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"Aggregata alla nobiltà modenese. Il conte Girolamo, ciambellano e consigliere di stato di Francesco IV Duca di Modena, e governatore di Modena, fu l'ultimo di questa famiglia. Il Pontefice Gregorio XVI gli conferì il titolo di marchese di Vallepietra e la gran croce di S. Gregorio Magno"
ARMA ANTICA: "d'azzurro, alla fascia d rosso, accompagnata in capo da una stella di sei raggi d'oro, ed in punta da un monte di tre vette di verde, cimato da un riccio, il tutto d'oro"
ARMA MODERNA: "di verde, alla fascia d'oro, accompagnata in capo da una cometa, posta in palo, ed in punta da un monte di tre vette, cimato da un riccio, il tutto d'oro".

. Abbiamo tre stemmi diversi... Dunque quello fornito da Bardo è fasullo o solamente blasonato impropriamente? e cosa s'intende per arma antica e moderna; la prima era caduta in disuso o apparteneva ad un ramo anticamente più florido oppure semplicemente riformata? 
marcello semeraro ha scritto:In tutti i blasoni proposti c'è un importante elemento in comune, il riccio, che qualifica come parlante lo stemma dei Riccini.
solitamente l'arma antica è quella d'origine di una famiglia, la quale nel corso del tempo può essere modificata per varie ragioni (ad esempio per distinguere i vari rami col metodo delle brisure)
bald.mont.bianc. ha scritto:informazioni riguardanti lo stemma e la famiglia del Conte Girolamo Riccini che fu Governatore di Modena e Ciamberlano di di S.A.R. Francesco IV Asburgo-d'Este duca di Modena
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Il feudo di Villa pietra coi beni allodiali appartenne all’estinta e antichissima casa Rossi, insieme ad altri nelle vicinanze, semplicemente col titolo di Signore. Passato ai Caetani toccò in parte a Orazio, che maritatosi a Porzia Astalli istituì nel 1670 un fidecommisso a favore dei marchesi Astalli. Da questi successivamente passò il feudo alla casa Piccolomini, e nel 1808 al cav. Settimio Bulgarini Bischi, in tempo del quale Pio VII estinse i diritti e prerogative feudali. Poscia ne acquistò i beni nel 1820 il conte Camillo Torriglioni, il quale nel 1842 gli alienò a favore del conte Girolamo Riccini, già governatore di Modena, creato da Gregorio XVI marchese di baldacchino (della quale distinzione parlo pure a OMBRELLINO ed a PRINCIPE), quanto alla di lui sola persona, e marchese di Valle Pietra per se, suoi eredi e successori. Il marchesato si formò cogli acquisti fatti dal suddetto conte Riccini, cioè colla proprietà di Torriglioni consistente nella montagna confinante col reame napoletano, e colla proprietà assoluta e indipendente dagli abitanti dell’unico molino a grano; non che di due forni, nel palazzo baronale costruito con antiche forme, ecc.

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