(

Bene :D vale
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Messaggioda eugubino » sabato 15 ottobre 2005, 21:17

Il Lucarelli è andato per la sua strada...
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Messaggioda eugubino » giovedì 20 ottobre 2005, 14:43

Ho trovato questo brano, forse ripreso da una pubblicazione, in cui si narrano alcune cose relative ai Raffaelli.

Francesco Raffaelli morì prima dell’anno 1490 senza figlioli maschi, lasciando tre figliuoli femmine, cioè N. maritata ad N. Sperelli d’Assisi, N. madre o moglie del capitano Pietro Guelfoni, et N. Madre di Gio: Bernardino Nuti.
Antonio a Bernardino figliuoli d’Ugolino Raffaelli, il quale Bernardino era Priore della Cattedrale di Gubbio, et anche abbate dell’Abbazia di Montelabate o Valdiponte stante la mancanza de’ maschi in vigore d’alcuni fideicommissi de’ loro Antenati pretere li beni restati di detto Francesco, fra quali erano il castello e beni di Colmollaro, nelle case del quale erano l’arma della famiglia de’ Raffaelli che è la scacchiera bianca e rossa e di sopra l’aquila come tuttavia si vede nel camerino della sala et altrove; et si ottennero anche sentenze conformi, per lo che il sudetto capitano Pietro et altri con l’occasione de i disturbi e rivoluzioni di questa città al tempo del duca Valentino nipote d’Alessandrò VI uccisero detto Antonio mentre ritornava a casa dal duomo dove era stato ad udir messa, li figlioli del quale poi, cioè Ugolino, Giordano e Rafaello per vendicare la morte del padre ammazzarono in Roma il sudetto Pietro capitano di una compagnia de’ cavalli del duca Francesco Maria I nipote di Giulio II e generale di Santa Chiesa, per interposizione del quale fecero poi la pace e divisione de’ beni toccando in parte al Sperelli e Gulfoni Colmollaro con altri beni et i detti fratelli di Rafaello quelli di Galvana contigui a quelli Colmollaro, li quali poi Francesco Sperelli detto M.a Checco da Colmollaro vendette per tre mila fiorini al Capitolo della cattedrale di Gubbio circa cento anni fa o poco più. Il Nuti però non fece parte alcuna, né nella lite, né meno nell’homicidio d’Antonio. Per coadiuvare l’albero suddetto si possono vedere più istrumenti et uno in particolare d’una quietanza che fanno i frati di San Domenico ad Ottaviano d’Ugolino Rafelli di fiorini 70 per un legato lasciato da donna Ursina moglie del sudetto Francesco, della quale egli era herede per la fabrica della volta e muri della capella di San Paolo che è nella crociera a man destra dell’altare maggiore, nella facciata della quale vicina al detto altare sotto l’arme di famiglia in pietra vi è questa inscrizione cioè Nobilis Viri Francisci Busonis de Rafaellibus Insigna et capella (...)
E nel pavimento di detta chiesa vi era una lapide di sopra il vaso dell’acqua benedetta nella quale vi è scolpito un’huomo armato alla testa del quale vi sono due arme piccole con la scacchiera cioè l’una di la e l’altra di qua e sopra vi è l’infrascritta inscrizione
Sepulcrum domini Hugolini domini Busonis
(...)


A parte qualche inesattezza, colpisce molto la trama del racconto nel quale si mescolano storia, araldica e diritto familiare.
Purtroppo, di tutte le cose elencate in questa breve cronaca, resta solo lo stemma dei Raffaelli che ho postato all’inizio di questo forum.

Ricordo che il ramo dei Raffaelli di Cingoli si generò proprio in seguito al bando che colpi uno o tutti e tre i figli di Ugolino Raffaelli.
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Messaggioda eugubino » mercoledì 16 novembre 2005, 18:16

Tanto per non lasciare nulla in sospeso

Trascrivevo sopra:
nella facciata della quale vicina al detto altare sotto l’arme di famiglia in pietra vi è questa inscrizione cioè Nobilis Viri Francisci Busonis de Rafaellibus Insigna et capella (...)


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NOBILIS VIRI FRANCISCI BVSONI / DE RAPHAELIBVS / INSIGNIA ET CAPPELLA

Non vorrei sbagliarmi ma questa epigrafe mi sembra rifatta.

Quel "CAPPELLA" con la doppia P mi sembra sintomatico.
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