Non ci sono dubbi che il risultato finale sia quello di un
semitagliato-trinciato.
Ma un blasone deve poter il più possibile essere composto in modo
chiaro,
esatto e
breve.
Senza dubbio l'
interzato di cui stiamo parlando è un
semitagliato-trinciato. Sono il primo ad affermarlo. Ma usare questa denominazione in questo particolare caso implica la formulazione di un blasone che, sebbene esatto, alla fine risulta più prolisso e anche meno chiaro.
Mentre nel momento in cui scriviamo
interzato da una
banda-sbarra rovesciata, definiamo in modo chiaro, inequivocabile ed elegante la particolare pezza che abbiamo davanti, e, di conseguenza, definiamo qual'è la forma particolare dell'
interzato che si viene a creare. Evitando in tal modo di parlare di due pezze,
banda e sbarra (quasi come fossero due pezze distinte), e aggiungendo quell'
attraversanti sulla partizione, che comunque appensantisce il fraseggio.
In linea generale, quando c'è un modo preciso per definire una pezza composta da altre, è da preferire, direi anzi è d'obbligo, usare il termine più proprio.
Pensiamo allo stemma di Vittorio Veneto:

Anche qui una partizione composta e una pezza composta. Ma non diremmo
inquartato di rosso e d'azzurro, con il palo e la fascia d'argento attraversanti sulla partizione!
Diremmo, più chiaramente, più esattamente e più brevemente:
inquartato di rosso e d'azzurro da una croce d'argento.
E non avendo detto della croce che è di Sant'Andrea, sarà chiaro di quale particolare inquartato si tratti: è l'inquartato ordinario e non quello
in decusse.
Mi pare un caso molto facilmente accettabile da tutti e, nella sua somiglianza con il caso da cui siamo partiti, anche illuminante di ciò su cui ho tenuto ad insistere.