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fama78 ha scritto:, la differenza che corre tra i vari piumaggi che adornano gli elmi e i scudi. E' solo un fatto di estetica o c'è qualcosa di altro? .


QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 

marcello semeraro ha scritto:In ambito araldico, i piumaggi più utilizzati sono le penne struzzo e quelle di pavone. La penna di pavone si distingue facilmente per i colori ed il caratteristico "occhio".
Innanzitutto una precisazione di ordine terminologico. Il termine 'penna' si applica propriamente tanto alla penna di pavone che alla penna di struzzo, volatile questo secondo riguardo al quale sarebbe tuttavia preferibile parlare di piuma (considerato l'aspetto vaporoso che accompagna la forma slanciata dell'ornamento). Mentre sarebbe improprio parlare di piuma di pavone.
Il pennacchio è un mazzo di piume di pavone o di struzzo, generalmente in numero dispari, da 3 in poi.
Toglierei quel generalmente. Forse potremmo arrivare a dire il più delle volte. Ma generalmente no. Il caso di numero pari è diffusissimo.
Le singole piume e i pennacchi possono essere collocati sia fuori dallo scudo (in funzione di cimiero, sull'elmo o sulla corona, con i colori dell'arma), sia dentro di esso, come figure.
In questo secondo caso dovremmo blasonarne per quanto possibile numero e natura.
La funzione estetico-ornamentale dei pennacchi è assicurata. A volte, però, essi possono servire come brisura per distigure un ramo della famiglia (soprattutto in Germania, dove il cimiero ha una rilevanza notevole). Le penne di pavone sono le più antiche e le più nobili.
Sulla definizione di più antiche non sarei sicurissimo. Quanto a più nobili, non saprei cosa possa significare, vista la pura funzione ornamentale. Se poi entriamo nell'ambito dell'emblematica, basti pensare a un emblema non certo di scarsa nobiltà, quello del Principe di Galles: tre piume di struzzo...
Ci sono poi le penne ed i pennacchi utilizzati sui berretti/tocchi per indicare cariche particolari, ma questa è un'altra storia.
Possiamo ricordare ad esempio la breve 'storia' dell'araldica napoleonica... Ma converrà non andar oltre questo cenno vista l'ampiezza dell'argomento.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
"mazzo di piume, in genere in numero dispari e comunque non inferiore a tre pezzi, solitamente di struzzo o di pavone, posto in cima agli elmi in funzione di ornamento"
Innanzitutto una precisazione di ordine terminologico. Il termine 'penna' si applica propriamente tanto alla penna di pavone che alla penna di struzzo, volatile questo secondo riguardo al quale sarebbe tuttavia preferibile parlare di piuma (considerato l'aspetto vaporoso che accompagna la forma slanciata dell'ornamento). Mentre sarebbe improprio parlare di piuma di pavone.

. Mi sembra - se ancora riesco a capire il valore di quello che scrivo - che l'accento non sia sulla maggior ricorrenza del numero dispari, ma sulla superiorità di elementi rispetto al numero tre..."mazzo di piume,in genere in numero dispari e comunque non inferiore a tre pezzi"
? Mi citi un esempio particolarmente antico di penne di pavone che potrebbe far pensare anche solo ipoteticamente a una maggior antichità di queste rispetto alle altre?sia accertata la maggiore antichità delle penne di pavone
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Antonio Pompili ha scritto:
Inoltre, visto che vai a citare una fonte - che poi è niente di meno che quanto scritto da me (sono onorato da tanta attenzione!) - mi citi qualche esempio di piume in numero pari da te visto? Sono molto curioso...


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piume in numero pari







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