da Lucano » domenica 23 marzo 2014, 0:04
Mi permetto di esprimere la mia opinione riguardo alla tematica e soprattutto con riferimento alla figura del comandante dell'Esercito Svizzero ed alla sua presunta sobrietà.
Personalmente, e da tempo, non riesco a capire questo astio nei confronti dei nastrini, che sono tradizionalmente parte integrante delle uniformi militari. Non capisco, in particolare, perché avercela col numero dei nastrini stessi, piuttosto che con la loro sostanza. Come si può paragonare il capo dell'Esercito Svizzero (...) a quello di un altro esercito del mondo occidentale e magari della NATO, con riferimento alla forza armata comandata ed al suo ruolo nel panorama transnazionale? Qualcuno potrebbe dire male del nostro ottimo Capo di SME? No, bene. E allora cosa sarebbe, costui, un "pataccaro", o "men che sobrio", o "inelegante" perché porta tutti quei nastrini? Perché non li si analizza? Tolte le decorazioni di uso permanente propriamente dette (il cui porto, rammento, è obbligatorio) vi sono le specializzazioni, i cui nastrini servono a far identificare al superiore immediatamente le capacità specifiche del militare che ha davanti, e poi, soprattutto, le missioni estere. Vogliamo mettere a paragone, in quest'ultimo senso, i due alti militari citati e le rispettive forze armate?? Veramente non riesco proprio a capire. Gli ordini cavallereschi, che peraltro si ispirano ai principi di Santa Madre Chiesa, poi, conservano le tradizioni formali militari e le portano avanti con serietà, e in questo non vedo un male per un militare, anzi. Ribadisco che bisogna badare alla sostanza di quello che si indossa: bisogna, come faccio io, contestare a chi si ha davanti che ha dei nastrini che non può portare e che non sono ammessi: questo fare, non giudicare dal numero. Poi se uno appartiene a più ordini e li frequenta, ma vivaddio, BENE! Io ad alcuni a tal proposito però dico in faccia alla presenza di terzi: "Non ti ho mai visto a Lourdes, e nemmeno a Loreto"! Questo bisogna fare! Aggiungo, si potrebbe discutere anche sulle dimensioni dei nastrini, e quegli orrendi fuori ordinanza di dimensioni doppie con ridicole sottopannature. Tanti nastrini, ma del modello piatto o leggermente curvo e comunque sempre delle dimensioni previste, non stanno male, indicano la storia, l'anzianità di servizio e di comando, le missioni all'estero, i corsi - a volte duri - frequentati e superati, ecc. E se ci sono ordini cavallereschi, quelle sono in tutti i sensi croci che si portano: ho già fatto rilevare ad un confratello l'improprietà dei discorsi da bettola che faceva in contrasto con le croci indossate! Questo bisogna fare, non limitarsi all'esteriore, badare alla sostanza! Allora il Gen. Li Gobbi non doveva portare tutte le sue medaglie al valore? Se - solo ad esempio - sono andato all'estero in una miriade di missioni, sempre lontano da casa e coi figli che crescevano senza padre, con la paura degli EOD e col sangue pieno di vaccini, cosa devo fare, per "sobrietà" mi tolgo, che so, Bosnia e Iraq, no, Somalia? Oppure mi tolgo i miei 15 anni di comando a livelli seri così sto meglio, invece di distinguermi dal mio paricorso che chissà quando e se lo vedrà il bronzo, dall'alto delle scrivanie sotto casa da sempre occupate? Rimando il cavalierato OMRI al Presidente? Mi scordo delle ripetute immani fatiche dalle parti di Cesano? A mio avviso, giusto contestare forma e sostanza, ma distinguendo e molto bene! E vi dico: c'è altrettanta spocchia di chi porta tanti nastrini, se non di più, in chi invece non ne porta affatto (come da recente moda), togliendoseli pur essendone titolare: come a dire, non ho bisogno di mostrare nastrini, io sono comunque io, come ben sapete, perché sto "là", e, come sapete da tempo, salirò ancora di più. Voglio vedere però se si toglie la spilletta dell'ISSMI.
Cordialità.